Albania

AL

Il ricordo

  1. "Alzò lo sguardo e inarcò il sopracciglio; poi con voce dolce chiese: “ma che cazzo andate a fare in Albania?"

 

  1. NOTTI: 4
  2. BUDGET: 340 €
  3. FATTO A: giugno
  4. DA: 4 girandoloni.
  1. PERCORSO
  2. Tirana, Durazzo, Fier, Valona, Dhermi, Himare, Saranda, Girocastro, Berat, Lushnje, Tirana.
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Volo Alitalia Roma Fiumicino-Tirana in offerta. Costo A/R 102 €. Dal 2014, ci sono offerte anche con compagnie low cost.

Partenza alle 10,05. Arrivo alle 11,40 senza fuso.

Da Milano, prezzi simili.

Facendo il check in per Tirana ci si sente osservati. Ma è solo una sensazione. Il francesismo “che cazzo vai a fa’ in Albania?” aleggia come un’eco.

L’aeroporto Madre Teresa di Tirana è piccolo e nuovo. Traffico aereo sporadico: in pista, fra un volo e un altro si potrebbe giocare una partita a calcetto.

Controlli ai passaporti rapidi (il timbro è random…) e accoglienza calda. Sulla destra ci sono bancomat e ufficio cambio; più avanti a sinistra i desk delle auto a noleggio.

Sigarette e altre cazzate si comprano fuori perché costano dieci volte meno.

In Albania hanno la “r” arrotata alla veneziana, soprattutto a Tirana e parlano tutti italiano. È importante saperlo per evitare figuracce.

Noleggiare alla Sixt una Golf SW diesel costa 33 € al giorno. Spesso le auto hanno più di 150.000 km, ma in compenso l’autostrada non si paga. Si capisce facendo un'analisi: eccetto un tratto tra Fier e Valona, parte della SH4 e la tangenziale Durazzo-Tirana, in Albania ci sono tre tipi di strade:

Quelle brutte: segnaletica scarsa, buche sparse, lavori in corso improvvisi.
Quelle bruttissime: segnaletica sbagliata, buche frequenti, lavori in corso continui.
Quelle proprio di merda: percorribili solo in prima e seconda, buche come crateri, ghiaia e pietre ovunque. Ogni tanto anche qualche chiodo.

Il Paese sostanzialmente è in costruzione da zero. Fino al ’90, anno della fine del regime stalinista, strade e automobili non c’erano. Questo aiuta a capire perché gli Albanesi guidino come un cieco addormentato sul volante.

Per entrare in auto all’aeroporto si paga 2000 leke (14 €). Per amici in arrivo conviene aspettare alla rotonda del benzinaio ALPET, poco oltre.

Per Durazzo non ci si può sbagliare: dopo il benzinaio (180 leke un litro, 1 € e spicci) sempre dritti per 2 km fino all’imbocco dell’SH2, sotto la rampa a destra. Conviene sempre chiedere “Durres?” però, perché la segnaletica è scarsa. Ci sono autogrill, benzinai e incroci a raso. Si vedono carretti, muli e motorini anni ’70. Moltissimi i lavazhe e i gomisteri, lavaggi auto e gommisti improvvisati.

Dopo venti minuti si esce a destra per Durazzo. Sempre dritti, seguendo la scritta qender (centro), c’è uno slargo. Sulla sinistra si arriva a Sheshi Liria, la piazza con la moschea.

Albania e Bosnia sono gli unici Paesi europei con forte presenza musulmana. È dovuto al comune passato turco. In Albania però, anche le chiese ortodosse e cattoliche sono numerose: Santa Teresa di Calcutta era albanese...

Con la moschea alle spalle, viuzza a destra e poi sinistra-sinistra per Rruga Ramazan Jella, il vicolo col box giallo delle Poste. Lì, c’è una pescheria e il ristorante Almar.

Da ricordare che Rruga in albanese, non è una riga sul viso ma una via. Sheshi invece, non è un dubbio su chi se ne va, ma una “piazza”.

Con meno di 5 € a testa in leke, arriva una doppia frittura di calamari, vino bianco e raki, la grappa albanese simile alla rakia (vedi altri Paesi balcanici nel sito).

Si chiede per Valona (Vlora in albanese). Gli Albanesi sono cordiali e disponibili, soprattutto con noi, il loro mito assoluto. Arrivare alla SH4 che porta a sud, è un attimo.

Il primo tratto della strada per Valona non è brutto: è bruttissimo. Gli Albanesi adorano lo stile architettonico “Casa incompleta con pezzi di cemento messi a cazzo”. Non è molto diversa dallo scempio edilizio di molte zone d’Italia, ma in Albania è proprio uno stile.

Una birra Tirana (da 50 cl) in autogrill costa circa 1 € in leke.

Passata Fier e il suo abusivismo, dopo circa due ore da Durazzo, si arriva a Valona. L’ultimo tratto di strada è perfetto.

Molto traffico, molto casino, molti Albanesi. I pregiudizi sulla pericolosità sono una menzogna; quelli sulle buche in strada, no.

Usciti da Valona continuando sul lungomare c’è l’hotel New York.
www.newyork.al

Sta prima del tunnel, sul mare. È un 4 stelle con cui si può trattare. Una doppia si prende con 45 €.

Finestre sull’acqua cristallina, piscina e colazione inclusa.

Ci sono anche il Nimfa e lo Zhironi due curve più avanti, ma sono più cari.

Per cenare ci sono tanti ristoranti di pesce lungo la statale, fino in città. Al Marrakesch, attaccato all’hotel, cena con specialità di mare e vino della casa per 12-13 € a testa. Tanto per gli standard locali ma ottimo.

La sera si gira per Valona seguendo il viale principale e andando a culo alle rotatorie. Si può anche andare contromano, ma bisogna ricordarsi che vale anche per gli altri. La cintura non serve, il casco è sconosciuto e in genere, ognuno fa quello che vuole.

Il Pascucci Cafè è aperto h24, ma con la serata giusta, sulla spiaggia ci sono discopub belli ed economici. Il Saint Tropez va per la maggiore. Sta sul mare sotto l’Hotel Aliko.

https://www.facebook.com/pages/Saint-Tropez-Beach-Club-Vlore-/1047603762...

Un raki costa 200 leke (1 € e mezzo). La musica tamarra è compresa nel pacchetto.

In comune con altri balcanici gli Albanesi adorano la musica turbofolk (mix fra house e tradizionale), le auto coatte, gli abiti brillanti... La grande differenza con altri popoli dell’Europa dell’est (Slavi soprattutto) è nei tratti fisici. A grandi linee si può dire che gli Albanesi sono più piccoli, capoccioni e brevilinei (in Albania hanno quasi tutti il culo basso). Una volta che ci si fa caso, la cosa fa molto ridere.

 

L’hotel sul mare permette il bagno in un mare simile al Salento, già prima di colazione.

Da segnalare che alla reception si fanno rodere il culo se si entra in ascensore a petto nudo.

Colazione vista mare, poi via.

Si passa il tunnel lungo dieci metri e si costeggia l’Albania del sud con la SH8. Il mare è fico e non c’è traccia di turistardi: è la nuova frontiera del turismo. Luoghi vergini, cucina di pesce, costi imbattibili, grande ospitalità…

Ci si arrampica fino a Dhermi, paese a maggioranza greca (scritte in greco e chiesa ortodossa). Sulla strada principale, sulla destra, c’è il minimarket con l’insegna Hako, Sallame dhe proshuta. Che vende affettati lo capisce anche uno spastico.

Per 5 € in leke, scorta di acqua e frutta.

La strada che scende da Dhermi verso il mare è una panoramica a strapiombo senza guard rail. Lo spettacolo è unico, ma bisogna stare in campana: ad ogni curva c’è una tomba. Ci sono anche venditori di miele e raki aromatizzato. Sono informazioni che cambiano la vita…

Arrivati a valle, tra Himare e Qeparo le spiagge splendide si sprecano; un mix fra Cilento e Sardegna: è lecito sostenere che non portarsi il costume è da coglioni. Anche la crema solare ha una sua utilità.

La SH8 sale e svalica vicino Saranda. Le distanze stradali seguono il metodo detto “a cazzo di cane”: è facile trovare un cartello con distanza minore di quello successivo.

Le stesse carte stradali sono poco affidabili (comprese quelle di guide blasonate). Il vantaggio è che di strade ce ne sono così poche che non c’è molto da sbagliare.

Con la SH8, da Valona ci vogliono due ore per Saranda, cittadina balneare adagiata su un golfo. Quando l’Albania era italiana si chiamava Porto Edda. È gradevole e accogliente con bellissimi abusivismi edilizi. Seguendo i sensi unici, costellati di negozi tipo mare, si arriva all’Hotel Palma

085 222929 (parlano italiano)

hotelpalma@gmail.com

30 € per una doppia. Ha la piscina senza cloro in una terrazza panoramica a dieci metri dalla spiaggia.

Si parcheggia dove capita, anche sul marciapiede. Meglio non davanti al negozio di fronte, perché il proprietario dice che è suo, ma non si capisce in base a quale principio.

Se un’addetta alla reception raccomanda di non fare i tuffi a bomba in piscina, bisogna ignorarla. Il luogo merita anche la sigaretta in relax. Per chi non fuma, fa nulla. Rapporto qualità prezzo, eccellente.

Qualora vedendo passare gente davanti all’hotel venisse il dubbio “ma questi ‘ndo cazzo vanno?”, è bene sapere che ad un metro c’è la dogana del traghetto per Corfù, in Grecia.

Nel pomeriggio si va al mare a Ksamil, un quarto d’ora da Saranda. Alla rotonda bisogna salire e poi a destra, seguendo la baia. Meglio sempre chiedere ai passanti però. La strada è buona e dopo il lago sulla sinistra, si arriva tranquilli.

Ksamil è un posto incantevole a 7 km dal confine greco. Arrivati nel centro abitato la prima traversa in salita a destra, porta alla spiaggia. A una sassata dalla riva ci sono tre isolotti attrezzati raggiungibili col pedalò (o a nuoto per i non fumatori). A prescindere, le spiaggette sono fighe e hanno ombrelloni e lettini (dopo le 16 gratis).

Proprio sulla sabbia, al ristorante Tre Ishujit (ottimo pesce), la birra Tirana costa 200 leke; è l'ideale per sparare cazzate in veranda. Meglio togliersi la sabbia dalle ciabatte però: la cameriera che pulisce è permalosa.

Bello aspettare il tramonto, che arriva prima rispetto all’Italia.

Rientro e cena da Limani, grande ristorante all’aperto sul lungomare, a 50 metri dall’hotel.
https://www.facebook.com/pages/BAR-PICERI-LIMANI-SARANDE/257078974682

Ottimo il pesce, anche su pizza e spaghetti.

Con 5-6 € si mangia. Con 10 € si mangia tanto. Con 15 € arriva il proprietario e si congratula.

Lungo il mare c’è lo struscio serale con famiglie. Molti locali, bar e disco pub sull’acqua. Ottimi l’Orange e il Demi Lounge, dalla parte opposta dell’hotel, sulla baia. Stanno sotto l’Hotel HB. 200 leke per una birra.

Saranda merita almeno due notti.

Prima di partire, sulla Rruga Mitat Hoxha, caffè al bar con tavolini all’angolo della rotonda; sono 50 metri a destra dall’albergo. La vecchia vende pure casse d’acqua per pochi spicci e permette di mangiare roba di altri negozi: di fronte infatti, c’è Furre Buke che vende burek, sfogliatelle con formaggio, cipolla o salumi (vedi altri viaggi nei Balcani su questo sito). Tutto per pochi leke.

Sono tutti felici di vedere clienti italiani. Sono cose belle.

Uscendo da Saranda si domanda per Gjirokaster, per gli amici Argirocastro.

Ci si arriva attraversando la montagna oltre la città di Mesopotam e Bistrice. La strada è una spirale tutta sfondata.

Dopo 20 km si scende sulla SH4, nella valle del Drin. Drin non è il telefono che squilla ma un fiume (vedi Grecia e Macedonia nel sito).

La SH4 è scorrevole, verde e accogliente. Ci sono perfino i cartelli stradali.

Si arriva ad Argirocastro con un bivio sulla sinistra e una strada in salita.

Girocastro è famosa per i tetti turchi, i vicoli turchi e il castello turco. Viene il sospetto che sia stata turca.

Si sale con la macchina per i ciottoli fino al castello: ingresso 200 leke.

All’interno ci sono cannoni trafugati un po’ a tutti in epoche diverse e una signora che chiede gli spicci per andare al bagno. Si può anche non pagare (lei la pensa diversamente).

Nel viale principale del centro, proprio alla fine della salita, ci sono un negozio di souvenir e alcuni caffè. Si parcheggia alla “tanto pure le altre sono messe a cazzo”.

Nel negozio ci sono cd di musica tradizionale (una specie di Tazenda locali vanno per la maggiore, ma rompono i coglioni alla seconda traccia); nel caffè d’angolo con la tenda verde, una birra Korca costa 150 leke: è molto gasata e c'è anche scura. Volendo, si può sfogliare il giornale in albanese solo per vedere le figure: costa 30 leke.

Via da Argirocastro cercando le indicazioni per Berat. Si passa Tepelene e ci si addentra per altre montagne.

Dire “da Argirocastro a Berat vedrai che è roba di un attimo” è la classica cazzata: la SH4 per alcuni km è una strada sterrata costellata di buche. Superata Memaljai, molto ricca di polvere, si segue il Lumi Vjosa fino a Fier. Alla rotonda di Fier si gira a destra e si cerca la strada basandosi su indicazioni dei passanti.

Va detto che in Albania, sulle distanze kilometriche ognuno dice la sua: chi dice 30 km, chi 50, chi 5, chi dice solo “ne ne…” che vuol dire “sì” senza però aver capito una mazza… Durante il regime comunista di Hoxha le auto non esistevano e la popolazione rurale viveva nei luoghi di lavoro. Spostarsi da una città all’altra è un concetto recente.

Fra Patos e Roskovec ci sono sterro, buche e pozzi di petrolio. Dopo un po’, per 30 km, solo sterro e buche.

In caso di foratura un gomisteri chiede 200 leke (1 € e mezzo). Sono molto gentili e ospitali. Spesso i gommisti vendono anche il cocomero. Ognuno orienta il business come meglio crede.

Dopo Ura Vajgurore, villaggio in Culandia fatto di polvere e buche, la strada migliora: da impossibile, diventa solo una gradevole strada di merda. Aiuta molto però, soprattutto il morale.

A tre ore da Argirocastro si arriva a Berat, carina e turistica. Fosse più ricca sarebbe radical chic. Ha la sua rocca col castello e le famose mille finestre ottomane: case storiche turche con finestre fitte e scenografiche su tutta la collina.

La città è attraversata dal torrente Lumi i Osumit. Per andare dall’altra parte c’è un ponte col semaforo che regola il senso alternato. Nessuno sa dove fermarsi però e bisogna fare la roulette russa.

Da Berat si riprende la strada fino al bivio per Lushnje, città grandicella ma mai ricordata per la bellezza. Dopo Lushnje e la piazza del bashki (municipio) si arriva al bivio sulla SH4 e si ritorna verso Durazzo-Tirana, potendo usare tutte e 5 le marce e toccare addirittura i 100 km/h.

Da Berat a Tirana sono un paio d’ore in tutto.

Superato il raccordo per l’aeroporto, si imbocca lo stradone per Tirana centro che diventa Rruga e Durresit fino a piazza Skandeberg, il cuore della capitale.

Si nota il palazzo dell’Opera (mezza città è fatta da noi) e la statua equestre di Skanderbeg, eroe nazionale nemico dei Turchi che ha preso il posto di quella del Compagno Supremo Hoxha. In Albania, come in altri Paesi ex comunisti, i simboli nazionali hanno sostituito quelli ideologici. La statua di Skanderbeg, per la cronaca, è identica a quella di piazza Albania a Roma, all’Aventino.

Tirana è più ordinata di quanto si creda.

Sulla piazza si va a destra fino al Lana che sembra lo scarico del bagno, ma in realtà è un fiume; si prende Bulevardi Bairam Curri e si torna indietro a sinistra su Rruga George Bush. Nel primo vicolo cieco a destra c’è l’Hotel Parlamenti, attaccato al Brilant Antik, più costoso.

Precisiamo che è stata dedicata una via a Bush perché USA e Albania ora vanno a braccetto. Gli Americani hanno favorito la secessione del Kosovo a maggioranza albanese dalla Serbia nel '99 (vedi Serbia e Kosovo nel sito); utilità per entrambi: gli USA hanno una base nuova in Europa; l’Albania ha un grosso sponsor. Al mondo slavo, Russi in testa, la cosa fa girare un po' gli zebedei.

30 € per una doppia, senza colazione. La macchina si lascia davanti all’hotel dopo circa un centinaio di manovre perché il vicolo è largo mezzo metro.

Dall’hotel si superano i giardini di Parku Rinia e dopo la fontana si entra a Blloku, la zona fighetta. Ci sono pub, caffè, locali. È un po’ la Tirana da bere…

Si mangia all’altezza del civico 61 di Rruga Myslym Shyri, una parallela del fiume. C’è l’insegna verde del ristorantino Zgara Nini, con i tavolini all’aperto. È una vera chicca, nascosta in un vicolo.

Carne alla brace mista, formaggio albanese, fagioli, riso con peperoni e birra Korca per 9 € a testa. Offrono pure il raki a fine pasto. Non è audace sostenere che andarci quando si è a dieta è una bella stronzata.

La pedonale ciottolosa Murat Toptani, parallela al parco tra piazza Skanderbeg e l’hotel, è ideale per un gelato, una birra o un richiamo di raki. Al Bar Epiri con 300 leke (2 € e spicci) si può sedere e guardare la gente che passa.
https://www.facebook.com/pages/Bar-Epiri/105873826277329

In Murat Toptani si può anche mangiare al chiosco che fa la brace a metà via: un panino con salsiccia costa 100 leke (0,8 €).

Caffè nel giardinetto in Toptani e via all’aeroporto per consegnare l’auto e ripartire. Ci vuole meno di mezz’ora.

(Per chi va a Milano si può fare la sosta a Durazzo di inizio viaggio e aspettare il volo delle 16,40 nel pomeriggio).

Alitalia decolla alle 15,40 e atterra alle 17,05 a Roma.

L’Albania sta dietro l’angolo e costa zero.

L’Albania è bella ed è un esempio di ospitalità.

 

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