Quella strana voglia di calci in culo

5 Febbraio | Commenti 1 | In: Dal Mondo | Di: Giampiero Venturi

Girandolando per le tv, notiamo che la maggior parte dei format di successo mondiali si basa su due elementi strutturali:

  • uno o più individui emettono sentenze sull’operato di altri individui;
  • l’estrema durezza della giuria e una totale soggezione del giudicato.

È curioso che questo succeda in anni in cui un’interazione basata su rapporti gerarchici sembra ormai fuori moda. Ancora più strano che nella società affetta da bontà congenita trovi spazio un tono di comunicazione perentorio e inappellabile non distante da vere e proprie forme di vessazione.

In altre parole, perché alla gente piaccia farsi trattare male da Gordon Ramsay o Carlo Cracco rimane un mistero.

Per capire che gli insulti siano spesso messe in scena, è sufficiente essere normodotati; finzione o realtà che siano, rimane però l'idea di fondo: un VIP ritenuto esperto di qualcosa tratta di merda un aspirante qualcos'altro.

Sull’effettiva competenza dei VIP non è il caso di approfondire. Diciamo solo  che Carlo Cracco mette l'aglio sull'amatriciana...

Diciamo allora che il fenomeno si può ridurre a due aspetti:

  • la popolarità crea la star victim; in parole semplici sarebbe  a dire che se non stavi su SKY ma facevi il bidello, non ti s’inculava nessuno;
  • l’essere umano, a fronte di tante amenità, si ritrova sempre su confronti primordiali. Capo-carismatico vs subalterno-intimidito è uno di questi.

Il circuito popolarità-potere è vecchio come il mondo, si sa. Non è questo a stupire. Non stupisce nemmeno che all’interno siano comprese posizioni legittime e altre meno (a cercare le competenze musicali di Asia Argento per esempio, si rischia di perdere tempo…).

Quello su cui riflettiamo è il terreno di gioco. Quali sono i settori in cui è possibile abusare del proprio potere e quali no?

La domanda ha senso soprattutto in tempi di buonismo isterico. Un insegnante che esce dal seminato prende la denuncia; a Guillermo Mariotto di Ballando con le stelle nessuno ancora ha mai dato un calcio in culo.

Essere buoni e comprensivi è un valore assoluto? Se sì, chi decide quando diventiamo cattivi? C’è un parametro?

L’uomo è davvero homo homini lupus come diceva Hobbes?

Chi sa rispondere, alzi la mano. E si sbrighi pure…

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Ritratto di ondina

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