Finlandia ed Estonia

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Il ricordo

  1. “Il famoso ‘traghetto della figa’ sul Baltico si rivelò in realtà pieno di anziani rincoglioniti…”

 

  1. NOTTI: 4
  2. BUDGET: 490 €
  3. FATTO A: gennaio
  4. DA: 3 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Helsinki, Tallinn, Helsinki. 
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Volo Norwegian da Roma Fiumicino per Helsinki Vaanta alle 11,50. Arrivo alle 16,20 locali. A/R  168 €.

Da Malpensa, Finnair parte alle 11,25 e arriva alle 15,30. A/R 210 €.

Avvicinandosi con l’aereo a Helsinki, si nota che tra Finlandia e Repubblica Centrafricana ci sono delle differenze.

Si atterra (sulla pista ovviamente).

Dall’aeroporto fino alla stazione centrale di Helsinki c’è il bus n. 615. Parte ogni quarto d’ora.

http://aikataulut.reittiopas.fi/linjat/en/s615.html

Costa 4,5 €. Parte dal Terminal 1 alla piattaforma 2 e impiega tre quarti d’ora fino a Rautatientori. Sembra il pezzo di ricambio di un’automobile, ma è la piazza della stazione.

La stazione ferroviaria di Helsinki è famosa in Europa per quanto è bella. Va visitata.

Domanda: “come si visita una stazione ferroviaria?”

Risposta: “entri, ti fai un giro per i binari, ti guardi intorno, poi riesci…”.

E in fatti si fa così. Dentro è pulita e fuori con statue, campanile e arco d’ingresso, fa effetto. Bravi Finlandesi. Bella.

Si approfitta per prendere una mappa della città all’ufficio informazioni.

Ci sono posti più economici di Helsinki e non è necessario vivere in Ciad per poterlo dire. Ricorrere agli appartamenti è una buona idea.

La sede di Huoneistohotelli Citykoti Oy sta in Malminkatu 38. È quella con le tende esterne. L’appartamento Malminaktu 32 è praticamente attaccato. Katu vuol dire “via”, ma si poteva pure non dirlo.

http://www.citykoti.com/en/index.php

È fico, ultrafunzionale e sembra di stare a Helsinki. Infatti.

Per arrivare a Malminkat una persona quasi sveglia ci mette un attimo. Spalle alla stazione, a destra. Dritti per Simosgatan fino alla rotatoria di Kampintori. È 1 km circa. La strada dritta davanti è Malminkatu.

Altrimenti col tram n.9 dalla stazione (il biglietto del bus dell’aeroporto è buono per 80 minuti). Stesso tragitto, 3 fermate. I tram sono quelli verdi di ferro che vanno sui binari, attaccati a un filo sopra. Tanto per non sbagliarsi…

Helsinki è una città zitta. Si parla poco. Pulita come il bagno di casa, è nordica e dell’est insieme. I Finlandesi infatti, non sono Scandinavi (vedi altri viaggi in Finlandia su questo sito).

“E che vuol dire?” si potrebbe chiedere

“Non vuol dire nulla. È così e basta” si potrebbe allora rispondere.

In realtà vuol dire che Helsinki è minimalista e a sprazzi ha dei riflussi di quasi socialismo. I tram, la gente, gli spigoli grigi: tutto è essenziale. È strana e ha un fascino tutto suo.

Cena da Konstan Molja: è al 14 di Hietalahdenkatu, una perpendicolare di Ruoholahdenkatu, 400 metri alle spalle dell’appartamento.

http://www.kolumbus.fi/konstanmolja/

È un ravintola (non è un animale, vuol dire “ristorante”) con menu fisso a buffet a 18 €. Cucina tradizionale finnica.

Poronkäristys (renna arrosto) e marinoituja sillejä ja silakkaa (aringhe marinate), notevoli.

Eccellente e ci si sfonda. Eccellente sul serio.

Vicino al ristorante c’è una via che si chiama Porkkalankatu: è una delle tante parole finlandesi che fanno ridere. Il finlandese è una lingua uralica, come l’ungherese e l’estone infatti, come con l’ungherese e l’estone, non si capisce una sega. A sentirlo sembra asiatico. Nulla a che vedere con le lingue scandinave (che non si capiscono lo stesso però…).

Per smaltire la cena c’è il Kaarle XII. Sembra un palazzetto d’epoca ma in realtà è quello che si potrebbe definire bar-disco-pub-ristorant-night-live music-dance-locale.  Non si capisce. Però è pieno di gente che si diverte. Si beve con 15 € e si passa la sera. Sta in Kasarmikatu 40, attaccato all’Hotel Rivoli, in pieno centro. Un quarto d’ora dal ristorante, facendo tutta Lonnrtosgatan.

http://www.kaarle.fi/

Colazione da Cafe Picnic in Fredrikinkatu 61.

http://www.picnic.fi/

Sta sullo spiazzo di Kampintori a 200 metri da casa, verso il centro.

6 € per caffè lungo e korvapusti, un tortino di cannella.

Verrebbe da dire “mortaccivostri…” ma siamo in Finlandia e non al bar sotto casa. Si può capire.

Il posto va tenuto presente anche per pranzo.

In Finlandia stanno in fissa con le zuppe. In ogni bar, ristorante, take away, caffè… eccetera, c’è la zuppa del giorno. Sempre diversa: di pollo, cavoli, piselli, rape, patate rosse, cipolla...

Si va in Estonia.

Essendo l’Estonia dall’altra parte del Golfo di Finlandia è necessario andarci via mare, quindi con la nave.

Domanda “Dove si prende la nave fra Helsinki e Tallinn in Estonia?”

“Al porto, ovviamente”.

Il terminal di Tallinnk Silja è il Länsiterminali (West Harbour). Con la Tallinnk Silja Line andata e ritorno, 62 €. Parte alle 13,30 (Nave Star) e arriva alle 15,30 a Tallinn.

http://www.tallinnksilja.com/en/web/int/helsinki-tallinnn

Bisogna fare attenzione perché l’Olympia Terminal (più vicino al centro) serve le navi per la Svezia. Sbagliare porto sarebbe una cazzata abbastanza grossa.

Si prende il tram 9 a Kampintori. Biglietto dal tramviere a 2,70 €. Dalle macchinette a 2,20 €.

Cinque fermate e si arriva al porto. Facilissimo.

Gli imbarchi stanno al primo piano, vicino ai check in.

A questo proposito va detto che nel Grande Libro delle Cazzate del Nord, c’è anche la storiella dei traghetti del Baltico, pieni di quella che per usare un latinismo, si chiama figa. Non è vero. È pieno di famiglie, di anziani e soprattutto di Finlandesi che vanno a comprare gli alcolici in Estonia perché costano meno.

La nave ci mette due ore e mezzo per Tallinn. Il mare in mezzo è nero, come diceva Lucio Battisti. È il Baltico del resto, non Capocotta. E comunque a Capocotta se non è nero è marrone…

Tallinn è la capitale dell’Estonia. Se non si era capito finora, è abbastanza grave. Già dalla nave si vedono i campanili a cilindro e si intuisce che è una città medievale eccetera eccetera...

L’Estonia è il più a est e il più “russificato” dei tre Paesi Baltici, in virtù dei molti nativi di origine slava (il 30%). Fino al ’91 parte dell’odiata URSS, ha iniziato la marcia verso Occidente, entrando nel 2004 nella UE  e nella NATO (vedi viaggi in Lettonia e Lituania e in Bulgaria). Usando un espressione lappone si può dire che i rapporti con i Russi, sono un po’ di merda.

Si scende al Terminal D, distante 1 km e mezzo a piedi dalla Piazza del Municipio, cuore della città vecchia. Basta orientarsi col campanile di Sant’Olav e andare verso il centro. Anche se d’inverno con la neve e il buio si può fare tranquillamente senza taxi (Tallinnk Takso gialli e Tulika takso, bianchi).

Si percorre tutta Uus (ognuno, le vie, le chiama come vuole…) dentro la città vecchia, fino a girare a destra per Bremeni Kaik, il vicolo con l’arco. Si segue Vene a sinistra e dopo 400 metri si gira per Suur-Karja. C’è un improbabile Ristorante Pulcinela d’angolo; non si può sbagliare.

Al civico 10 c’è l’hotel Old Town Maestro’s.

http://www.maestrohotel.ee/en/

Fa offerte di continuo. Una doppia con colazione viene 48 €. A fianco c’è il Nimeta bar, pub molto in voga. Ci sono pure un paio di night club per puttanieri di basso rango.

Facendo la strada dal porto all’hotel praticamente si vede mezza Tallin: vicoli medievali, ciottoli medievali, ristoranti medievali, pub medievali, negozietti medievali. Se non è chiaro, Tallinn è medievale.

Per avere un’idea di Tallinn, basta immaginare Bratislava.

“Ma io a Bratislava non ci sono mai stato…”

Allora è sufficiente immaginare alcuni angoli di Cracovia.

“Ma io Cracovia non la conosco…”

Allora basta figurarsi il centro di Praga.

“Ma io non sono stato nemmeno a Praga”

In quel caso te devi da’ una svejata e cominciare a viaggiare...

In generale comunque, Tallinn è medievale con più marcata presenza polacco-nordica e tedesco-anseatica (si chiamò Ravel, in tedesco, per un periodo): case da fatina, finestre a quadri, lettere gotiche nelle insegne. L’impronta di 70 anni di comunismo si vede solo in periferia.

A Tallinn si cena sul presto. Alle 22 le cucine chiudono.

Cena da Wirulane in Pikk 41. La via parte da Raekoja Platz (la piazza del Municipio). Il ristorante sta vicino a un negozietto che vende cazzate per turistardi.

Da sottolineare il Pirukas (carne pasticciata con cavolo),  il Verivorst (salsiccia con pancetta), il Suitsukala (pesce affumicato), il Sult (maiale) e le Spratti (sardine) e birra. Cena ipercalorica con 18 €.

Dal 2011 in Estonia c’è l’Euro: è bello sapere che le cazzate non si fanno mai da soli... Anche se non più come una volta, Tallinn però è ancora molto conveniente. Come sempre, bisogna evitare i trappoloni per turistardi.

Al proposito ricordiamo che se d’inverno il turistardo arranca, d’estate con le navi da crociera, impazza. Tallinn è meglio vederla col freddo insomma…

In Estonia c’è ottima birra: Saku, Viru e A. le Coq sono le più diffuse. Prezzo medio sull’1,50 €. Birrerie ovunque.

Per passare la serata si va al Club Hollywood, locale più gettonato dai Tallinnesi stessi.

http://clubhollywood.ee/

Sta a Vana Posti, la prima a destra uscendo a destra dall’hotel. L’ingresso, dietro la fontana, sembra una banca, ma è pieno di gente e le Tallinnesi non sono le più brutte del mondo. Lo diciamo per onor di cronaca…

Colazione e poi via. Raekoja Platz col municipio e la farmacia più vecchia d’Europa. D’inverno c’è l’albero di Natale e il famoso Jõuluturg, il mercatino.

Ci sono luoghi dove i mercatini di Natale hanno un senso. Tallinn è uno di questi. Le bancarelle con gli addobbi e l’albero in Raekoja Platz, sono fiabeschi per davvero. Soprattutto col gelo. Se c’è la neve, l’effetto è indescrivibile.

Dalla Pikk (la via del ristorante) si torna fino a Toompea, la collinetta che domina Tallinn, con la Cattedrale Aleksander Nevski (non è quella di Sofia in Bulgaria; vedi nel sito). Gli Estoni, che hanno risentito dell’influenza russa più di Lettoni e Lituani, sono in maggioranza ortodossi. La Cattedrale infatti è ortodossa.

Su Toompea ci sono il Duomo (Toomkirik), la piazza Patkuli con vista sui tetti e il Parlamento.

Per pranzo si può provare a scaldarsi con caffè e torta estone al reval Café. Sta in Vene 1 (se venisse in mente “hanno proprio dei nomi di merda le vie estoni…” non ci sarebbe molto da controbattere).

http://www.revalcafe.ee/

Pochi euro.

Poi altro giro in città, in Katariina käik (vicolo con passaggio ad archi) tra Müürivahe e Vene, prima che il freddo prevalga.

Per la sera polpette di cinghiale (hanno anche l'orso estone e la renna) e birra, al Kalle Kusta. Sta in Viru 21 a 300 metri dall’hotel, subito dietro la torre. 18 €.

http://www.kallekusta.ee/eng/indx.php

In alternativa c’è Ratskaevu 16, che guarda caso sta in Rataskaevu 16. Guardando gli archi nella piazza del Municipio ci si arriva da Dunkri, il vicoletto a destra. 24 €.

https://www.facebook.com/Rataskaevu16

Per digerire c’è il Vana Tallinnn, il liquore nazionale che sa di amaro, limone e cannella.

Sera al Nimeta bar, sotto l’albergo. È quello con le bandiere fuori ed è ben frequentato.

http://www.nimetabaar.ee/english.html

Per bere partono sui 20 €.

Colazione, tanti baci in hotel e ritorno a Helsinki.

Stesso percorso che all’andata.

Nave Europa dal terminal D alle 13. Arriva in Finlandia alle 16,30.

Tallinnn è bellina davvero. Gli Estoni non sono la simpatia a prima vista, ma la città è un amore.

Biglietto sul tram n. 9 e di nuovo al Citykoti in Malmenkatu.

Cambia nazione, cambia bandiera, cambia lingua… il freddo fa cagare sotto lo stesso però. Molto bello.

Ormai girare per Helsinki è come stare a casa.

Non c’è tempo per visitare la Suomenlinna, la fortezza della città. C’è tempo però per fare giri sulle Esplanadi (vie principali del centro) fino a Senaatintori, la piazza con la scalinata e la Cattedrale luterana e Kauppatori, la piazza col mercato sul porto.

Per evitare di spendere soldi nei ravintola si opta per i grassi di Elmo Sports & Grill.

Uscendo da Malmenaktu per Salomonkatu, sta dopo la rotonda a sinistra. Con 15 € si mangia.

http://www.elmobaari.fi/

Per fare gli stronzi fino in fondo sennò, al 14 di Arkadiankatu, ci sarebbe l’Atelje Finne.

http://www.ateljefinne.fi/

Dall’appartamento sono meno di dieci minuti a piedi. Stiamo sui 40 € a testa.

Da ricordarsi che päivän liharuoka è il piatto di carne del giorno e che con perunat non si parla di quantità ma di patate.

Evitando l’Arctic Bar da turistardi  in Yliopistonkatu 5 (ingresso 10 € più guardaroba e non vale la pena), si torna in pieno centro intorno alla stazione.

In Mannerheimintie 22, uscendo dalla stazione a destra, c’è l’Mbar. Va molto. Ideale per spendere gli ultimi 20 € e vedere la Helsinki che si diverte (più o meno).

http://mbar.fi/

D’inverno la gente per strada sparisce rapidamente. Qualche ubriaco e qualcuno con fame chimica gira nei chioschi intorno alla stazione.

Si va a nanna.

Per tornare in Italy non si può bucare il bus 615 delle 6,40 che parte da Rautatientori. Nel freddo, nel buio e nel sonno, si arriva (biglietto sempre 4,5 €) in mezz’ora.

Dall’aeroporto di Helsinki si vola KLM alle 8,30. Arrivo a Fiumicino alle 11.

Per Malpensa, Finnair parte alle 8.05 e arriva alle 10,10.

Helsinki è rigida, spigolosa, carina, ordinata, dura e originale.

Da vedere assolutamente, come Tallinn.

 

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