Gec de Rippe e la London che non c'è più

14 Settembre | In: Dal Mondo | Di: Giampiero Venturi

Ho visto Gec de Rippe undici volte e volevo fare lo stesso. Non che volessi squartare la gente, perché non sta bene... Mi piaceva l’idea di girare per le vie di Londra come lui. Fumo di Londra, umidità di Londra, atmosfera di Londra, fumo dell’umidità di Londra, fumo dell’umidità dell’atmosfera di Londra, eccetera...

Allora mi son detto, quasi quasi prendo il treno e vengo da te, come faceva Celentano. Ma col treno ci vuole un botto e opto per Ryanair. 69 euro go and back per London.

Parto col cappotto, i guanti di pelle e il cappello per prepararmi all’atmosfera. Il mantello quello no, sennò su Ryan mi prendono per il culo.

Arrivo a Londra e punto Waitcèpel. Un po’ Gec de Rippe, un po’ Crismas Cherol, un po’ Scerloc Olms, un po’ Oliver Tuist… anzi, Oliver Tuid, visto che per il clima che mi aspetto ci vuole la giacca spigata.

Mi piace proprio.

Waitcèpel potrebbe essere una cappella bianca, una serie tv o un gruppo metal. Per me è soprattutto il quartiere di Gec de Rippe: i pub, l’aria densa, i vicoli, le luci gialle e le carrozze che vanno fra puttane, loschi figuri e il buio. Londra è l’aria umida del Tamigi, le finestre a quadri, i mattoncini, il grigio bello. Deve essere così per forza. City o periferia poco importa.

Sì, ho deciso, ci vado.

Da London Stansted col bus è un’ora e mezza. Scendo a Liverpool street e poi via per Aldgate con la metro.

“Ammazza quanto è Londra” mi dico io…

Pachistani, indiani, turisti, islamici. A Waitcèpel c’è una moschea grande. Ma grande parecchio.

Mi giro, guardo, mi oriento male e aspetto sera. 

Di loschi figuri ce ne sono, di puttane chissà, di pub però se ne vedono pochi.

La guardo bene pure di sera, ma London sembra Calcutta. A tratti pure Islamabad, dipende. Non dappertutto, ma per metà è così. Waitcèpel non fa eccezione, anzi.

Pensavo a una cosa me ne ritrovo un’altra.

Di chi è la colpa? Dei libri, dei film, della fantasia?

Vallo a capire.

Strano destino quello dell’uomo a volte: sono più le cose che inventa che quelle che sono.

Giro, mi rigiro.

Magari London è sempre stata così. Magari Gec de Rippe la vedeva così. Bisognava starci per capirlo.

Avevo un’idea diversa, poco da dire. L’ultima volta che sono passato di qui non ci ho badato.

Qualcosa è cambiato o ero io ad immaginare che qualcosa fosse?

Forse è solo tutto più veloce.

Riprendo Ryanair e penso a Gec de Rippe. Un angolo di me vede sempre cose: quelle che c’erano e quelle che non ci sono mai state.

Ma il mondo cambia comunque in fretta. Troppo in fretta. Forse in Occidente più che altrove.

 

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