Lettera di un cittadino che osservava le cose e si faceva alcune domande

18 Giugno | Commenti 1 | In: Dall'Italia | Di: Giampiero Venturi

Carissimi girandoloni,

per questioni personali da circa un mese sono costretto ad andare ogni giorno all’ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina a Roma.

I parcheggi disponibili sulla piazza dell’ospedale sono 11 di cui 2 riservati all’ambulanza e 9 ai portatori di handicap. Non avendo comprato l’ambulanza e non essendo purtroppo portatore di handicap, sono costretto a recarmi sull’isola con lo scooter. Di parcheggi per gli scooter ce ne sono 18, studiati appositamente per i 67.533 visitatori quotidiani dell’ospedale. Ne consegue che su tutta l’isola i criteri più seguiti per la sosta dei motorini siano essenzialmente due:

·      parcheggio creativo

·      parcheggio a cazzo

Con “parcheggio creativo” intendo la capacità di inventare aree di sosta laddove anche la geometria non riuscirebbe: a testa sotto; su una ruota; uno sull’altro ecc…

Con “parcheggio a cazzo” intendo invece l’abbandono del mezzo dove capita, secondo la logica “parcheggiare di merda per parcheggiare di merda, tanto vale che non fatico…”.

È evidente che la situazione sia tollerata in virtù del fatto che si tratta di un ospedale, dove da che mondo è mondo la gente non va per divertirsi. Visto che l’ospedale è stato costruito negli anni ’30, quando di auto a Roma ce ne erano 374, e visto che nei decenni successivi si è pensato bene di non adeguare i parcheggi, si applica quindi il criterio del buon senso.

Chissà perché però, oggi gli agenti della Polizia di Roma Capitale sono stati colti da un raptus di diligenza e hanno multato alcuni scooter, compreso il mio. La motivazione ufficiale era “sosta in area adibita a scarico e carico”.

Ho fatto le rimostranze all’agente accertatore facendo presente che la legge va interpretata sì… ma non va interpretata a cazzo. Se è vero cioè che ai sensi del Codice della Strada andavo multato, è vero pure che bisognerebbe leggere il contesto e che comunque quando ci ispiriamo all’ispettore Callaghan la legge dovrebbe valere per tutti, non solo per chi va in ospedale.

A 30 metri dal parcheggio, a ridosso del biondo Tevere, si assiste quotidianamente alla Sagra della Cacca a Cielo Aperto; a 25 metri di tanto in tanto si gioca a nascondino coi tombini di rame e piombo, asportati dall’uomo invisibile; a 20 metri c’è la Festa Senegalese della Borsa Contraffatta, svolta col patrocinio di Mafia Capitale; a soli 10 metri, squadroni di asiatici vendono ombrelli, cappelli, o prolunghe selfie a seconda delle condizioni meteo. Anche loro godono dello stesso patrocinio.

Ho fatto un giro a piedi e non sono riuscito a trovare una sola cosa legale nel raggio di 100 metri.

Possibile che l’unico bersaglio siano padri e madri di famiglia che loro malgrado escono da un luogo di per sé poco piacevole? Lo credete intellettualmente onesto?

Ho avuto la visione di un mondo al rovescio dove non solo l’equità, ma anche la sola idea che ce ne possa essere una, sia messa al bando.

L’incidenza degli scooter al Fatebenefratelli sul disastro cittadino è paragonabile a una caramella rubata rispetto alle cooperative di Buzzi. Codice o non codice, ho il sospetto che i cittadini aspiranti a una vaga normalità e dotati di indirizzo fiscale siano gli unici a non stare più a proprio agio in questa società.

Mi sbaglio? Ho detto qualche cazzata?

Grazie

Vi seguo sempre

 

 

 

 

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