Esegesi dell'imbarco in aereo

26 Maggio | Commenti 1 | In: Dall'Italia | Di: Giampiero Venturi

La stupidità è quel particolare stato mentale che in barba alla logica e all’utilità di qualcuno (il titolare della stupidità compreso) determina comportamenti inutili, non di rado fastidiosi.

Se la stupidità non è sempre distribuita in modo omogeneo per sesso ed età, lo è certamente per luoghi geografici. In altri termini, non è questa la sede per dire se siano più stupidi gli uomini o le donne, ma sicuramente al mondo si trovano coglioni a ogni latitudine.

 

Ci sono molti modi per manifestare la propria stupidità. Ne abbiamo contati circa 700 milioni, ma solo per citarne alcuni potremmo segnalare:

 

  • spingere a raffica il bottone dei semafori pedonali come se il verde arrivasse prima
  • agitare il bicchiere in senso circolare, vantando conoscenze enologiche
  • parlare a bassa voce dalla propria auto per rivolgersi a qualcuno all’esterno
  • mettersi in fila al Gruppo Clark il primo giorno di saldi
  • andare in giro senza calzini con le scarpe alla Francesco Renga senza un vero motivo

Possiamo dire che in tutti i settori in cui l’uomo è operativo, gli esempi di stupidità umana si sovrappongono.

Non è da meno ovviamente il mondo dei viaggi.

Dai primi eseprimenti di Leonardo Da Vinci in poi c’è una domanda che campeggia sovrana in tutti gli aerodromi, aeroporti, idroscali e in tutte le piste e aviosuperfici del pianeta:

“perché la gente passa avanti quando si fa la fila per salire in aereo?”

Fatta salva l’ipotesi in cui i posti non siano numerati, nessun essere umano sano di mente potrebbe mai giustificarlo.

Paura di non trovare il sedile?

Paura di arrivare tardi?

Dato che i posti sono contati, l’aereo è unico e partirà con ogni certezza ad un orario uniforme per tutti viene da chiedersi cosa c’è dietro la “smania da avanzamento”.

Difficile dirlo ma è presumibile che sia un istinto primordiale, legato all’esigenza neolitica di accaparrare qualcosa anche se impercettibile.

La sola paura di rimanere tagliati fuori da non si sa che, non si sa cosa, può alimentare quindi comportamenti furbeschi? E la necessità dell’uomo di essere parte del gruppo senza sentirsene escluso può sprigionare istinti prevaricatori?

Basta recarsi ad un imbarco per rispondere di sì.

Si evidenziano sinteticamente cinque tipologie di sorpasso all’imbarco:

  • alla loffia: si verifica con l’affiancamento lento e comporta un superamento fatto di piccoli passi. Non di rado finisce con un ipocrita “c’era prima lei?”
  • alla sfacciata o alla maleducata: è un taglio netto della fila, incuranti del prossimo. Genera reazioni dirette e immediate.
  • Alla paracula: è quello che fa imbestialire gli altri passeggeri, degenerando spesso in linciaggio. Si verifica con una finta richiesta d’informazioni per poi trasformarsi in un imbarco immediato.
  • alla velocista, detto anche sorpasso dell’opportunista: è lo scatto finale fatto negli ultimi metri della fila, contando sull’inerzia o la distrazione degli altri. Di solito non comporta rancori di lungo termine
  • alla bersagliera: è dato da un arrivo da lontano trafelato, con valigia in mano e aggiramento largo di tutta la fila. Di solito è un comportamento talmente sfacciato che non comporta reazioni da parte degli astanti.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra…

 

Commenti

Ritratto di stefano

bravi,penso che comunque solo i popoli latini o africani si comportino così

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