Belgio, Francia e Lussemburgo

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Il ricordo

  1. “Quando ci disse che a Lille c’era il mercato delle pulci più famoso d’Europa, gli rispondemmo in coro “e sti cazzi?”

 

  1. NOTTI: 3
  2. BUDGET: 430 €
  3. FATTO A: giugno
  4. DA: 3 girandoloni
  1. PERCORSO
  2. Charleroi, Tournai, Lille, Laon, Charleville-Mezières, Boullion, Arlon,  Lussemburgo, Vianden, Rochefort, Charleroi.
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Volo Ryan Roma Ciampino-Bruxelles Charleroi alle 11,55. Arrivo alle 14,15. Costo A/R  77 €.

Da Orio al Serio Ryan parte alle 8,25 e arriva alle 10. Costa 63 €.

Fuori gli arrivi, c’è il cartello per le auto a noleggio. Dopo le fermate dei bus c’è l’ascensore che porta in basso. Una Twingo della Avis costa 34 € al giorno prenotata su www.rentalcars.com

Charleroi non è Bruxelles come dice il biglietto Ryan. “Manco per cazzo” reciterebbe un antico proverbio delle Fiandre. Bruxelles sta a 60 km in realtà... ma poco importa.

Dal Belgio vallone (vedi viaggi in Belgio in questo sito) si procede verso ovest, facendo un cerchio tra Francia e Lussemburgo. Bei paraculi insomma…

Appena usciti dal parcheggio dell’aeroporto si gioca con le rotonde imboccando l’autostrada A15 in direzione Mons e Tournai. È facile perché i cartelli sono dappertutto. Da ricordare che in Belgio l’autostrada non si paga. In Francia sì.

L’autostrada diventa A7 e aggirata Mons, dopo 10 km, s’imbocca la corsia di destra per la E42, verso Tournai, che i Fiamminghi chiamano Doornik. Fiamminghi (a nord) e Valloni (a sud) sono come cane e gatto (vedi sempre Belgio nel sito).

Sono 90 km da Charleroi a Tournai. Fra trìcchete e tràcchete... circa un’ora, giusto l’ora della pappa.

Si prende per il centro (la Grand Place) e si arriva al fiume Schelda, che visto il via vai di chiatte da trasporto, sembra un canale.

Superato il ponte, subito a sinistra c’è il lungo fiume Quai des Poissonsceaux, che poi diventa Quai Taille-Pierres. Proprio davanti al ponticello pedonale c’è La Cave a bière.

http://cave-a-bieres.com

Fa sempre offerte del giorno. Si può anche trovare un à volonté di costolette. Secondo l’Accademia della Crusca, dal punto di vista semantico “à volonté” corrisponde a “magna quanto te pare”.

Con 17 € passa la fame in modo carino.

Per farla passare in modo meno carino, invece di girare sul lungofiume si continua per la strada dopo il ponte in salita: è Rue de la Tête d’or. A sinistra, d’angolo con Rue des Clarisses c’è una friterie. Per dirla alla parigina è un primo vaffanculo al fegato…

I Belgi hanno un vero culto per le patate fritte. Ne vantano una modalità di cottura particolare (doppia frittura). “Me cojoni…” verrebbe da dire, per questo colpo di genio! Fatto è che sono ovunque e costano poco.

5 € da integrare con la birra seduti al Café a fianco.

La Tournay e la St. Martin sono birre d’abbazia, proprio di zona. Sui menù si trovano facilmente. Sui 3 €.

http://www.brasseriedecazeau.be/

http://brunehaut.com/products.php

Si prosegue a piedi (3 € per il parcheggio) per la Grand Place di Tournai. È a pochi metri: bellissima. La torre civica e la Cattedrale di Notre Dame sono straordinarie. Non lo sanno in molti ma la cittadina merita davvero…

Tournai dista una puzza dalla Francia: solo 9 km. Rue de la Tête d’or, praticamente è già la N7. Continuando dritti, si esce dalla città in direzione Lille, senza imboccare l’autostrada che in Francia si paga. Dopo pochi minuti, voilà la France... In realtà non cambia una ceppa. La strada però si chiama D941 e le targhe hanno il numero 59 che indica il Dipartimento Nord, regione Nord-Passo di Calais, resa nota dal film Giù al Nord del 2008.

Ci teniamo a dire che a Lille, il sabato del primo weekend di settembre c’è la Braderie de Lille, il mercato delle pulci più famoso d’Europa. La città viene chiusa al traffico e arrivarci o trovare alloggio non è facilissimo. Può essere anche una notizia del cazzo, ce ne rendiamo conto…

Dopo un paio di centri abitati in mattoncini rossi lungo la Nationale, si entra a Villeneuve d’Ascq. Lille, Roubaix e Villeneuve d’Ascq sono conurbate. Non è facile capire dove inizia l’una e l’altra, ma nessuno ha mai perso il sonno per questo.

Andando dritti, seguendo le indicazioni “Lille centre”, passati sotto la superstrada e dopo la ferrovia, si arriva.

La zona intorno alla stazione di Lille Flandres (la stazione principale) è il centro. È facile.

A Place de la Gare ci sono molti hotel. Si sceglie l’Hotel de Londres. 70 € per una doppia.

http://hdl.comeze.com/

Ci sarebbe anche Le Coq Hardi, che a fronte di questo nome battagliero, non vale un cazzo. Considerando la media dei prezzi in Francia, è il tipico alloggio da pulciari: 55 €. Sta 20 metri dopo, uscendo a destra.

Per parcheggiare bisogna andare nelle vie alle spalle. Si paga alle macchinette. Prima tranche, 4 €.

Sera, alla Vieux Lille, la bella zona intorno alla Grand Place e alla Vieille Bourse. È vicinissima all’hotel.

Per cena si va in Rue De Pas, sempre in zona. Ci sarebbe Flam’s (fa angolo con Rue St. Etienne) che adotta la formula à volonté (anche in Francia, come in Belgio, vuol dire sempre “magna quanto te pare”). Con 15 € ci si sfonda ma ha prevalentemente pizza ed è una catena. Va bene per venirci con gli amici il sabato pomeriggio col motorino. Solo che col motorino fino a Lilla è troppo lunga…

http://www.flams.fr/index.php

Proprio a fianco c’è il Les 400 coups, che fa grigliate di carne anche con 25 € con vin au pichet (il vino della casa). Ottimo.

Tutta la zona è piena di localini, café e bistrot.

Le Pot Beaujolias ha un destino nel nome. Si investono 20 € a testa in bottiglie di Beaujolais. Sta in Rue de Paris, a 150 metri dal ristorante.

http://www.le-pot-beaujolais.fr/

La capacità dei Francesi di creare atmosfera intorno a una bottiglia di vino, vale un viaggio: in qualunque regione della Francia, non fa differenza… Ciò comunque non autorizza nessuno a fare il saputello elencando vitigni e cantine: riteniamo sia da cojoni…

I Beaujolais del Rodano meritano però una menzione particolare: Romanèche-Thorins e Fleurie su tutti. Hanno anche un novello spettacolare.

Si sballonzola per i vicoli di Lille, gustando la sera française.

Non è il caso di andare al Network Café, tanto raccomandato (sta in Rue du Faisan 15, sulla Rue Nationale circa 7-800 metri dalla stazione)

http://www.network-cafe.net/

o al B-floor

http://www.b-floor.com/

in rue Saint Hilaire

oppure al Duke’s in Rue Gosselet o all’Etikclub in Boulevard Lebas.

Stanno tutti in zona Wazemmes intorno a Rue Solferino e ci vuole la macchina.

Meglio l’atmosfera francese del vin rouge e delle rues di Lille vecchia…

Le lendemain si parte per il sud con nazionali e dipartimentali, evitando l’autostrada.

Girare su routes nationales (indicate con la N) o les départementales (indicate con la D) è il modo migliore per entrare nel tessuto della nazione. La Francia vera, che non è Parigi, è a forte trazione rurale; viaggiando per vie secondarie se ne conosce l’essenza e la matrice unitaria, pur nelle differenze regionali. Saranno stronzi, ma è davvero un grande Paese la Francia…

D917 per Douai costeggiando l’aeroporto di Lille.  Poi D643 per Cambrai nella campagna più campagna. Odore di vacche ovunque…

S’imbocca la D644 per San Quentin e si entra in Picardie dipartimento di Aisne. Le targhe delle macchine indicano 02. Le auto che circolano in Francia sono in larga maggioranza francesi: Citroen, Renault, Peugeot. Ci si fa caso e si riflette…

Senza autostrada, da Lille sono tre ore per Laon. A girare tutta la cittadina ci vuole il tempo necessario a fare la cacca: dieci minuti sono anche troppi (qualcuno per girare Laon ci mette anche due ore però...). In Rue du Bourg si può mangiare da Les Chenizelles, una brasserie carina. Chiedendo, i passanti indicano anche la Peche Mignon vicino la Cattedrale, che tra l’altro è straordinaria (non la Peche Mignon, la Cattedrale…)

http://www.restaurant-laon.fr/

La città gioiellino (c’è pure la funicolare), è una tappa volante.

Si opta per baguette, formag e un bicchièr de ven… il modo più autoctono per vivere la France

Si gira a culo.

Baguette da Philippe (sta su Rue Roosvelt). È una boulangerie tipica, equivalente di un ipotetico nostro “Emilio il fornaio”… Verso mezzogiorno c’è la fila.

In rue Lebas c’è l’Atelier du gout.

http://www.latelierdugout.fr/L-atelier-du-gout,10

Per 9 € a testa si mangia sul cofano della macchina con baguette formaggio e una bottiglia di rosso di Picardie stappata appositamente. La Picardie produce il 10% dello Champagne in circolazione. I vitigni che s’incrociano lungo le strade di provincia sono la storia del vino di lusso…

Si punta verso est, verso Charleville-Mezières con la D977. Alle rotonde ci sono i cartelli verdi con le indicazioni. Sbagliare è impossibile. Bisogna solo evitare di seguire i blu per l’autostrada (in Francia i colori sono invertiti, vedi Francia in questo sito).

Dopo il cavalcavia sulla A26 la strada è stretta e tira dritta. Campagna, campagna, campagna.

Si entra nella regione di Champagna-Ardenne.

Sulla D978, a Lonny s’imbocca a destra la N43 e dopo 10 minuti scarsi si entra a Charleville- Mezières.

Superato il canale (sembra un fiume), prima di arrivare sulla Mosa, si prende a sinistra. Dopo un cavalcavia c’è un semaforo: bisogna seguire a destra le indicazioni D5 per Lumes.

La Mosa è una delle arterie d’Europa: è un fiume importante e navigabile, e ha visto scorrere il sangue di centinaia di migliaia di francesi e tedeschi durante le guerre mondiali (vedi Belgio nel sito). Il bacino della Mosa fra Belgio e Francia, è un museo. Da Ypres a Verdun, 40 km a sud di Sedan è tutto un libro di storia.

La D5 passa a una caccola da Sedan che ai Francesi non porta proprio benissimo: a Sedan fu sconfitto Napoleone III nella guerra franco-prussiana del 1870; Sedan fu tra le prime città francesi prese dai Tedeschi nel maggio del 1940.

Dopo pochi km, la D5 a sinistra diventa D6. Ci sono indicazioni con scritto Bouillon (Belgique): è una strada che s’insinua nelle Ardenne, cuore d’Europa.

Dopo 4-5 km c’è un incrocio in mezzo ai boschi col cartello a destra per Corbion e Bouillon. Volendo si può fare la pipì nel bosco, prima di entrare in Belgio (dopo, comunque è uguale…).

Il confine fra Francia e Belgio è per lo più enologico. Si lascia il vino della Picardie e della Champagne e si entra nella terra delle birre.

Entrati in Belgio usciti dal villaggio di Corbion c’è un benzinaio. La benzina costa come in Francia più o meno.

Questo lato del Belgio è la Vallonia, terra francofona e cattolica, espressione di una delle due anime del Paese (vedi Belgio nel sito). Non ci sono molte differenze con la Francia.

A tre ore da Laon, c'è Bouillon. Si passa il mini tunnel sotto al castello e si arriva sul ponte sul fiume Semois.

Bouillon, detta Buglione, è famosa per la cioccolata, per il castello e soprattutto per Goffredo da Buglione, mitico condottiero della Prima Crociata nato proprio qui (grazie ar cazzo: si sarebbe chiamato in un altro modo altrimenti…). Fiammingo di nascita, ha una statua anche al centro di Bruxelles. A suo nome c’è anche una birra artigianale, prodotta a Purnode, a 25 km da Bouillon.

http://www.godefroy.be/godefroy/presentation.html

Bouillon ha dato i natali anche a Léon Degrelle, altro personaggio che ha fatto parlare di sé tutta Europa.

Superato il ponte a sinistra, si prende il senso unico fino all’Hotel Duc de Bouillon. Sta su una stradina in salita che parte dalla rotonda. Rue des Hautes Voies.

65 € una doppia con l’offerta, senza colazione. Ha anche camere da quattro.

La macchina si parcheggia in Quai de la Maladrerie, lungo il fiume. Bisogna fare il giro dell’isolato perché è contromano.

A Bouillon si trova ogni tipo di birra belga. Il fatto che stia in Belgio è sicuramente d’aiuto.

In particolare però la zona di Bouillon vanta centri di produzione di molte birre famose. Le trappiste Orval, Chimay, Rochefort sono a un tiro di schioppo… Vicina anche Dinant, patria della Leffe. Da citare tra le centinaia di birre disponibili in zona, la Floreffe, la Saint Feullien, la Duvel, la Tripel Karmeliet e le commerciali Jupiler e Stella Artois, che stanno ovunque e costano non più di 2 € ciascuna a boccale (vedi Belgio).

Ci sono anche le birre prodotte in loco, però.

 http://www.brasseriedebouillon.be/accueil_bra_fr.shtml

Al café della rotonda davanti l’albergo (c’è l’insegna della birra Jupiler) un’Orval trappista costa 3,20 €. Berla prima di cena, seduti a un metro dal fiume, mentre i Belgi camminano e girano in auto, è un piacere.

Si cena a Chez Betty, al 33 di Quai de Rempart. È il lungofiume dalla parte opposta. È alla buona e si può mangiare fuori. Cucina belga con 21 €.

Poco più avanti c’è le Roy de la Moule

http://www.roydelamoule.com/

Molto consigliato dai passanti ma se la tira un po’. Si spende non meno di 30 € e nemmeno a dirlo, stanno in fissa con le moules, le cozze.

Les moules sono tipiche delle regioni a cavallo fra Francia e Belgio. Sono servite in pentoloni da cucina, a mo’ di impepata. In realtà sembrano stufate e ad un palato italiano non risultano troppo saporite. Sono una tradizione però e mangiarle è un dovere.

Chi andasse a Bouillon per fare la movida può tranquillamente cambiare strada. Dire che a Bouillon oltre alle birre non c’è un cazzo, non è errato infatti…

Il bello è proprio questo.

La sera si gira per le strade panoramiche lato hotel, rispetto al fiume Semois. Prima però, si va al supermercato Cloruyt in Rue de College 32 (appena si entra in paese dal ponte) per fare la scorta di birre.

http://www.colruyt.be/colruyt/static/culinair/index-fr.shtml

Se si riuscisse anche a trovare un modo di metterle in fresco, accordandosi in hotel, non sarebbe male. Bere una trappista calda è come bere l'acqua sporca dei piatti.

Colazione allo stesso café Jupiler. In realtà si chiama Patisserie et Boulangerie Michels et fils. Fanno ottima cioccolata; anche col caldo, in Belgio la cioccolata va assaggiata per forza. Per colazione cioccolata, croissant e café au lait; sono 5,70 €.

Visita al castello con circa 6 €. Poi via.

Anziché prendere le indicazioni per la E411 per Bastogne, si esce da Bouillon costeggiando il fiume a sud. Prima del ponte d’accesso al paese si prende a destra.

Frecce per Arlon facendo tutta la N83. Sono circa 70 km nelle Ardenne belghe tra colline fitte di alberi. “Bello in culo” direbbe Chateaubriand. In un’ora e mezza si arriva ad Arlon, tra villaggi sereni, boschi e aiuole.

Da Arlon ci sono le indicazioni per il Lëtzebuerg, il Lussemburgo in lussemburghese. Il confine dista una pallonata dalla cittadina: in 30 minuti si arriva a Lussemburgo, capitale del Granducato.

Lussemburgo è in realtà anche il nome della regione più meridionale del Belgio, parte della Vallonia e confinante col Granducato. Si ripete la questione Macedonia (vedi Grecia e Macedonia nel sito): esistono la regione Macedonia che fa parte della Grecia e la Repubblica di Macedonia, Stato indipendente. Anche in Romania, idem. C’è la regione Moldavia e la Moldavia, repubblica confinante. A differenza dei Greci però, i Belgi e i Moldavi non hanno mai rotto i coglioni sulla faccenda…

Detto questo, domanda:

“Perché vai in Lussemburgo?”

Per come la vediamo noi di girandoloni.com basterebbe un “fatti i cazzi tuoi…” 

In realtà è perché è grazioso e pulito. Sembra il plastico del trenino.

Quando uno pensa al Lussemburgo, pensa a un Paese piccolo, ricco, medievale, pulito, ordinato e fiabesco. Infatti è così: il Lussemburgo è piccolo, ricco, medievale, pulito, ordinato e fiabesco.

Il lussemburghese, la lingua nazionale, sembra francese parlato da un tedesco appena uscito dal dentista; o viceversa. Suona strano. Anche il tedesco e il francese sono lingue ufficiali però e comunque l’inglese lo parlano tutti (l’italiano “se la pja nder culo” per usare un espressione delle Ardenne…).

Si passa Mamer (due case con la strada in mezzo); superato lo stadio Josy Barthel tempio della gloriosa nazionale del Lussemburgo, si capisce di aver fatto la cazzata. Per arrivare all’Hotel Bristol sarebbe il caso di seguire le indicazioni per la Gare Centrale, la stazione ferroviaria, altrimenti ci si perde nei sensi unici e nell’eccesso di segnaletica orizzontale della capitale. Niente di grave però… Le strade di Lussemburgo sembrano i modellini della scuola guida.

L’Hotel Bristol, è la tipica dritta di girandoloni.com. Essere spartani senza fare i pulciari. È un due stelle molto dignitoso. In offerta, 65 € per una doppia.

Sta in Rue Strasbourg 11 vicino alla stazione. In zona, non si fanno mancare nulla: c’è un buon campionario di Indiani, Bengalesi, Arabi, Turchi e altri Asiatici... 

http://www.hotel-bristol.lu/

Approfittando del fatto che è vicinissimo, il pranzo si fa al buffet della stazione. È una grande dritta di girandoloni.com: con 20 € si mangia bene e ci si sente molto viaggiatori. Il self service è più pulito di molti ristoranti raffinati nostrani. Si entra da Place de la Gare, sotto il bel campanile della stazione.

http://www.buffet.lu

Percorrendo Rue de la Gare si arriva al viadotto sul fiume Petrusse. Praticamente è il ponte di Ariccia trasferito a Lussemburgo. Dopo il ponte, la strada si chiama Boulevard Roosevelt e c’è il parcheggio Saint-Esprit (insegna blu). Costa 2 € l’ora, ma per capire il criterio ci vuole un’équipe di ricercatori: tre ore costano più di 6 € per esempio… Per la notte, conviene metterla al parcheggio di Rue du Commerce 1, che sta alle spalle dell’hotel. Costa 0,80 € l’ora.

Si cammina per la città vecchia, la parte alta e fortificata della capitale. Il Palazzo Granducale, Place Guillame II, la Cattedrale di Notre Dame, Place de la Constitution con statua e bandiere (la bandiera lussemburghese è quella olandese messa in lavatrice…). Molto carino. Bravi.

Lussemburgo è piccolissima. Tolta la parte finanziaria e politica dove si trovano sedi istituzionali della UE, città alta e città vecchia sono un nugolo di strade che salgono e scendono intorno ai muraglioni. È davvero una bomboniera.

Si scende per il Grund, la parte bassa, dove ci s’immagina vivano i borgatari del luogo. In realtà, la zona sembra Paperopoli medievale. Bellissima.

Sta sulla destra del parcheggio di Saint–Esprit, per orientarsi. C’è una passeggiata tra scalette e muraglioni panoramici che porta in basso al fiume Alzette, in cui converge il Petrusse, con scorci molto carucci. Si costeggia il fiume fino al ristorante Le Sud, oltre il ponte della ferrovia.

http://www.le-sud.lu/

Ci si entra per vedere il panorama della città vecchia e per fare la pipì. È caro.

Con 30 € si cena da Mousel’s Cantine in Monteé de Clausen, la strada che taglia la penisola creata dall’ansa dell’Alzette.

http://www.mouselscantine.lu/

Si mangia lussemburghese con carne di maiale, patate, Mousel e Bofferding, le birre lussemburghesi per eccellenza.

Su Rue Mousel, sotto il ponte lato fiume praticamente, c’è il birrificio-ristorante Big Beer Company.

http://www.bigbeercompany.lu/

C’è anche musica e un certo movimento.

Colazione in hotel e au revoir à tous.

Si prende la strada 7, la continuazione del viadotto verso nord in direzione Beggen.

L’autostrada in Lussemburgo non si paga; considerato quanto è lunga, ci vorrebbe una bella faccia da culo....

A un certo punto si può prendere la A7 e fare il tunnel, più veloce. Meglio continuare sulla statale fino a Diekirch, però: è più panoramica. Sono circa 40 km da Lussemburgo città.

Altri 10 km e si sale per Vianden, borgo col castello. Davvero un incanto. Tempo di fare un giro a piedi e poi strada a ritroso fino a Ettelbruck per la Statale 15 che porta a nord, in Belgio.

Compresa una pisciata all’aperto in territorio lussemburghese, ci vuole un’ora per aggirare Bastogne, tra colline verdi, pinnacoli e villaggi ordinatissimi.

Fra tetti neri d’ardesia e campanili spigolosi, il Lussemburgo è una fiaba verde. Un po’ Svizzera, un po’ aiuola, un po' Germania, un po’ Legoland, un po’ valli alpine, molto Francia.

Entrati in Belgio, sarebbe da idioti non puntare su Rochefort, patria di una delle birre più buone del mondo. La Rochefort è una trappista; ce ne sono tre tipi: tappo rosso (7,5°), tappo verde (9,2°) e tappo blu (11,3°).

Dalla N4 senza arrivare a Marche-en-Famenne si taglia prima. Ci sono i cartelli sulla sinistra.

Il birrificio trappista sta nell’Abbazia di Saint-Remy a pochi km dalla città, sulla N949, ma non è aperto al pubblico.

http://www.abbaye-rochefort.be/index.php?option=com_content&view=article&id=88&Itemid=94

In Rue de France, sulla destra però c’è una friterie. D’angolo con l’incrocio c’è anche un pub con l’insegna Jupiler. Si parcheggia di fronte senza problemi.

Ultima botta al fegato con 11 € a testa e via verso Charleroi, cercando le indicazioni per l’aeroporto. Con l’autostrada gratis, ci vuole un’ora circa.

Riconsegnata la Twingo, anche questa è fatta.

Ryan per Ciampino decolla alle 20,35. Arriva a Roma alle 22,30.

Per Milano (Orio al Serio) parte alle 19,25 di solito allo stesso gate.

Bello tutto.

Ci si torna.

 

 

 

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