Re Abd Allah, la regina Rania e i flauti del Mulino Bianco

8 Febbraio | Commenti 1 | In: Dal Mondo | Di: Giampiero Venturi

La Giordania ha un cuore: è Amman. Sorge su sette colli, come Roma. Anche se ha un teatro romano però, sta a Roma come Gigi D’Alessio sta ai Sex Pistols. Amman non somiglia a niente.

La “Amman de noantri” è il centro, la zona più araba e verace. Le sue case giallo paglierino accatastate tra i minareti sembrano un presepe in disordine.

Ovunque ci sono i ritratti di re Abd Allah II l’hashemita, l’illuminato. È il figlio del fu re Hussein e marito della bella Rania.

Sì, Rania di Giordania; fa anche rima. Quando c’è la rima, c’è tutto: Jolanda regina d’Olanda, Lucrezia regina di Svezia, Oronzo re chissà di cosa…

Rime a parte, la famiglia reale è amata dai Giordani più di quanto Banderas ami i flauti del Mulino Bianco. Le foto di tutti i membri, papà Hussein compreso, tappezzano il Paese, in ogni posa e abbigliamento possibile: arabo, occidentale, prêt-à-porter, regale…Va forte quella del re vestito con la maglia della nazionale di calcio, anche se i Giordani a pallone sono mezze pippe.

Per la gente della strada però, in questi giorni, una foto in particolare pare abbia più senso di tutte: quella di re Abd Allah in uniforme da pilota. I Giordani ci vanno matti. Forse perché è pilota per davvero o forse perché dopo il video dell’ISIS, la nazione si è risentita e gli si è stretta intorno. Pare che quando Abd Allah abbia visto bruciare vivo il suo suddito e collega Muad Kasasbeah, si sia incazzato parecchio. E fare incazzare un re, soprattutto se assoluto, non è carino.

Con ogni certezza non saranno gli aerei e le reazioni simboliche di Amman a cambiare il Medioriente. Per farlo ci vorrebbe più dei generali e di un popolo fedeli, questo Abd Allah lo sa bene. Ma forse sarà ancora l’esempio a valere. L’esempio dato con la coerenza e il coraggio. Non parliamo di politica o di scelte, parliamo di stile. Ascoltare tutti ma decidere da soli, secondo i propri valori. Arabi torbidi e Occidentali imbelli, hanno molto da imparare su questo.

È innegabile che un re amato dalla gente sia una buona visione per tutti, comunque la si pensi. Soprattutto se il suo regno è un groviglio intricato che non ha nemmeno il petrolio come lubrificante. Le rogne della dinastia hascemita sono antiche e arcinote: metà popolazione è palestinese, regina Rania compresa; l’Occidente è amico (il nonno del re era inglese), Israele no, la Siria davanti, l’Iraq di dietro, i Sauditi di sotto, la fame in finestra, l’estremismo alle porte…

Ma Abd Allah così come fece il padre per anni, ha sempre mostrato equilibrio, saggezza e attributi. Per uno statista di oggi è merce più unica che rara. Vale per tutti.

La Giordania è un aquilone bagnato appena da mari minori. Lo sapeva anche Lawrence d’Arabia che ad Aqaba ci fece fortuna. È un aquilone di sabbia retto da tre perni che vanno da nord a sud: la strada del Mar Morto, la strada del deserto e quella dei re. Dei re appunto, non del mugnaio del Mulino Bianco. Con tutto il rispetto per lui, per la gallina Rosita e per i flauti. Anche se in tv sembrano più grandi.

 

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Ritratto di Marco

De " Re Oronzi" ne conosco a iosa anche da queste parti. Come al solito analisi perfetta

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