Argentina e Uruguay

AR
UY

Il ricordo

  1. “Garantì che sapeva orientarsi bene e sottolineò quanto fosse superfluo  consultare la mappa. Verso sera chiedemmo a un contadino….”
  1. NOTTI: 15
  2. BUDGET: 1800 €
  3. FATTO A: dicembre 
  4. DA: 2 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Buenos Aires, Colonia del Sacramento, San Jose de Mayo, Montevideo, Piriapolis, Punta del Este, Montevideo, Buenos Aires.
load map...

Volo Air France Roma-Parigi Charles de Gaulle alle 18,50. Coincidenza Parigi-Buenos Aires alle 23,20. Arrivo in Argentina la mattina dopo alle 8,05 locali.

Il volo per Amsterdam è una gita scolastica. Il secondo volo per Buenos Aires no: andare in Argentina non è proprio una cazzata.

Costo complessivo A/R  870 €.

Da Milano Malpensa, costi e durate analoghi con scali su Parigi, Amsterdam e Madrid.

13000 km in 14 ore. Dicembre equivale a giugno: aria giovane, alberi in fiore e abiti leggeri.

(Vedi anche altri viaggi in Argentina nel sito).

Controlli doganali veloci con timbro senza visto a Eseiza (detto pure Ministro Pistarini), scalo principale della Capital Federal, soprannome di Buenos Aires.

Una pernacchia ai tassisti che chiedono 50 € per la corsa in città. Sono 25 € al massimo in conio locale. Accettano volentieri euro e dollari (e grazie…).

A questo proposito è bene chiarire che la moneta argentina si chiama peso, ma in realtà è molto leggera.

Dire che 

"l'instabilità monetaria dell'Argentina, dovuta a cause endemiche, a manovre di bilancio e a politiche monetarie discutibili, determina comportamenti naturali di riequolibrio"

equivale a dire che all’aeroporto di Buenos Aires non bisogna farsi inculare dai tassisti.

Appena partiti, sulla sinistra, ci sono i campi della Seleccion, la Nazionale di calcio argentina, un culto popolare.

L’autopista (autostrada) odora di benzina a ottani bassi e parco auto da sballo: molte Fiat inesistenti da noi e auto mai viste. Monumento nazionale è la Falcon, una Ford Taunus rivista, prodotta fino al ’91. Ce ne sono ovunque.

Rosari agli specchietti, luce e cielo del Sudamerica straripanti. Un arco che cala lontano dà il senso di tondo. L’Argentina è un serbatoio, un contenitore infinito dove ci si rifugia. È la fine del mondo senza transito. Non è una frontiera da superare; è l’ultima tappa. Chi si nasconde per sempre, va in Argentina. Non ci si passa in Argentina, ci si rimane. Il sentimento nazionale prevalente è la malinconica consapevolezza di questo.

Dopo il viadotto si scende sulla 9 de julio la strada più larga del mondo. Sono 11 corsie fra i vari sensi di marcia. Per attraversarli tutti ci si passa la mattinata.

Dopo mezz’ora si arriva a Recoleta la zona fighetta di Buenos Baires. Alberi, portoni lucidi, ottoni splendenti.

L’Argentina è più Europa che Sudamerica e Buenos Aires, costruita per buona parte da Italiani, è una meraviglia fatta a scacchiera. Un po’ Parigi, Manhattan ma anche Milano.

Hotel Lion d’Or in Pacheco de Melo, settima traversa a destra su Avenida Callao venendo dalla zona della ferrovia.

http://www.hotel-liondor.com.ar/index.html

Una doppia costa 48 €, ma bisogna cercare l’offerta in anticipo.

Mansarde, palazzi rifiniti, a ogni esquina (angolo) di una cuadra un bar elegante. Una Cuadra è un isolato di 100 m; due cuadras 200 metri, tre cuadras 300 metri… e via dicendo: lo capisce anche un deficiente. Così ci si orienta subito. In parte è vero, in parte no: se non sai dove devi andare, hai voglia a contare le cuadras

Buenos Aires ha classe. È una bella donna malinconica, sempre elegante. La gente è per un terzo di origine italiana.

Ci si riprende dal viaggio e dal fuso tremendi.

A Recoleta c’è il Cimitero dove dal ’76, nella cripta Arrieta, giace Evita Peron Evita. È un luogo turistico; infatti ci sono i turisti.

Molti conoscono Evita Peron attraverso Madonna per il film Evita e la canzone relativa. Il personaggio, molto discusso, andrebbe letto alla luce del marito: il Generale Juan Domingo Peron, presidente argentino dal ’46 al ’55 e dal ’73 al ‘74. Fautore della “terza via” e simbolo di uno Stato Sociale contrapposto al marxismo e al liberismo, è stato l’argentino più amato e più discusso di sempre. Più di Maradona.

Sulla via che costeggia il cimitero ci sono ristoranti e locali.

Spuntino di formaggi e affettati con birra per 60 pesos a persona (10 €) al Locos x el futbol.

http://www.locosxelfutbol.com/recoleta.html

Sta a Las Heras angolo Uriburu. Che i proprietari stanno in fissa col pallone non ci vuole la laurea per capirlo, altrimenti si sarebbe chiamato Locos x il tennis. Sugli schermi ci sono solo partite.

Si cena da La Cantina la Maroma in Humahuaca angolo Mario Bravo. A piedi dall’hotel sono 3 km; in taxi, 4 € totali. È una taverna alla buona con corone d’aglio attaccate e vino esposto. Una parilla (grigliata) di carne eccellente per 10 €. Ottimo il vino rosso argentino (vedi altri viaggi in Argentina nel sito).

Dopo cena a Palermo, che non è il capoluogo della Sicilia ma un quartiere di Buenos Aires. Anzi, una serie di quartieri. Precisamente a Palermo Soho che insieme a Palermo Hollywood e Palermo Viejo, è il fulcro della notte porteña (cioè di Buenos Aires).

Per divertirsi la sera a Palermo, basta fare l’elenco delle possibilità. C’è l’imbarazzo della scelta.

Buenos Aires non è sudaca (ciò che viene dal Sudamerica in senso dispregiativo). È una città moderna, europea ed elegante. Niente di etnico o esotico. Le sere funzionano come a Londra, New York, Berlino, Barcellona, Roma, Milano, Parigi… ma ad un costo inferiore.

http://www.clubaraoz.com.ar

http://www.crobar.com.ar

http://www.nicetoclub.com

http://www.inkbuenosaires.com.ar

http://palermogroove.com

http://www.hondurasclub.com.ar

http://www.liquid.com.ar

http://www.wetclub.com.ar

http://www.theroxybar.com.ar

http://www.esperantorestaurant.com

Spesso si paga l’ingresso, ma non si spende più di 5-10 € con bibitone annesso. Originario di Cordoba, Fernet & Cola spinge tantissimo. Si beve ovunque: basta ordinare un Fernet e arriva pure la Coca Cola. Trovate le dosi, viene fuori una bibita nera con schiuma tipo Guinness. Noi di girandoloni.com apprezziamo molto.

Per trovare il locale giusto fa comodo avere l’indirizzo lista@quesadaoctavio.com  che manda aggiornamenti sulle serate in città. Rompe i coglioni per tutta la vita, ma è utile.

Girare per Buenos Aires è una meraviglia a dicembre. I viali alberati sono freschi e ombrati. Per Avenida Santa Fe, a Recoleta si trovano negozi a prezzi imbattibili. Sono più dozzinali e turistici nel Microcentro, la zona di viuzze pedonali delimitata da Avenida Corrientes e Avenida Cordoba, verso il porto.

Per mangiare si scende a Puerto Madero sotto i mattoni rossi del vecchio porto, oggi molto di moda. È vicinissimo al Microcentro.

Il Tupé Parrilla Urbana fa ottima carne e buon vino intorno ai 100 pesos.

Da ricordare che la carne in Argentina è oggetto di culto. Bife de lomo (filetto), ojo de bife de lomo (filetto del filetto), chorizo, parrilla, asado…. sono tra le prime parole che si imparano. L’enorme quantità di capi e la morfologia del Paese permettono grande selezione e standard altissimi. È la migliore del mondo.

Giro tra Piazza del Congreso, la Casa Rosada (palazzo presidenziale) e la Cattedrale di Buenos Aires (cara a Papa Francesco), lungo Avenida de Mayo sempre in zona Microcentro; poi a piedi per il quartiere di San Telmo. Plaza Dorrego è un fiorellino, purtroppo rovinata dall’aria fricchettona che impera in questa zona. Ci sono scuole di tango e ristoranti a iosa.

Per mangiare si può passare sotto l’Autopista 25 de mayo; (sopra no, perché le macchine vanno a 130 e si finisce come i ricci in campagna) si va a Piedras 1316 da El Patio de San Telmo.

www.facebook.com/pages/El-Patio-de-San-Telmo/96546265986

Con 12 € in pesos, ottimi bife de lomo, empanadas, insalate e vino Norton.

Da dire che Norton e Malbec sono i due uvaggi più diffusi in Argentina, patria di vini eccellenti, soprattutto nella zona di Mendoza. La mano di agronomi ed enologi italiani si vede. Molti i rossi strutturati di alto livello.

Il ristorante sta a due minuti in taxi dall’obelisco di Avenida 9 de julio, punto di riferimento di Buenos Aires. Verso Recoleta è un attimo.

Sera ancora a Palermo. Cena a Las Cabras, Fitz Roy angolo El Salvador.

Per circa 15 € in conio locale, abbuffata di carne e vino. Anche le entradas (antipasti) sono di carne.

Dopo tre notti a Buenos Aires, baci e abbracci alla reception in hotel e si parte in Buquebus (aliscafo) da Puerto Madero per l’Uruguay, attraverso il Rio de la Plata.

www.buquebus.com/BQBWebV2/web/ARG.Home

Circa 50 € sola andata.

Nell’androne di Darsena Norte, che sembra la stazione ferroviaria di Bologna sull’acqua, si accede alla dogana e ci si imbarca.

Partenza alle 12,45. Arrivo a Colonia del sacramento in Uruguay alle 14.

Il Rio de la Plata è il fiume con l’estuario più largo del mondo. Sembra mare perché non si vede l’orizzonte ma è marrone come l’acqua a Ostia quando non c’era il depuratore.

Si sbarca in Uruguay. Il fuso è avanti di un’ora.

Noi di girandoloni.com teniamo a precisare che dal 2014 l’Uruguay ha legalizzato l’uso di cannabis. Immaginiamo che nei prossimi tempi orde di coglioni invadano la repubblica per farsi le canne. È un peccato, perché il Paese oggi sembra il baule della nonna. Rovinarlo sarebbe un peccato.

Alberghi una volta di lusso ora decadenti; fortini e rovine spagnole; auto coatte e tempi lenti uruguagi…. Colonia è un antico fasto accaldato, vero Sudamerica. I pesos argentini non saranno fortissimi, ma rispetto ai pesos uruguagi sono lo Yen.

Il tenore di vita è più basso dei cugini oltre sponda e c’è più sfiga. Gli Uruguagi sembrano Argentini stanchi: hanno lo stesso spagnolo (la j al posso della ll e il vos invece del tu), ma più indolenza e più indios.

Precisiamo che ci sono molti pregiudizi fra Sudamericani….

Secondo gli stereotipi argentini, i Brasiliani sono buoni per le vacanze al mare; i Cileni sono eterni nemici di cui non fidarsi; gli Uruguagi sono Argentini di serie B; i Peruviani (los Perucas), arroganti senza troppa voglia di lavorare; i Boliviani (los Bolitas) e i Paraguaiani (los Paraguas), gente buona e sottomessa; Venezuelani, Ecuadoregni e Colombiani gente esotica e balorda.

Cosa pensino gli altri Sudamericani degli Argentini è tutto da scoprire… in genere dei fighetti presuntuosi.

Hotel Rivera a pochi metri dal porto.

www.hotelrivera.com.uy/

Meno di 60 € per una doppia. Non è pochissimo qui. Con il suo intonaco rosso sembra di stare in un episodio di Zorro.

C’è il "90° minuto" locale in televisione.

Si noleggia il motorino in un negozietto da Muna, nel barrio historico.

È una specie di Califfone ma è buono per andare sulle spiagge deserte a ridosso del centro abitato. L’acqua è di fiume ma sembra mare. Molta povertà. Molto sole.

In Ituzaingo angolo Flores, si mangia al Blanco y Negro. Con scaletta di ferro battuto dentro. Parilla spettacolare. Con 8 € si mangia tanto e con vino argentino.

La sera le luci di Buenos Aires sono un alone sullo sfondo. Colonia è malinconica e piccola; una notte basta.

Noleggio auto da Thrifty, alla fine della strada principale verso la costa del Rio.

reservas@thrifty.com.uy

Una Fiat Siena (la nostra Palio…), costa 30 € al giorno. Autopista n. 1 verso Montevideo, la capitale. Ascoltare il giornale radio uruguagio nella Fiat Siena con i finestrini aperti, sulla strada che costeggia il Rio de la Plata, non ha eguali.

Tappa pranzo a San José de Mayo, villaggio rurale dell’entroterra, dopo un po’ di sterro sulla Ruta 3: è quello che alla Sorbona viene definito come “classico posto der cazzo”. In realtà è meraviglioso, invece. Le indicazioni stradali sono facili anche perché non c’è nulla intorno.

Bife de lomo gigante e vino argentino a 8-9 € a La Caleta Parrilla y Restaurant, appena fuori città, al km 94 della Ruta 3.

In Uruguay e Argentina sono diffusi i ristoranti con barbecue lungo le grandi strade. Fatti in legno, a metà fra country club, stabilimento balneare e saloni per balli di gruppo, offrono spesso un rapporto qualità prezzo strepitoso.

Si arriva a Montevideo puntando il centro, verso Plaza Costitucion. Montevideo è Miami, Genova e Santa Marinella insieme. La parte che sale dal porto fino al cuore delle città è una specie di collina in cui gira tutto. Con la mappa dell’autonoleggio si arriva all’angolo tra Bartolomé Mitre e il Teatro Solìs. È zona pedonale e con la macchina bisogna sbrigarsi.

Hotel Palacio

http://www.hotelpalacio.com.uy/esp/hotel-palacio-uruguay-index.php

35 € a notte per una doppia. È vicino al Teatro Solìs (prestigioso cimelio di metà ‘800, frequentato dai grandi della lirica). L’arredamento trasuda aria di Sud Atlantico con pale al soffitto e armadi che scricchiolano; dai balconcini in ferro battuto si sente la musica dei locali in strada.

Si capisce che l’Uruguay è lontano, comunque lo si pensi. Assopito e invecchiato, odora di un passato fastoso, quando era la Svizzera del Sudamerica. Si respira un declino già datato. Fumare in balcone, regala questa sensazione unica, senza prezzo.

Per l’auto c’è un garage privato a pochi metri dall’hotel. L’equivalente in pesos di 10 € per due notti.

Si gira a piedi sulla Sarandì, che unisce Plaza Costitucion a la Puerta de la Ciudadela dove i pischelli uruguagi fanno lo struscio. Non c’è molto a Montevideo oltre alla città vecchia. Quel che c’è è logoro, come se la storia fosse corsa via. C’è molta nostalgia, ma non si capisce di cosa. Non a caso il tango, qui è di casa.

Per fare i saputelli con gli amici è bene sapere che il tango La Cumparsita, è uruguagio e non argentino come molti ritengono.

http://www.youtube.com/watch?v=LkfzK_nX-QM

È legato al Cafè La Giralda di Montevideo del primo Novecento, anni di forte immigrazione, italiana in testa.

 

Birra Pilsen uruguagia all’Allegro Cafè, guardando la gente che cammina.

http://www.allegrocafe.com.uy

Si cena da Don Peperone, ristorante birreria vicino all’albergo; carne e birra uruguagia sui 7-8 € in pesos. Ce ne sono altri due in città.

http://www.donpeperone.com.uy/sitio

Un giorno in giro per Montevideo. Da Plaza Costitucion si scende verso il porto. Proprio di fronte alla base navale c’è un bar con vetrata. Si guarda verso il Rio de La Plata e il porto. C’è il monumento alla Graf Spee autoaffondata nel’39, (La battaglia di Rio della Plata film del ’56  con Antony Quayle).

Montevideo mette malinconia creativa. “Mortaccisua, quanta ne mette” verrebbe da dire…

A dicembre qualcuno prova a prendere il sole, anche se il Rio non invita molto. Ci sono spiagge sotto i grattacieli per tutta l’area urbana di Montevideo.

Si esce dalla capitale per la parte con le spiagge che è molto Nord America. Grattacieli e specchi, costa tipo Miami, carreggiate atlantiche, eccetera…

Obiettivo Punta Carretas tra le dune e il faro. A destra, lontane, le gru del porto di Montevideo.

Pranzo da El Viejo y el Mar su Rambla Ghandi proprio davanti al Rio de La Plata. L’orizzonte a sinistra è Oceano Atlantico.

www.facebook.com/pages/Restaurante-EL-VIEJO-Y-EL-MAR/157034897692004

Hemingway ci può stare. 14 € a testa con vino della casa e frittura di pesce.

Giro per Montevideo tra i vicoli nella zona pedonale. Meglio sempre a piedi. Da ricordare che per rimuovere le ganasce in caso di divieto di sosta, ci sono i negozi convenzionati (anche supermarket). La cazzata viene intorno ai 25 €.

Per cena c’è El Palenque, in zona porto. L’insegna col pesce dice tutto.

http://www.elpalenque.com.uy

Zuppa di frutti di mare, gamberi e polpo con vino, sui 15 €.

Serata in giro. Montevideo è emotiva, sfigata, vecchia e gradevole. Come la gente che la abita.

Colazione e via verso est.  Si passa per Carrasco, la zona dei milionari. La IB (interbalnearia), dopo 100 km arriva a Piriapolis, il Circeo degli uruguagi, fatto di seconde case e alberghi. Sembra mare ma è sempre estuario del Rio de la Plata.

500 m dopo il porticciolo, su Rambla de los Ingleses (che poi è il lungo… rio) c’è Don Anselmo Puertito. Ha un arco coloniale d’accesso e un’incannucciata per mangiare fuori, praticamente sugli scogli. Se il tempo è buono è perfetto. Mejllones a la provencal (è un’impepata di cozze più bollita) tipiche dell’Uruguay e pesce grigliato per l’equivalente di 11 €. I camerieri, d’origine italica, sono contenti di familiarizzare.

Si prosegue per Punta del Este, la Rimini del Sud Atlantico, meta di miliardari, star internazionali e teste di cazzo. È il margine dell’estuario del Rio de La Plata. Oltre, è Oceano. Ville, casinò, locali, discoteche, grattacieli, probabilmente anche molte puttane. Sembra un po’ Atlantic City, un po’ Chamonix e un po’ Torvajanica. 

Tutto è bianco e oceanico. Non c’è il caldo dei tropici. Si respira lontananza, ovattata appena dai soldi che scorrono.

Non muore nessuno, per carità, però è un po’ da coglioni, andare in Uruguay e non vedere Punta del Este.

Vale la pena starci ma non troppo. Facile trovare sistemazione per dormire e mangiare senza sapere e senza prenotare. Se ne trovano anche da 15 € a notte con colazione.

L’Hotel Atlantico, in offerta e in bassa stagione, prende 50 € per una doppia. È kitch e sta sulla penisola, tra la litoranea e altri alberghi.

www.hotelatlanticopuntadeleste.com/es/hotel

Alle spalle dell’Hotel c’è Il Boca Chica (ex El Mejillon);

www.bocachica.com.uy

è il ristorante giusto per fare il figo con la donna: vetrate tra il Rio e l’Oceano, e tavoli agghindati. Con 15-18 € si mangia pesce fresco.

Si nota molto la vocacion de servicio, cioè l’attenzione affettata che i camerieri rivolgono ai clienti. È tipico del Sudamerica, erede di un mondo classista, ma dal buon sapore retrò. Alla conta dei fatti, è più una virtù che un difetto.

Altri 100 km lungo la Ruta 10 e si arriva a Antoniopolis. La Ruta 10 si bagna nell’Oceano tra le dune e il vento. In alcuni punti le onde arrivano a lambire la macchina. Per i più ansiosi c’è la Ruta 9 che passa all’interno fino a Rocha, dove c’è il bivio per Antoniopolis…

Da qui ogni anno, a partire da settembre, passano le balene che emigrano in massa. Non sono pochi quelli che dicono “e sti cazzi?”…

La Ruta 10, poco prima della cittadina, è una striscia di sabbia tra il mare e la Laguna de La Rocha. D’inverno non è transitabile.

Tra una cabaña (spelonca da affittare per le vacanze) e l’altra, si parcheggia sulla sabbia e ci s’immerge nella lontananza. Questo è l’Uruguay: un posto lontano dove il vento passa tra le orecchie, pulendo ogni cattivo pensiero.

Proseguendo per 50 km sulla Ruta 10, verso nord est, si arriva a Cabo Polonio, una specie di asteroide battuto dal mare. Camminare tra le baracche di legno sulla sabbia ostile, fino al faro, è un’impresa.

4-5000 km di mare più in là c’è il Sud Africa. È una considerazione a cui spesso segue il silenzio (“sti cazzi?” è stato già detto prima…).

Sosta pranzo a La Perla. Una specie di stabilimento aperto tutto l’anno.

http://laperladelcabo.net/cabo-polonio

12 € in pesos per pesce e vino.

70 km a nord c’è il Brasile. 150 a sud ovest, Punta del Este, dove si torna per togliere il vento dalle orecchie.

Notte e poi altre due ore indietro per Montevideo. Si fa prima con la Ruta 8 facendo occhio ai blocchi della Policia Caminera Uruguagia (la Stradale…).

Si rientra a Montevideo da Avenida Italia. Dopo cinque notti in Uruguay, si torna in Argentina direttamente dalla capitale: riconsegna auto al Thrifty in Boulevard Artigas. Offrono anche il passaggio al porto d’imbarco.

Evitando di svegliare i doganieri uruguagi, la nave parte alle 19,15 (arriva alle 22,30).

Spesso le navi tra Uruguay e Argentina sono piene di Argentini benestanti che passano il week end in Uruguay. È bello saperlo.

Da Darsena Norte di Puerto Madero si torna all’Hotel Lion d’or.

I taxi a Baires sono continui: uno ogni tre macchine. Sono neri e gialli e costano poco. Sera ancora a Palermo Viejo, Palermo Soho, Palermo Hollywood.

È bene tornare anche a San Telmo per le sue milongas vere e quelle per turistardi che pagano per vedere il tango. Fra murales e caffè all’aperto.

San Telmo è l’anima “zurda” di Buenos Aires, legata all’ondata neo 68ina che sta investendo il Sudamerica. Recoleta e Belgrano sono invece l’anima borghese e algida, legata alla cultura anglo-francese delle vecchie generazioni. Noi di girandoloni.com siamo profondi e queste cose le capiamo bene.

Partendo dalla rotonda di Plaza Serrano, il cuore di Palermo Soho, basta prendere una via e seguire le parallele. Si sceglie uno dei tanti ristoranti. Ancora asado e parrillas, con vino rosso (eccellente il Latitud 33) per 10 € a testa.

Camminare di mattina per Palermo non è meno carino che la sera: si va a Le Blé per un café con leche.

www.leble.com.ar

Fra negozi, atelier, bar, ristoranti, tra un viale alberato e un altro… è un bel vivere. I posti per mangiare bene abbondano.

www.facebook.com/pages/La-Pulperia-El-Federal/263773630373002

www.lapaila-restaurante.com.ar

www.facebook.com/pages/Puro-Arrabal/250069735093823

Compresi i panini di carne, dal Lomo Feroz.

www.ellomoferoz.com.ar

Ce ne sono due: uno a Palermo Hollywood e uno a Palermo Soho.

Se capita la partita di calcio (capita sempre) è un buon motivo per entrare in un bar qualsiasi, mangiando empanadas con una birra e seguirla in tv. Altrimenti si può andare alla cancha, lo stadio.

Capitasse un Boca-River Plate sarebbe il massimo. Soprattutto alla Bombonera, lo stadio del Boca, che sembra il Flaminio di Roma più alto e senza manutenzione.

Bisogna entrare nel quartiere La Boca, tra muri gialli e blu (i colori del Boca) e locali pittoreschi spesso per turistardi.  

Sta a sud di Puerto Madero, oltre San Telmo e l’Autopista 25 de mayo, a dieci minuti di taxi.

La zona fluviale (Boca è un porto) è deturpata da tangeros finti, da turistardi e dalle gigantografie di Maradona. È un dovere venirci però… È l’anima borgatara degli Argentini: capello lungo e dribbling a seguire. Manca solo la spiaggia e la rovesciata sul bagnasciuga.

Ma Buenos Aires è un’altra cosa. L’Argentina è un’altra cosa. Il calcio purtroppo è un pessimo ambasciatore della Nazione.

Passano cinque giorni e cinque notti senza accorgersene. Amalgamarsi all’Argentina è facile. Odora di casa.

Si torna in Italia con Air France.

Buenos Aires-Parigi alle 17. Dopo tredici ore di volo ci sono il fuso che sposta l’orologio in avanti e la coincidenza Parigi-Roma alle 12,35. Arrivo alle 14,40.

È molto inverno.

È una regola: in Argentina e Uruguay o ci si rimane o ci si torna.

Aggiungi un commento