Nike bongiorno!

21 Ottobre | Commenti 2 | In: Dal Mondo | Di: Giampiero Venturi

Ogni giorno decine di migliaia di persone, donne e minori soprattutto, costruiscono decine di migliaia di paia di scarpe che l’idiota adolescente europeo compra a più di 100 euro. Tra gli idioti adolescenti ci sono molti cinquantenni abbronzati con le sopracciglia ritoccate.

Le scarpe in realtà costano pochi dollari e ancora meno costa il lavoro delle persone impiegate per lo più in fabbriche fuori norma dell’Asia remota. Dall’India all’Indonesia, passando per Bangladesh, Thailandia, Cambogia, Vietnam e Malesia, l’industria dei più famosi marchi di scarpe fa faville.

La globalizzazione dell’industria ha arricchito negli ultimi 15 anni le grandi multinazionali che non rispondono a una persona, ma a gruppi di potere. A questo punto tutti si aspettano che la critica vada al bisogno indotto di scarpe (spesso anche brutte) generato e assecondato in Occidente.

La domanda che sorge spontanea in una tranquilla mattina di ottobre invece è:

com’è possibile continuare a conciliare la lotta alle multinazionali con la difesa di un mondo globalizzato?

Essere “no global” e odiare le frontiere non è la più grande contraddizione degli ultimi duemila anni?

L'esistenza di fabbriche sparse nei Paesi del Terzo Mondo che permettono di costruire prodotti sotto costo su cui lucrare è possibile solo grazie all’internazionalizzazione dei mercati. Nel Medioevo le Nike non ce le aveva nessuno. Almeno non ci risulta.

Fra mondo di oggi e Medioevo è possibile un compromesso?

Noi girandoloni pensiamo di sì…

 

 

 

Commenti

Ritratto di stefano

bravi,questo è un gran dilemma
Ritratto di Antonella

Ma infatti basta con 'ste aperture! È di moda avere ampi orizzonti, essere per la globalizzazione, sì a tutto, vivi e lascia vivere, ma che male ti fa, ma che te ne viene in tasca....se chiedi un po' di rigore sei etichettato come un retrogrado anti progresso, se non come un bastardo fascista. E che palle! Se rientrassimo nei nostri confini, oltre ad avere forse un miglioramento dell'economia....magari un giorno riusciremo a sorprenderci ancora davanti a mercanzie orientali quando andremo a visitare la Thailandia....

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