Finlandia

FI

Il ricordo

  1. “Ma quale freddo, non mi serve il giubbotto…”

 

  1. NOTTI: 6
  2. BUDGET: 750 €
  3. FATTO A: dicembre
  4. DA: 2 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Helsinki, Tampere, Kuopio, Oulu, Rovaniemi, Kittila, Levi, Sirkka, Rovaniemi, Tampere, Helsinki.
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Volo KLM da Roma per Amsterdam. Partenza 6,10 arrivo 8,50. Coincidenza per Helsinki Vaanta alle 9,40. Arrivo alle 13,05 (ora locale). A/R 140 €.

Da Orio al Serio c’è Lufthansa con scalo a Francoforte.

Considerazione filosofica:

“Era meglio quando c’era il volo low cost per Tampere, porca puttana…”

Dall’alto si vedono le case della periferia innevate (grazie, è inverno…). Uno splendore.

All’uscita dell’aeroporto di Helsinki Vaanta c’è il bus 61 per Tikkurila (periferia di Helsinki) parte alle 13,50 arriva alle 14,10. Sulla destra del vialone spartano dove c’è la fermata, c’è la stazione dei treni.

Intercity n. 173 da Tikkurila Vaanta alle 14,22 e arrivo a Tampere prima delle 16.  Costo 35 €.

In alternativa c’è il bus 615 (4,5 €) fino a Helsinki centrale e da lì il treno per Tampere.

Le ferrovie finlandesi sono ben organizzate e hanno un sito facile e intuitivo. Consultarlo in lingua suomi (finlandese) è come fare le parole crociate a occhi chiusi: bisogna andare a culo. C’è la versione inglese però.

www.vr.fi/fi

Biglietti on line e tutto diventa semplice. Basta seguire le indicazioni e registrarsi. dieci minuti al massimo.

Il treno è veloce, pulito e puntuale. I Finnici non sono campioni d’improvvisazione teatrale e parlano poco. Nella vita diranno al massimo due-tremila parole a testa.

Fuori la stazione c’è la Rautatenkatu. A piedi dall’edificio rosso fino al ponte e lungo la Hamenkatu è un giro breve. C'è comunque tempo per scivolare sul marciapiede.

È il centro cittadino. Tampere come tutta la Finlandia, giace su un lago o una serie di laghi. Non sempre si capisce però, perché l’acqua (del canale Nasiselka) è ghiacciata. Il pavimento di ciottoli del ponte su Hamenkatu rende tutto più fiabesco.

Notte all’Omena Hotel, prima del ponte. Squadrato, anonimo, grigio e grande. Bello non è mai stato, ma si sta con 35 € a persona.

www.omenahotels.com/our-hotels/finland/tampere-i/

Tampere è una città universitaria. Ci sono molti studenti Erasmus italiani che cercano di piacere alla fauna locale sparlando di casa. Un classico.

Colazione, check out e giro per la città. Tampere non offre molto ma è carina.

Minestra di pollo da Ale Pupi al 14 di Hamenkatu. Con del pane e una birra, meno di 10 € ciascuno. Si trovano altri posti simili nei dintorni, sempre più incalzati dai fast food internazionali. Altre scelte rapide sono nel mercato Kauppahalli (sempre sulla Hamenkatu).

Per cenare a Tampere e sgranchire le gambe, si può optare anche per Cousicca

www.coussicca.com/

Sta sulla Nyyrikintie (circa mezz’ora per scriverlo correttamente) parallela alla Sammonkatu, che sembra un gelato ma è il proseguimento di Hamenkatu, oltre la ferrovia.

La vicinanza della Finlandia alla Russia si avverte in molte cose, tra cui anche la religione. A pochi metri dalla chiesa ortodossa di Tampere, c’è l’ufficio della Hertz. Sta al 28 di Rautatenkatu,.

Noleggio auto per 35 € al giorno.

Alla radio programmi finnici. Può capitare di dire “ma come cazzo parlano questi?” o comunque di pensarlo. La lingua finlandese è di ceppo ungrofinnico (come estone e ungherese); sembra il giapponese parlato da un neonato. Sentirla ricorda i cartoni animati dell’infanzia.

I Finnici sono un po' meno ricchi e austeri degli Scandinavi, con cui non hanno nulla a che fare. Fanno anche la pipì lungo le autostrade. Bevono come i Russi, con cui hanno in comune la passione per le auto tamarre; hanno tratti duri… un misto fra nord e Asia. Però sono precisi, efficienti e silenziosi.

In Finlandia d’inverno non si usano le catene. Per legge, ruote chiodate da ottobre ad aprile. Con la neve, seguendo le corsie dei pneumatici delle altre auto, si può tenere una media di 100 km/h senza rogne.

Sull’Autostrada n. 9 pausa a Jyvaskyla, centro medio grande per un boccone unto al Cafe Picnic sulla Hannikaisekatu. Aggiunta di vodka (altra reminiscenza russa) che riscalda i cuori e benzina per la macchina; poi via, oltre la ferrovia e si rientra sulla 9.

Ancora dritti sulla 9 sfiorando Kanavuori, Tervala e Pikonniemi, tra ponti sul bianco ghiacciato e camion che alzano nuvole di polvere artica. Ringraziando i tergicristalli, a 300 km da Tampere si arriva a Kuopio, città cuore della Finlandia.

A Kuopio c’è una piazza grandissima. Il termometro segna -20°: è leggermente più freddo che a Fregene. A Hermanninaukio 3 c’è l’Hermanni hotel.

www.hostellihermanni.fi

È un ostello travestito. Pulito e decente per 25 € a testa. Dovrebbe essere vicino a un lago, ma lo sanno solo loro che ci abitano perché col ghiaccio non si vede. D’estate i laghi si vedono tutti ed è bellissimo, ma in modo diverso.

A Kuopio si mangia finnico con meno di 30 € al Ravintola Musta Lammas. Ravintola (ristorante) fa ridere, inutile dire no. Si scende e c’è un’atmosfera da grotta calda che con la buriana fuori è benedetta. Molto salmone, cannella e stufato di renna.

Si beve birra finlandese Koff (anche la Ovi è buona) ma è la vodka a farla da padrone.

“Stasera tutti al Puikkari…” non si può sentire, eppure al Puikkari si balla; sta a ridosso del parco della Cattedrale, bianco e ancora più freddo del resto della città.  

C’è la fila all’ingresso nonostante il gelo. Si balla anche sui tavoli, una volta brilli. Sembra la festa di compleanno di Asterix.

Uno shot di vodka costa 5 €. Conviene comprarla nei supermercati: 9 € una bottiglia. In Finlandia gli alcolici si comprano in uno spazio apposito, manco a dirlo, chiamato Alko.

È bene ricordare che il 6 dicembre è festa nazionale in Finlandia e chiude tutto; se c’è il ponte sono cazzi.

Kuopio è piccola e la neve tanta. Auto ferma e giro a piedi, al sapor di vodka fra gente che sbanda alticcia.

Senza colazione ci si congeda e si mangia qualcosa di calorico da Malia a Kauppakatu. Al mondo c’è chi abita a Via Garibaldi e chi a Kauppakatu...

La macchina punta verso Oulu, sulla sponda destra del Golfo di Botnia. Sono gli stessi km del giorno prima, lungo l’Autostrada 5 fino a Iisalmi dove si prende la statale n. 88 per Vierema verso nord ovest. L’autostrada 5 continua verso nord est e la Russia. I cartelli sono efficienti e sbagliare è difficile seguendo la carta della Hertz.

Tutte le auto finlandesi hanno la resistenza elettrica per il riscaldamento nei sedili. Per evitare di finire come i mammuth dell’era glaciale, bisogna indossare un orso polare ogni volta che si esce dall’auto. Ammettere che è una grande rottura di palle, è un atto di sincerità.

Sulla strada ci sono segnalazioni di trampolini per i tuffi nei laghi, tutti coperti dal ghiaccio e invisibili: d’estate, fra conifere e specchi azzurri, s’intuisce un altro tipo di spettacolo. 

Renne che brucano a bordo strada; fermate di autobus che spuntano dal ghiaccio; motoslitte ferme allo stop, casette da Biancaneve e i Sette Nani. Non bastano occhi per amare la Finlandia. Soprattutto man mano che si sale verso la Lapponia.

Arrivati a Pippola succedono due cose: si ride (accade con molti nomi di città finlandesi) e ci si immette sull’Autostrada 4 che torna trafficata fino a Oulu.

Oulu è una città universitaria. Piena di universitari quindi. È anche la città delle biciclette. Fammi vedere tu a -20° come vai in bicicletta però…

Oulu ha una curiosità. Ci si svolge il campionato mondiale di Air Guitar, la chitarra suonata per finta. 

Follie a parte, lungo le vie squadrate del centro c’è il nocciolo delle attività, con pub, e discopub con file all'addiaccio.

È strano vedere quanto sia diversa la disciplina a seconda delle latitudini. In Finlandia, dove il clima dovrebbe invitare a tutt’altro, i ragazzi rimangono a lungo fuori al freddo aspettando il loro turno per entrare. Senza protestare, senza creare problemi. Proprio come succederebbe da noi…

Per ballare c’è il www.villiinnyvapaasti.com/

I Finlandesi sono cordiali ma spaesati. Non si aspettano turisti d’inverno.

In strada si scivola con frequenza precisa: ogni sei colpi se ne sbaglia uno, come la roulette russa. Mai dire “russo” ai Finnici però. Ce l’hanno a morte coi Russi. La Carelia se la contendono da secoli e dall’ultima grande guerra hanno lasciato il conto aperto, come nelle pizzerie al taglio. 

A Oulu si finisce all’hotel Forenom Rautatienkatu 9, di fronte la stazione dei treni.

http://oulu.two-star-hotels.com/hotel/forenom-hotel-oulu.html

È un motel e con 28 € si dorme.

Il Duomo è piccolo ma c’è. C'è pure il porto ma il mare non si vede... Da qui partono, anzi dovrebbero partire molti pescherecci e navi cargo.

Per mangiare finlandese c’è il Sokeri Jussi. Bisogna chiedere per Pikisaari, l’isolotto che d’inverno è invisibile. La macchina va lasciata prima del ponte e il ristorante sta sulla sinistra. Con la neve è un’avventura. Sembra un rifugio di legno. A costo di fare la parte di Armaduk il cane di Ambrogio Fogar, vale la pena andarci.

www.sokerijussi.net/

Si spende sui 25 € anche bevendo. La carne di renna sembra straccetti senza rucola. Ci sono pure i ribes o loro parenti stretti.

C’è anche il Ravintola Hella. Sta di fronte alla Cattedrale, d’angolo con Isokatu. È inutile negare che sul menu non si capisce una ceppa.

www.hellaravintola.fi/

Da ricordare che il piatto che va forte a Oulu è il rossypottu: patate, sanguinaccio e marmellata di mirtilli rossi.

Chi crede a Babbo Natale non può perdere tempo però. L’auto punta la Lapponia. I Finnici di quelle parti si chiamano Sami cioè Lapponi.

Autostrada 4. Passata Kemi e lasciato il golfo gelato, non si deve girare verso Tornio e la Svezia, ma continuare sulla 4 verso nord.

Strada stretta, camion grandi, binario sulla neve da cui non si deve uscire. Non è facile sorpassare, ma c’è meno casino che Porta Portese la domenica mattina. Questo aiuta. Dopo 220 km verso nord ovest c’è Rovaniemi; è abbastanza grande e di per sé non sarebbe bruttissima. È il turismo a renderla orrida però.

Catene d’alberghi dormitorio fatti per grandi numeri. Tutto organizzato. È piena di turistardi venuti qui senza neanche credere a Babbo Natale. Troppe foto, troppi turisti, troppi Cinesi.

Si dorme all’Hotel Aakenus

http://hotelliaakenus.net/

Sta vicino in Koskikatu 47, vicino al più grande e turistico Santa’S Hostel Rudolf.

Una doppia per una notte, 60 €.

Vale la pena fare il giro in motoslitta al Lapland Safari proprio alla fine della via dell’albergo, sul fiume che non si vede perché è ghiacciato. 

http://www.laplandsafaris.com/it/

Gli alberghi danno tutte le informazioni. Per i costi dipende dalle offerte, dalla scelta e dal periodo.

Si cena al Mariza, su Ruoakankatu. È la quarta parallela a destra dell’hotel guardando il fiume.

http://www.ruokahuonemariza.fi/

Realmente finlandese, purtroppo conosciuto da molti. Si cena con 20 €.

Meglio di Rovaniemi c’è altro nord. Quello dove i turistardi non arrivano.

Prima di altro nord c’è il Napapiri che non è un piumino ma il Circolo Polare Artico in lingua finlandese. È a meno di 10 km da Rovaniemi, sulla strada per Sodankyla; rilasciano anche un certificato a pagamento. Attaccato c’è il villaggio di Babbo Natale con tanto di indicazioni.

http://www.santaclausvillage.info

È il posto da dove il 25 dicembre parte la slitta con i regali per tutti i bambini del mondo. C’è proprio l’Ufficio Postale.

http://www.santaclauslive.com

D’inverno chiude a metà pomeriggio.

Ancora nord, previste due ore piene lungo la statale 79. Non ci sono posti per bere vodka e scaldarsi. Solo case e capannoni di legno sparsi. Il bianco diventa più bianco, quasi surreale. Non si è circondati dalla neve, ma ci si entra dentro. L’effetto panna diventa effetto polistirolo fino.

A Lohiniva, un incrocio sulla 79 a 60 km da Kittila, c’è un bar caldo. Ottimo per una zuppa di pollo calda. La neve fuori è polvere sparsa che vola a -25°. Per pochi euro si può optare per la vodka Suomi. Ha la bandiera finlandese sull’etichetta.

A nord c’è il nord e oltre ci sono il nulla, la frontiera norvegese e Capo Nord, impraticabile d’inverno.

La tipica espressione che usano i poeti lapponi è “mortaccisua che freddo….”

Case di marzapane e branchi di renne sempre più frequenti. La 79 è una cinta bianca che si snoda senza nemmeno più pianura, tra foreste di conifere imbiancate. Meraviglia delle meraviglie.

La luce cala subito. Già alle 14. Il cielo è bianco, ma non sempre.

Oltre il Circolo Polare Artico è bene ricordare che i raggi del sole sono molto inclinati. Ciò significa che a giugno il sole praticamente non tramonta mai, mentre a dicembre si vede appena. Il cielo si rischiara alle 10 di mattina e alle 13 è già ombrato. La luce che c’è poi, è relativa. In pieno giorno,d’inverno sembra di stare in un portacenere di vetro pieno di carta: è tutto bianco, grigio e trasparente.

Si arriva a Kittila: è una strada, poche case, un supermercato sulla sinistra e una pista gelata e bianca d’aeroporto subito fuori il centro abitato.

Due km oltre c’è Levi, un comprensorio sciistico rinomato. Altezza massima quasi 600 metri. Si capisce perché lo sci di fondo tiri più dello slalom. E comunque si scia solo grazie alla luce di grandi lampioni. Sul pianeta Plutone ci sono villaggi molto simili.

Atmosfera irreale. Il buio d’inverno non arriva, già c’è. Dalla luce gialla artificiale sbuca ogni tanto qualcuno che scia nel vuoto come se nulla fosse. Il mondo è vario, vario sul serio…

A 20 km da Kittila, ancora più a settentrione, c’è Sirkka.

Si arriva all’Hullu Poru (la renna pazza).

http://hulluporo.fi/poro/esivu.php?id=13&kieli=it

-29° la temperatura. Prima di fare la pipì all’aperto è meglio pensarci una decina di volte. Il pisello torna a dimensioni natali.

Hullu Poru è un comprensorio più che un albergo. Ci sono casette di legno con i diversi tipi di sistemazione. Con la neve, si trova posto senza problemi anche se per Kittila ci sono molti voli charter dalla Gran Bretagna e il rischio Inglesi obesi con mogli e bambini teppisti al seguito è alto.

La sauna è strepitosa e a richiesta può essere privata in camera (molti hotel in Finlandia ce l’hanno). Dentro, rami di betulla (la sauna finlandese appunto…) e mestoli coi manici in legno.

Tornando indietro, sulla 79 fino alla rotatoria dopo Sirkka, si nota una struttura grande a forma di casa delle fate: è il Ravintola Horizont. Poronkäristys (carne di renna) con bacche rosse, purè e foglie non precisate. Molta birra finlandese Lapin Kulta e vodka locale, ma l’alcool, davvero non si sente. Gentili tutti. 21 €.

Si torna e con la macchina si approfitta per fare i coglioni in un parcheggio (o forse un laghetto ghiacciato…) dove non c’è nessuno oltre al freddo, il buio, le renne e mille suggestioni. È un valzer sui ghiacci da non perdere, tra una sterzata e tiro di freno a mano. Chissà cosa pensano i Finlandesi di tutto questo.

Se si è fortunati guardando verso l’alto si vede una striscia verde, come fosse una via lattea andata a male. Non è l’effetto della vodka. È l’aurora boreale. Fuori all’aperto ci si può stare al massimo cinque minuti.

Sentirsi bambini in Finlandia e d’inverno è più facile. È bellissimo.

In Finlandia (guarda caso come in Giappone) amano il Karaoke. Con una bottiglia di vodka Koskenkorva si canta Maledetta Primavera in finlandese senza problemi. È un buon modo per familiarizzare. Al proposito ricordiamo che le Finlandesi baciano sulle labbra come forma di saluto. Fare gli Italioti illusi, non serve a nulla…

Per tornare in auto a Rovaniemi ci vogliono circa due ore e mezzo. La colazione si fa al buio, ma anche dopo è buio lo stesso. La luce del sole (che non c’è) arriva alle 10 e va via, prima di mezzogiorno. Sembra di vivere in una cristalliera piena di cotone bianco, poi grigio, poi nero.

Stesso binario di neve sull’asfalto, stesse betulle innevate, stesse slitte ferme agli incroci. Le renne, dove c’è meno traffico fanno come vogliono in mezzo alla strada, a branchi di una decina per volta.

A diventare uomo delle nevi ci si abitua presto. Anche a guidare nel gelo.

Sulla Ratakatu, nel piazzale della stazione dei treni c’è l’ufficio della Hertz. Lasciare la macchina in una città e prenderla in un’altra, costa come un giorno in più di noleggio.

Treno Rovaniemi-Tampere, intercity n. 50, 80 €.

Parte alle 10 e arriva alle 18,00.

Il treno si infila dentro un tunnel di neve per sette ore.

Tornio, Oulu, Ylivieska, Kokkola… scivolano via nel bianco, città e stazioni grandi, medie, piccole.

È uno spettacolo attraversare la Finlandia in verticale, tutta d’un fiato. Non si può dormire, ma si guarda fuori. Salgono Finnici di provincia in luoghi da Eschimesi. Paesi mai sentiti prima con i nomi giapponesi corrono via…

La Finlandia è un paese da incanto.

Mano mano che si scende c’è un effetto strano: lo stupore dei primi giorni, paragonato al nord, si dissolve. Quando ci si abitua ai ghiacci veri, Tampere sembra Ladispoli.

Si dorme ancora all’Omena Hotel.

Per mangiare a pranzo a Tampere si cammina lungo la Hamenkatu e si entra nel mercato Kauppahalli; sta scritto sopra l’arco che da sulla strada.  Il Kauppahallin kotilounas, il Pyörykkäbaari e il Tampereen Rokanystävät sono parecchio finlandesi e si paga sui 15 €.

Rientro. Tampere-Helsinki alle 14,07 col treno 176. Arriva a Tikkurila alle 15,37.

Come all’andata, bus navetta 61 a Vaanta alle 15,45 con arrivo al terminal alle 16.

Da Helsinki si vola KLM alle 18,05. Cambio ad Amsterdam alle 21 per Roma, dove si atterra alle 23,10.

Per Linate con Lufthansa si parte prima e con scalo a Francoforte.

La neve in Finlandia, è un’altra cosa. La Finlandia, è un'altra cosa...

Torneremo.

 

 

 

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