Bulgaria, Sofia

BG

Il ricordo

  1. "Fece lo spiritoso e scese dal tram con un saltello; la fermata era in mezzo alla strada e si adagiò sul cofano di una Lada bulgara…”

 

  1. NOTTI: 2
  2. BUDGET: 210 €
  3. FATTO A: febbraio
  4. DA: 4 girandoloni
  1. DESTINAZIONE
  2. Sofia
load map...

Volo offerta Alitalia Roma Fiumicino-Sofia alle 9,30. A/R   93 €. Arriva a Sofia alle12,20 (ora bulgara).

Da Orio al Serio, c’è Wizzair  alle 13,45 che arriva alle 16,40.

In aeroporto non conviene cambiare i lev, la moneta bulgara. Il cambio è sfavorevole.

Un tassista normale prende la corsa per il centro con 10 € euro. Se non accetta è scemo perché è pure troppo.

L’aeroporto internazionale di Sofia è a est della città, a circa dieci minuti d’auto.

Da un primo sguardo si capisce che Sofia non è Viterbo. È una città dell’Est in senso stretto: cupole ortodosse, palazzi bianchi e scritte in cirillico non fanno una grinza. Con la neve sembra Russia. Senza neve pure.

La Bulgaria ha fatto il salto della quaglia: satellite dell’URSS e membro del Patto di Varsavia, con la caduta del comunismo si è rivolta a  Occidente. Nel 2004 è entrata nella NATO e nel 2007 nella UE. È stato il primo paese della UE con alfabeto cirillico.

Passati i palazzi socialisti della periferia, si entra a Sofia vera e propria. Si arriva al Lion hotel, preso su internet a 50 € a notte per una doppia. È in Bulevard Knyaginya Maria Luiza 60, in un edificio ocra, stile impero. Ottimo rapporto qualità prezzo.

http://sofia.hotelslion.bg/default/home/en

Sull’altro lato della strada si mangia kebab da OOPS, una tavola calda locale. 4 € in lev, compresa la Kamenitza, birra bulgara.

La Bulgaria è un paese slavo, ma con influenza ottomana. In pratica è un Paese con passato turco che somiglia alla Russia e guarda a Occidente.

Si percorre il bulevard dell’albergo verso il centro, seguendo i binari del tram. Sulla sinistra c’è la moschea (influenza turca…). Prima della chiesa di Sveta Nedelia, a sinistra c’è il Consiglio dei Ministri e sullo sfondo Aleksander Nevski la cattedrale delle cattedrali. È il simbolo di Sofia, anche se a forza di parlarne la si immagina più grande. Il fatto che il simbolo di Sofia sia dedicato a un santo guerriero russo, la dice lunga. Cirillico, chiesa ortodossa, storia ed etnia slava, sono un collante fortissimo tra Russi e Bulgari.

Nel giardino davanti alla chiesa c’è un mercatino con roba militare della seconda guerra mondiale e sovietica. Ci sono anche molte icone bulgare dipinte a mano. Vale la pena fermarsi.

Si gira per Sofia. Per la strada s’incrociano tratti molto slavi ma particolari: volti più scuri e labbre più carnose di altro Est. La Bulgaria è un crocevia chiuso. Un punto di passaggio dove però non si passa. In ogni caso non sorride nessuno. Il rodimento di culo fa parte del costume nazionale.

Se c’è la neve, Sofia è ancora più Sofia. Non è la città da bruschetta con le telline, si capisce subito. A Sofia portare il colbacco non è una cosa strana. Se ne trovano al mercatino davanti ad Aleksander Nevski per 10 € sia russi (con i paraorecchi messi sopra), sia bulgari (senza paraorecchi e più larghi).

Cena al Manastirska Magernitsa in ulitsa Han Asparuh 67.

www.magernitsa.com

È buono e caratteristico. 14 € in lev a testa.

Ci si arriva prendendo il viale dell’hotel sempre dritti lungo Bulevard Vitosha: è la sesta a sinistra. Sofia è fatta a scacchiera ed è facile da girare.

Colazione in albergo. Giro ancora per Sofia.

Niente da fare: i Bulgari sorridono poco. Non che gli altri Slavi si ammazzino dalle risate, ma fra tutti, i Bulgari sono quelli che sorridono di meno. Non lo fanno per cattiveria: non gli viene proprio.

Ricordiamo che i Bulgari sono slavi come i Russi, gli Ucraini, i Bielorussi, i Polacchi, i Cechi, gli Slovacchi, gli Sloveni, i Croati, i Serbi, i Bosniaci, i Macedoni e i Montenegrini. È uno degli argomenti su cui di solito la gente non capisce un cazzo.

Giro tra il Parlamento, la Chiesa di San Nicola (bomboniera ortodossa) tra Bulevard Tsar Osvoboditel e la zona di Aleksander Nevski. Si cammina per i viali squadrati immersi in un giorno anonimo.

Al ristorante Chevermeto si mangia bulgaro che più bulgaro non si può. www.chevermeto-bg.com/en

Filetto di porco della Dobrugia in salsa piccante con secchiate di puré, verdure e birra Pirinsko

www.pirinskopivo.bg

Tutto per l’equivalente di 12 €. La sera ci sono spettacoli tradizionali.

Il ristorante sta alla fine di parco Naroden, lungo Bulevard Vitosha. Nel parco di stampo sovietico c’è il Palazzo Nazionale della Cultura, una via di mezzo tra un centro commerciale e un disco volante. I giovani Bulgari ci vengono a passare i pomeriggi del sabato. Dentro ci sono anche i cinema. Vedersi un film in bulgaro senza sottottoli, è un buon diversivo per i sabati pomeriggio...

Il tram18 passa per il centro e davanti all’hotel. Si può approfittare.

Sofia ha quindici linee di tram. Spesso non hanno banchina salvagente e aprono le porte al centro della strada. Per non finire sul cofano di qualche bulgaro, bisogna evitare di fare i simpaticoni e scendere al volo. Altra curiosità: spesso i binari si intersecano a croce. È una grande informazione, ce ne rendiamo conto.

0,7 (40 centesimi) lev per una corsa. 3 lev per tutto il giorno. È un buon punto di riferimento per tornare verso l’hotel. Vicino all’hotel c’è pure la fermata della metro Lavov Most. Anche a piedi non è male.

Per rilassarsi, in tv passa spesso l’equivalente bulgaro di Forum. Dietro al giudice c’è una guardia col mitra. Paese che vai usanze che trovi.

La sera cena da Pri Yafata

www.facebook.com/PriYafataBG

Sta in ulitsa Solunska 28, la quarta a destra dopo la chiesa di Sveta Nedelya, allontanandosi dall’hotel. È una viuzza residenziale.

Si mangia al piano superiore, ultra tradizionale. Tutto molto gitano-balcanico con violini e fisarmoniche che accompagnano zuppe e carne alla brace senza rompere troppo le palle. Bello.

In Bulgaria si mangia pesante e speziato. Il cibo è molto proteico in piena tradizione continentale e per digerire a volte ci vuole Mister Muscolo Gel. I piatti sono spesso zuppe o carne a base di maiale, agnello, patate e verza. Immancabile la rakia, la grappa balcanica (vedi altri viaggi nei Balcani nel sito). Anche qui continua ad essere distillata in casa, in culo ai divieti UE.

La sera i Bulgari ballano in discoteche a ingresso libero, sparse per tutto il centro. Bisogna seguire i gruppi di ragazzi o chiedere.

Sofia si può godere anche in silenzio, l’ultimo giorno. Con i suoi tram bruttini ma efficienti. Con i suoi palazzi a cubo. Con le cupole ortodosse. Un briciolo di tamarro balcanico, un po’ di burbero sovietico, molta dignità dell’Europa orientale.

Tempo di mangiare un kebab e bere una Astika pivo (altra birra bulgara) dentro una sorta di palazzo sociale bianco, esattamente di fronte alla moschea in Bulevard Knyaginya Maria Luiza: 7 € in tutto per aspettare l’ora del rientro.

Taxi per 10 € complessivi e via al Terminal 2 dell’aeroporto. Minimale e grigio come i Bulgari.

Volo Alitalia alle 18,30 e arrivo a Roma alle 19,25 (ora italiana).

Per Orio al Serio, Wizzair parte alle 12,10 e arriva alle 13,15.

Andare a Sofia per un fine settimana è facile, sicuro e costa poco; non c’è niente di scontato o già visto. Sta nel cuore dei Balcani e di finto non si percepisce n

Aggiungi un commento