Belgio

BE

Il ricordo

  1. "Il suo credersi esperto di birre trappiste ci fece fare non poche figure di merda con la gente del luogo…"

 

  1. NOTTI: 3
  2. BUDGET: 450 €
  3. FATTO A: maggio
  4. DA: 3 girandoloni.
  1. PERCORSO
  2. Charleroi, Gent, Eeklo, Bruges, Damme, Dudzele, Lissewege, Zeebrugge, Ostenda, Nieuwpoort, Veurne, Vleteren, Mons, Chimay, Lompret, Aublain, Dailly, Boussu en Fagne, Frasnes, Mariembourg, Roly, Neuville, Senzeille, Cerfontaine, Silenrieux, Walcourt, Thy le Chateau, Ham sur Heure,  Charleroi.
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Volo Ryan Roma Ciampino-Bruxelles Charleroi alle 11,55. Arrivo alle 14,15.  A/R  70 €. Da Orio al Serio Ryan parte alle 8,25 e arriva alle 10. Costa 60 €.

Usciti a destra dagli arrivi, c’è scritto Rental car. Ascensori in basso per le agenzie. La Budget presa in anticipo, costa sui 32 € al giorno per una Polo.

Charleroi è Vallonia. Parlano francese. A nord invece, nelle Fiandre, parlano fiammingo che è l’olandese parlato da una persona col catarro.

Chiariamo subito: il Belgio ha un re cattolico, una bandiera e gioca ai Mondiali, ma di fatto è composto da due nazioni. La tensione è alta, al di là del folklore, per questioni di tasse e privilegi. Molto forte il risentimento dei Fiamminghi che rompono i coglioni per separarsi. Lo Stato Federale è nato su questa base.

Si prende il raccordo (le ring) e la A54 per Gent, a nord. L’autostrada è intasata di camion soprattutto nell’area di Bruxelles e nei giorni feriali, ma non si paga. È una cosa che fa sempre piacere.

Gent è scritto Gand (français) finché è Vallonia. Da una certa in su, si scrive Gent. Dopo un’ora e mezza, iniziano le indicazioni per il centro.

Va detto che il Belgio, differenze linguistiche a parte, non brilla per le indicazioni stradali. Sembra strano ma i cartelli non sono frequentissimi. Fare una cazzata è questione di un attimo.

Arrivati in centro, la cosa migliore è parcheggiare a ridosso dell’area pedonale in Drabstraat. Con un po’ di culo, ci si arriva.

Gent è una delizia vera. Tra il castello di Gravensteen e la Cattedrale, sulle due sponde del canale, si cammina in una fiaba medievale (fa anche rima). Tetti d’ardesia e pinnacoli fanno da plastico gotico per l’acqua che ricorda Venezia, tra i ponti di Grasbrug, Vleeshuisbrug e Zuivelbrug.

Il problema di Gent, è proprio la gent… soprattutto quella universitaria, attratta dai rituali classici del genere punkabbestia: piedi nudi, culi sporchi, sguardi persi, cani morenti, capelli rasta e birre calde. Un vero crimine perché la città eredita meraviglie medievali e genio pittorico fiammingo, frutto di tempi in cui gli Europei facevano cose belle. È di una bellezza imbarazzante e meriterebbe altro. Le guide non lo dicono.

Sotto il ponte di Sint Michiellshelling, al 23 di Korenlei, c’è De Grill. Una Leffe e una Jupiler con frites lungo il canale, per 11 €. La posizione è magnifica e di pomeriggio ci sta pure all’ombra.

In Belgio ci sono due cose fondamentali: la birra e le frites, cioè le patate fritte (vedi altri viaggi in Belgio).

Andare da un Belga e dire, “a chicco, ma che vuoi insegnare a me le birre?” significa prendersi una bella pernacchia.

Generalizzando, le birre belghe sono di quattro grandi tipologie:

  • le sette trappiste originali (Orval, Chimay, Westmalle, Achel, Westvleteren, Trappe e Rochefort), fatte dai monaci secondo tradizione; (la Trappe in realtà è d’origine olandese….)
  • le bières d'abbaye, (delle abbazie spesso prendono solo il nome d’origine); la Leffe nell’Abbazia Notre Dame di Dinant per esempio…
  • le birre speciali; tutte le altre praticamente, divise per altre categorie a loro volta, in base alla fermentazione, al colore, alla gradazione e ad altri cazzi…
  • le fruttate aromatizzate. Ce ne sono tantissime, spesso molto dolci.

Il livello è talmente alto che dire “in Belgio ci sono le birre più buone al mondo” non è una sciocchezza. Ogni birra viene servita solo nel suo bicchiere specifico. 

Riguardo alle patate fritte, i Belgi dicono di averle inventate e di farle meglio di tutti (doppia frittura). Se non è così, in ogni caso ci stanno in fissa: si mangiano ovunque e ad ogni ora.

Uscendo da Gent si prende la N9 per Bruges, evitando l’autostrada. Da tenere presente che in Belgio, al contrario della vicina Francia, ci sono più semafori che rotonde. Uscire da Gent quindi, può essere dura.

La N9 attraversa Eeklo, una cittadina di mattoncini con una Chiesa magnifica e un pub in piazza molto frequentato.

Si arriva a Bruges con la luce dell’estate nordica: tramonta tardi. La città è circondata da un canale e da un anello stradale su cui si alternano i ponti d’accesso.

La N9 sbatte su Kruisport, il ponte levatoio vicino a un mulino a vento. Da qui si capisce che Bruges (Brugge, in fiammingo), è una delle città più belle d’Europa. Per negarlo bisogna essere scemi. Un bijou medievale nemmeno troppo piccolo, omogeneo e curato in ogni punto, anche in periferia.

Con la macchina si entra in centro, ma dalle 6 alle 20 si paga il parcheggio. Per orientarsi, tra canali, ponti e sensi unici, il sistema migliore è “con una botta di culo vedrai che da qualche parte arriviamo…”. Può durare anche una settimana, ma alla fine funziona sempre.

Si dorme al B&B Pickery.

http://www.flanders-holidays.com/

Sta in Werfstraat 103, una parallela dell’anello esterno al canale intorno al centro. È una palazzina a due piani in mattoni rossi e finestre a quadri bianche.

Tutto si può dire tranne che siano invadenti: manca la reception, infatti. Ambroos Laleman lascia un foglio sulla finestra d’ingresso: chiamando lo 0032 486721575 si conosce il codice d’accesso alla porta esterna.

Chiavi sulla toppa della porta; camera spartana ma comodissima. 65 € compresa la colazione (la lasciano fuori la porta all’ora stabilita). Per il Belgio è un prezzo di fortuna.

Per parcheggiare vanno bene le perpendicolari e la parallela dietro, Leopold II Laan. Sennò, dalle 6 di mattina bisogna pagare. Il fatto che in Belgio ci siano vie intitolate a Leopoldo II la dice lunga; noi Italiani dovremmo imparare molte cose…

Giro per Bruges o come dicevan tutti Brugge, riferimento ideale per le guide da turistardo che scrivono “vicoli acciottolati…”.

Tra canali, fiori, edifici incantati, mattoncini, viuzze e piazze, è un mix fra Venezia, Legoland, i Promessi Sposi e una fortezza medievale. Un incanto totale.

Cena da Cambrinus, che non è uno stabilimento di Ostia, ma una Bierbrasserie.

http://www.cambrinus.eu/

Sta in Philppstrokstraat 19; guardando i ristoranti per turistardi è la via a destra del Markt (la piazza principale). Con una raffica di botte di culo, si parcheggia di fianco.

Per leggere la lista delle birre ci vuole circa un mese: 30 € per un pasto fiammingo e un paio di trappiste (Rochefort, la migliore al mondo forse… e Achel) . Il posto è ottimo, anche se affollato.

La zona di Eiemarkt dietro alla Markt è piena di Inglesi in shorts, pelati, alticci, con la pancia e la faccia rossa. Meglio l’Huize De Pottekijer, ristopub con i tavolini fuori. Sta a Achiel van Ackerplein (sulla Ezelstraat), a 300 metri dalla piazza. Ha trappiste a 3-4 € ma anche altre birre tra cui la localissima Brugse Zot. Si può andare anche di giorno, ma alle 17 c’è casino perché i ragazzi escono dalla scuola vicina. A fianco c’è anche il Rib’s & Beer.

Colazione e noleggio bici da Snuffel. È un ostello in Ezelastraat 47-49 (di fronte alle birrerie di cui sopra). Costano 8 € al giorno. Altrove costano anche 12.

Se vai a Bruges e non prendi le bici è come se vai in spiaggia e rimani vestito: non sei entrato in sintonia col luogo. Fiamminghi e Olandesi sono malati per le biciclette, tant’è che sono forti anche nello sport agonistico. Viene da dire “grazie al cazzo… è tutta pianura…”. In effetti, nelle Fiandre, l’altura massima è il tetto della macchina, ma ciò non sminuisce la cura del sistema ciclabile e il grande senso civico connesso.

I ragazzi della reception sono simpatici e danno la mappa con gli itinerari.

Tra manovre coatte e scorci da sogno, andare in bici per la città è uno spettacolo vero. Si segue il canale fino a Dampoort, la porta di uscita verso il villaggio di Damme.

Damme non è un imperativo di Trastevere, ma un paesino a meno di 10 km da Brugge, tutto dritto seguendo la ciclabile lungo il canale. È così facile che ci si arriva anche con l’enfisema polmonare.

Dopo il mulino, il centro abitato è a destra all’altezza del ponte: il primo caffè sulla sinistra è il De Smisse ed è perfetto per una pausa. Una Hoegarden (bierè blanche al limone, ideale per la sete…) e una Leffe blonde per meno di 8 €. Da ricordare che ci sono undici tipi di Leffe

Da Damme si passa per Dudzele, tra campi, fiori, mucche e casette dei Lego. Se il tempo è buono è una gita terapeutica. Sono circa 10 km. Poi dritti lungo il canale (che va a Zeebrugge e al mare), fino a svoltare per Lissewege, altro villaggio incantato.

Nella piazza della chiesa c’è il Huyze Saeftinge; si mangia molto fiammingo e si bevono un paio di birre (Kriek e Duvel) per 22 € a testa. La proprietaria è a modo e non ci sono turisti.

Da Lissewege si riprende canale e ciclabile per Brugge fino alla porta di Ezelpoort e a Ezelstraaat. Il ritorno è meno bello ma dipende anche dalle chiappe doloranti.

Posate le bici e fatti gli impacchi per il sedere, si cena da Poules Moules. www.poulesmoules.be

Sta in Simonstevin plein, dietro alla spettacolare chiesa di San Salvatore. Per parcheggiare bisogna crederci. Dopo le 20 si può.

Il Poules Moules è l’unico posto in Belgio dove portano le birre in bottiglia senza farle vedere ed è costoso: le cozze, le famose moules, stanno 23 €. È una pentola da 1,3 kg però… (vedi altri viaggi in Belgio e Normandia).

Nota importante:

noi girandoloni rimaniamo fedeli alle cozze fatte in pentola con aglio, olio, peperoncino e prezzemolo; quelle cucinate con burro, cipolla, formaggio, carote e sedano le riteniamo una mezza cagata. Ad ogni modo, rispettiamo le tradizioni.

Per mangiare sarebbe meglio andare alla fine di Camerstraat (è senso unico), vicino al mulino a vento. Il ristopub a destra, fa le stesse cozze a 17 €.

Si paga (contanti) al Pikery; tanti saluti e via. A 20 metri dal B&B, in Komvest 1 (fa angolo al semaforo), c’è il Demyere, un emporio. Per prendere l’acqua è molto meglio della multinazionale Carrefour che sta più  avanti sulla Scheepsdalelaan.

Direzione nord e poi ovest, area industriale di Zeerbrugge, poi Blankberg e via verso Ostenda. Sul lungomare, fatto di hotel-condominio per Inglesi con la prostatite, ci passa il trenino: sono cose belle da sapere.

Ci sono le dune, intorno a Ostenda. Vale la pena accostare la macchina e guardare il Mare del Nord che urla e biancheggia. Non è l’arcipelago della Maddalena, ma ha un forte magnetismo lo stesso.

Lungo la strada, alla periferia di Ostenda ci sono i bunker tedeschi della guerra ancora intatti. Lo sbarco c’è stato più a ovest, in Normandia (vedi Normandia nel sito).

Dopo Ostenda, sulla N34 si fa tappa a Nieuwpoort. Sbagliando alla rotonda, si può riprovare alla seconda e raggiungere la piazza centrale. Sbagliando anche alla seconda, vuol dire che è destino. Il Municipio è una meraviglia. Il bistro De Markt, in piazza, fa caffè lungo e croquemonsieur (toast alla francese) per 6-7 €. Si può dire tranquillamente "un tramezzino 5 euro; ammazza che stronzi…" tanto non capiscono.

www.demarktnieuwpoort.be

Cartelli per Veurne e si lascia la costa. Chiedendo informazioni, è bene saperei che Veurne si pronuncia Forn, altrimenti si continua a fare il giro delle Fiandre per anni. A Veurne c’è il Grote Markt, la piazzetta storica con le sue torri da cartone animato.

Per evitare i luoghi da turistardi si va nella parallela dietro, vicino alla rotonda. C’è la Taverne de Linde, una friggitoria equivalente al nostro bar dello sport. Linde, la gentile proprietaria, ha la Leffe a 2,50 € e la Jupiler (la Peroni belga) a 1,40. Le patate fritte vanno in automatico. Molti gli anziani, unici avventori del posto. Spettacolo.

A un metro c’è la rotonda e la strada per la città medievale Ypres, in fiammingo Ieper. Ypres, ha dato il suo nome al gas Iprite, usato per la prima volta nella Grande Guerra. Le battaglie di Ypres, tra il ’14 e il ’18, fecero centinaia di migliaia di morti. Tutto il Belgio occidentale è comunque un grande campo di battaglia anche per la Seconda Guerra Mondiale; solito schema: la Germania attacca la Francia attraversando un paese a caso: il Belgio…

Sulla N8, tra Veurne e Ypres, c’è Vleteren un villaggio di nove case compresa quella del sagrestano. Seguendo le indicazioni si arriva all’Abbazia di Sint Sixtus dove si produce e degusta la Westvleteren, la più rara tra le birre trappiste. Il luogo è un giardino turistico e non vale la visita. Due boccali e del formaggio per circa 7 €. La Westvleteren è meglio berla nei paesini intorno. Basta andare in un bar qualunque di Poperinge, 2-3 km dopo. È eccellente.

Strada verso sud.

Chi non sa che Courtrai in fiammingo si dice Kortriijk, rimarrà per sempre nelle Fiandre. Per Tournai (in fiammingo si dice Doornik) è lo stesso.

Per capire quanto non si sopportano Belgi fiamminghi e Belgi valloni, basta dire che nelle Fiandre (fiamminghe) i cartelli stradali per Parigi e Lille sono scritti sia in fiammingo che in francese; quelli per le città della Vallonia invece, solo in fiammingo…

Risolto il casino, si procede sulla A17, lungo il confine francese. Si entra in Vallonia. Dopo Tournai (vedi altri viaggi in Belgio) Mons. È piccola Mons, ma non abbastanza per evitare tre quattro giri di ring (il raccordo) per trovare l’uscita della N40.

Bisogna tenersi sulla destra e seguire la freccia per Beaumont, sennò sono cazzi.

La N40 è un sali e scendi di km nei boschi delle Ardenne e dell’Hainuat, con villaggi di ardesia e verde da incanto. Ricorda molto la Francia rurale. La Francia sta a 5 km: forse è per quello...

Da segnalare in generale: molte mucche. Da segnalare in particolare: a Givry, sulla nazionale, una birreria Stella Artois color verde pastello. Buona per una pausa da 3,50 €.

Ricordiamo che non è bene fare la pipì in strada perché i Belgi per queste cose si straniscono.

Dopo Erquelinne, c’è Beaumont e poi Chimay.

Alla domanda “A Chimay che c’è di caratteristico?” è legittimo rispondere con un calcio in culo. Chimay è un paesino in salita, con una Piazza centrale, una chiesa e un castelluccio molto belli, famosa al mondo per la birra Chimay, appunto. È la trappista probabilmente più diffusa in Italia.

Si dorme al Petit Chapitre, nella piazzetta davanti alla chiesa. La struttura è gestita da una signora barocca, furba ma gentile. Costa un botto, ma è l’unica possibilità decente. 90 € compresa la colazione chic alla francese.

In piazza ci sono tre ristoranti stile moderno; c'è pure il Aux armes de Chimay, un po’ più alla “noi semo quelli de una vorta…”

Si mangiano cose analoghe: Escaveche (è il carpione di lago) con salse e un secchio di patate fritte ma anche polpette al sugo e crocchette. Ovviamente birra Chimay, blanche, rouge, dorée o bleue. La Bleue è la più tosta e fa 9°. C’è pure un Guinnes Pub a Chimay: è come mettere una moschea dentro il colonnato di San Pietro.

Colazione di marmellatine, croissant, fromages…. e partenza per tutto l’Hainaut attraversando i castelli nei villaggi di:

Lompret, Aublain, Dailly, Boussu en Fagne, Frasnes, Mariembourg (ha il benzinaio e il mercatino), Roly, Neuville, Senzeille, Cerfontaine  (ha un altro benzinaio nell’area del Carrefour, dietro al grande gazebo bianco), Silenrieux (c’è il ristopub Le Grill Jupiler sulla strada all’incrocio) e Walcourt.

Girare per le Ardenne e l’Hainaut, vuol dire passare paesini con tetti neri d’ardesia, campanili a cipolla quadrata, ruscelli, castelli e ponti da fiaba. Le strade sono tutte regionali, con segnaletica scarsa. Spesso per indovinare quella giusta tra un paesino e l’altro bisogna andare a tentativi. Il bello della campagna belga è proprio questo. Sembra di essere in un gioco di ruolo, fatto di casette, campi e campanili. È un viaggio su misura, fuori da percorsi battuti, da improvvisare, tenendo un’idea in mente e una cartina dettagliata in mano.

A Walcourt c’è lo Snack Hotel de Ville proprio sulla via principale, Rue de Notre Dame 2. Sta prima della chiesa, di fronte all’Hotel de l’Aigle. Gestione familiare con odore di fritto incluso: ha croquettes aux crevettes (crocchette), brochette (spiedini) e boulette (polpette) strepitose. Ha molte birre a due lire e in particolare la Super de Faignes che è proprio di zona. Patate fritte a pioggia ovviamente. Sui 20 € a testa.

Passaggio a Thy le Chateau e per finire a Ham sur Heure, incantevole villaggio col fiume Heure che passa sotto il ponte di pietra e il castello.

Si rientra da Marcinelle che è un sobborgo di Charleroi. Seguendo le indicazioni sul raccordo (sempre le ring…), si arriva all’aeroporto, sfiorando la ville vera e propria. Nel tunnel bisogna tenersi a destra perché la segnaletica non si legge bene.

Pieno di benzina proprio all’ingresso dello scalo, poi si lasciano auto e bei ricordi.

Volo Ryan per Ciampino alle 20,35. Arriva a Roma alle 22,30. Per Orio al Serio parte alle 19,25, stesso gate.

“À bientôt Belgique”…. oppure “toet ziens wi!”

Per non fare torto a nessuno.

 

Commenti

Ritratto di stefano

Ottimo

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