Francia, Normandia

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Il ricordo

  1. “Con quello charme tutto francese ci appariva come la maison du bon ton. Osservando bene, equivaleva a un nostro ‘Gigi lo zozzone’…”
  1. NOTTI: 4
  2. BUDGET: 450 €
  3. FATTO A: marzo
  4. DA: 3 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Parigi, Honfleur, Deauville, Sword Beach, Juno Beach, Gold beach, Omaha Beach, Utah Beach, Cherbourg, Grandcamp-Masy, Etretat, Rouen, Parigi.
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Volo A/R easyJet Roma Fiumicino-Parigi Orly alle 9,45. Costo A/R  91 €. Arriva a Orly Sud alle 11,50.

Da Milano easyJet costa anche meno, parte alle 13,05.

Noleggio auto seguendo le indicazioni. Prenotato on line a 29 € al giorno per una Twingo.

Sulla rampa si segue l’indicazione per la A106 (poi diventa A6) diretta a Parigi centro; chi dice che il traffico c’è solo a Roma o sulla tangenziale di Milano, dice una stronzata. Di mattina, l’anello che circonda Parigi (in codice Raccord Anulèr, ma in realtà si chiama Périphérique…) è ad alta intensità. È la parte più difficile del viaggio, perché le strade si sovrappongono arrivando a otto corsie nella stessa direzione. Basta una cazzata e si arriva in Belgio. Dopo alcuni km in senso antiorario, ci sono i cartelli azzurri che indicano la A13 per Rouen.

In Francia i cartelli azzurri indicano le autostrade, quelli verdi le statali: il contrario dell’Italia. Per i pedaggi delle autostrade è bene avere con sé monete o carta di credito, perché a volte le banconote non sono accettate. Chi si aspetta la scritta Bon voyage sul display, rimane deluso: si dice Bonne route.

Ci vuole più di mezzora per uscire dall’anello e puntare verso nord ovest, oltre Parigi. La A13 si chiama Autoroute de Normandie. Domandare "chissà dove porta questa strada..."  è da coglioni quindi...

Superate le indicazioni per Boulogne Villancourt, Versailles, Aubergenville, si esce per pranzo a Bachelay-Mantes-la-Jolie: sulla destra dell’autostrada c’è la prima rotonda con un certo Courte Paille, ristorante di campagna per famiglie.

www.courtepaille.com/

Il menu fisso è di 13 € e sembra abbastanza francese, ma si può fare meglio. Si passa sotto l’autostrada; essendo chiusa la boulangerie a Bachelay (è viola, attaccata al cafè La Gallia) si entra all’Auchan seguendo le rotonde e le indicazioni; si comprano formaggi francesi e baguette per 7 € a testa. Si mangia vicino ad un prato con gli sportelli aperti, tra pane morbido e formaggi morbidi, sentendo l’odore reale della Francia. Caffè al La Gallia, che in quanto a storia, dovrebbe aggiornarsi. Ils sont fous cex français…

Si punta a Honfleur sull’estuario della Senna, oltre Rouen. Il pedaggio complessivo, sommando i vari stop, arriva a circa 21 €.

La Normandia interna è una Francia speciale: sembra Farmville su Facebook. Girando per la campagna, si notano cartelli con chambres d’hotes (i Francesi giustamente non dicono bed & breakfast) e casolari da manuale. Il verde è verde sul serio e c’è odore di buono dappertutto (non di rado anche di cacca). Fiori e rotonde, rotonde e fiori. Legoland al confronto sembra Calcutta.

Nella provincia francese le rotonde sono ovunque. Sono perfette per smistare il traffico evitando congestioni e paraculi che passano col rosso. La cura dei giardini che le circonda è una bellezza tutta francese. Bisognerebbe imparare.

Bella la Francia del Nord. Come il resto del Paese d’altronde, va detto.

Si entra a Honfleur, con una rotonda... stavolta, seguendo le scritte per Centre Ville. Si costeggia il porticciolo (famoso al mondo) e si prende a sinistra Cors Albert Manuel uscendo dalla cittadina verso l’interno. Per sbagliare bisogna essere proprio deficienti.

Dopo la rotonda, dritti e sulla sinistra c’è l’Auberge de la Claire, struttura in legno con balconata.

www.aubergedelaclaire.com

Una doppia viene 60 €. Non è Versailles ma considerando i prezzi della zona, è la migliore possibile.

Si gira per il paesotto. Dire che a Honfleur si trova facilmente parcheggio è la classica fregnaccia. Con un po’ di fortuna però, lungo il viale principale, ci si riesce. A pagamento ovviamente. Le macchinette per i biglietti sono ben visibili.

Honfleur non è bella, di più. È un velo di confetti colorati. Un pasticcino elegante. Dall’area pedonale di Quai Sainte Catherine si vede il riflesso delle case sullo specchio d’acqua del porticciolo. Quai saint Etienne, la sponda di fronte, chiude un vicolo con un pub e uno scorcio per fotografie da copertina. Honfleur non è una città: è un quadro. Non è un caso che Monet fosse di casa…

Si scorrazza per San Leonardo, Santa Caterina e tutte le vie franco-normanne. Notevole il mercato della frutta, incastonato tra casette normanne da Presepio in costume.

Come si può intuire la Normandia, fiore all’occhiello della nazione francese, ha caratteristiche sue proprie, irripetibili in altre regioni. I Normanni hanno influenzato storia, lingua, costumi e architettura della zona. Si chiama Normandia infatti…

Cena da Le Hamelin a piazza Hamelin, sulla via che risale dopo Quai Sainte Catherine. Bisogna fare il giro da dentro oppure fare come Jean Paul Belmondo nei noir francesi e forzare l’area pedonale.

www.lehamelin.com

Vanno per la maggiore cozze, zuppe di pesce, le Cidre e il Calvados, distillato del sidro stesso. Rapporto qualità prezzo, buono. Senza fare gli stronzi si spende intorno ai 20-22 €. Dipende anche dal vino, che in Francia è un dovere. Ci sono turistardi che accompagnano le moules con la Coca Cola, ma c'è pure gente che porta i figli da McDonald, non dimentichiamolo…

Vista la giornata, si va a dormire presto.

Saluti alla reception. D’angolo fra Rue de la République e Rue de Prés (è la strada principale, dritta dall’albergo), c’è una Boulangerie Patisserie che fa anche il caffè. Per colazione è perfetta e molto francese. 5 € per café au lait et croissant. Limorté.

Via verso il mare e le spiagge famose.

Superato il mercato sopra il porticciolo, si esce dalla città tra tetti, porte e finestre da incanto. Honfleur è sullo sbocco della Senna; la Manica comincia subito a ovest.

La strada è stretta nel verde ombroso che domina ville di pietra sul mare. Col tempo grigio è un’emozione infantile. È un saliscendi continuo tra case di alto livello, misto tra british style e campagna francese. Il film The Others è ambientato sull’isola di Jersey. Come architettura siamo lì…

Si passa Villerville e si arriva a Deauville, più grande.

Iniziano i luoghi dello sbarco, lungo l'area piatta e sabbiosa che arriva in Bretagna. Con “Sbarco” s’intende Sbarco in Normandia ovviamente. Per lo Sbarco di Anzio, bisogna andare ad Anzio. Per quello a Salerno, a Salerno... e via dicendo. Ce ne sono tanti, perché agli Americani sono sbarcati parecchie volte.

I punti indicati vanno da Sword beach fino a Utah beach, nomi in codice dei punti di approdo.

Alla Normandia, hai voglia a dire no, è indissolubilmente legato lo sbarco alleato del 6 giugno 1944, il D-Day, giorno decisivo della Seconda Guerra Mondiale. Sulla terraferma c’erano i Tedeschi; a sbarcare erano tutti gli altri insieme. Il classico evento storico che non è passato in sordina, ecco...

Sword beach è subito dopo Ouistreham lungo la D514. Dopo qualche km, superati Saint Aubin e Courseulles, c'è l’area di sbarco di Juno Beach. Più avanti, a La Rivière, c’è Gold beach; poi Asnelles e si arriva e Arromanches, dove c’è un museo sulla spiaggia. Per parcheggiare vicino alla giostra sul lungomare bisogna pagare. In alternativa si mette la macchina sul marciapiede e si rimane a turno.

Tra Sante Honorine e Vierville si trova Omaha Beach, la più famosa. Ovunque, fortini in cemento o quel che ne resta.

Gli Americani pagarono un prezzo altissimo per sbarcare a Omaha. A Colleville c’è un cimitero impressionante.

Il giorno più lungo del ’62 è il film sullo sbarco in Normandia per antonomasia. John Wayne, Robert Mitchum, Henry Fonda, Richard Burton, Sean Connery, Rod Steiger, Robert Ryan… il classico cast di pippe raccomandate... Sono famosi anche i più recenti Salvate il soldato Ryan e la serie Band of Brothers.

Ovunque, lungo la strada litoranea si può parcheggiare e passeggiare sulla spiaggia, guardando il mare. Col cielo nuvoloso, senza turistardi intorno, la sensazione è strana. Strana davvero. Bisogna ritagliarsi un po’ di tempo da soli, quando si va in Normandia, senza parlare.

La D514 devia a destra verso il mare e diventa D517. Si possono visitare i bunker tedeschi con crateri e filo spinato ancora visibili. Il posto è unico al mondo.

Sono molte le gite turistiche organizzate per i luoghi dello sbarco. Obiettivamente, è un giro emozionante. I Francesi vivono la cosa in modo doppio: da una parte la gioia per il recupero dell’indipendenza dopo l’umiliazione della sconfitta; dall’altra, lo scorno per non esserci riusciti da soli. D’altronde è un dato che queste terre, così piene di storia, siano ormai leggenda anche grazie a nomi che vengono da lontano: Omaha beach, Utah beach

Ultimo tratto a ovest è Utah Beach, distante dagli altri, oltre le falesie (alte rocce a strapiombo) di Omaha Beach. I fortini di cemento e i residuati bellici sulla spiaggia fanno impressione. Si continua poi lungo la N13, superando Valognes verso Cherbourg.

Cherbourg è un porto industriale bruttino, di medie dimensioni. Si passa il centro e si continua verso ovest lungo la D45. La D901 sarebbe più breve per arrivare a Auderville, l’estremità nordoccidentale della Normandia, ma sulla D45, subito dopo Urville, ci sono dei punti panoramici sul mare non indifferenti. C’è l’Hotel Le Landemer col ristorante sul mare. Per un caffè e una bella pipì panoramica (100 metri a destra dopo l’hotel, c’è uno slargo con dei cespugli che sembra fatto apposta) è perfetto.

Altri 20 km seguendo le indicazioni per Jobourg e Auderville. L’effetto gioco di ruolo continua e il traffico diminuisce. A Auderville ci sono le case di pietra alla normanna, una scuola, un bar tabacchi e la strada che porta al faro. La strada finisce; dopo, c’è il faro e l’ultimo pezzo della Manica che ondeggia e spuma.

Ci si ferma sul prato ventoso, battuto dalle onde. Sembra Irlanda. Le parole non servono. Chi non arriva qui, non lo vede.

Si torna cercando la N13. Si sbaglia diverse volte, ma tutte le strada portano a est (per forza, visto che a ovest di Auderville c'è il mare…). D901 e indicazioni per Cherbourg. Lungo la N13, che è a doppia carreggiata e più veloce, si passa per Sainte-Mère-Eglise, paesotto famoso per l'episodio del parà americano impigliato nel campanile della chiesa (ripreso dal film Il giorno più lungo). C’è un manichino appeso, a ricordare la cosa.

Si continua indietro per 40 km.  Ancora la zona di Omaha Beach e la sabbia.

Se si salta il pranzo, presi dall’escursione, si finisce col cenare presto.

Brasserie La Marine a Grandcamp-Maisy paesino di pescatori. Sta proprio sul bivio tra Rue Briand e Rue de la Liberation. Pesce, vino e sidro per 24 €. Le zuppe e le cozze sono obbligatorie. Col tempo brutto, il posto vale tutto il viaggio e anche molto di più.

Si dorme a La Grande Copaise, un alberghetto su Rue Briand a pochi metri dal porto. Fuori stagione mette le stanze a 55 €.

www.hotel-lagrandcopaise.fr

Di fronte, proprio sulla strada, c'è L’abordage: ha un nome coglione, ma è un bar. Si compra una bottiglietta di Calvados. 12 €.

I paesini sul mare in Normandia hanno le stradine strettissime, spesso senza spazio per i pedoni. Le auto passano a stento e l’atmosfera raccolta e silenziosa rende tutto magico. È un gran bel posto la Normandia, anche nei particolari.

Una sera senza turistardi in giro, in una cittadina costiera della Normandia, con le scarpe nella sabbia, la Manica davanti e il Calvados in mano, dura una vita. Questione di testa e di sensazioni.

Colazione in hotel e via con la voiture verso est con calma. Per arrivare a Etretat con le statali, sono più di tre ore di strada, ma è bene prendersela con comodo e vedere intorno.

Si segue la N13, poi si aggira Caen ed evitando l’autostrada si prende la D675 nella Normandia profonda. Troarn è perfetto per la pausa. Entrando in paese si segue la strada principale. La piazza del Maire (il Municipio) fa angolo con un Optique (l’ottico…). In fondo a sinistra nella piazza c’è il ristorante, bar, pensione, Le Clos Normand. Ha i menu fissi da 15-18 €.

Ottima carne, ma anche formaggi, cozze, vino e sidro. Ha il sito che sembra un castello, ma è alla buona.

www.leclosnormand.com

I Francesi, grazie ad un tocco innato, riescono a far sembrare tutto più chic. Una trattoria che da noi sarebbe “Da Gigi, lo zozzone” in Francia diventa elegante.

La macchina rimane in piazza, davanti alla bandiera francese del Municipio, fino a smaltire il pranzo.

Si riprende la D675 e poi si gira verso le Pont de Normandie. È un famoso ponte che valica la Senna prima di Le Havre. È così famoso che il transito costa 5,30 €.

Giracchiando senza fretta per le verdi campagne normanne, dopo un paio d’ore, si arriva a Etretat.

Etretat è famosa per l’arco sul mare, ritratto anche da Monet. Molti artisti sono passati da qui, ma anche molti turisti. D'estate, a quanto dicono, le spiagge sono come il miele per le mosche. Più di tutti fanno impressione le falesie, grandi pareti a strapiombo sul mare. Ricordano molto l’Irlanda occidentale (vedi l’Irlanda su questo sito).

Seguendo le indicazioni per una strada stretta che s’inerpica in collina, si arriva a Notre Dame de la Garde, la cappella che domina la baia e il percorso sulle falesie stesse. Vento, strapiombi, prato, e orizzonte. Strepitoso. Ci si può tornare anche di sera col sidro il freddo e il buio.

Si dorme all’Hotel Angleterre. Sta sul discesone venendo da Le Havre; venendo da sotto invece è un salitone (e grazie...). In ogni caso, Avenue George V. Ha grandi persiane bianche sulla strada e sembra chiuso anche quando è aperto.

www.etretat-hotel-angleterre.com

65 € per una doppia.

Si gira e si trotterella. La spiaggia di Etretat ha i sassi. Si possono tirare verso il mare per ore, tanto non finiscono mai. Meglio se non c’è gente però. Non si sa mai.

A Etretat, di fraschette per mangiare la porchetta non ce ne sono tante. Lo capisce anche un cretino perché il posto è molto chic.

La Taverne des deux Augustins tipico da guida per turistardi, risulta meno peggio del previsto. Ha molte cose attaccate alle pareti e le cozze e il vino sono buoni.

www.les2augustins.com/-Le-restaurant-.html

Locali, pub e cazzate varie stanno tutti in un fazzoletto di vie, giusto intorno al ristorante a ridosso del mare. C’è anche il Casinò. Con 50 €, compresa la cena, si passa la soirée.

Etretat è una tappa necessaria per la Normandia. Bella, sobria, elegante. Davvero nulla da dire.

La signora dell’hotel è gentile e la colazione elegante: salottino con le finestre che danno sul jardin, croissant caldi, marmellate e atmosfera da lezioni di clavicembalo. Fare un rutto sarebbe imperdonabile.

Au revoir à tous e partenza per Parigi.

Seguendo le indicazioni per Rouen si passa (giustamente) per Rouen, la città di Santa Giovanna d’Arco. La Cattedrale è bellissima e monumentale. Si vede anche se uno non vuole.

Via verso sud con la campagna francese che se piove è ancora più bella. Tra paesotti e rotonde, aiuole e rotonde, tricolori e rotonde (insomma, è pieno di rotonde), la strada è tutta dritta fino a Magny, paesino a salite e discese sulla via di Parigi.

Pranzo in una via presa a cazzo: Rue Carnot. Sembra un luogo per feste di compleanno dei figli piccoli. Di domenica infatti ci sono le famiglie con i figli piccoli. Si chiama Le Calypso (con l’accento sulla o).

Con 21 € pranzo col vino della casa, il pichet de vin che in Francia non fa venire il mal di testa (vedi altri viaggi in Francia su questo sito).

Via a sudest verso Parigi.

Facendo la D14 tutta dritta e seguendo le indicazioni per il centro, incredibile incredibile… da Magny in meno di un’ora ci si ritrova a fare il giro intorno all’Arco di Trionfo, inizio degli Champs Elysées.

Con la Tour Eiffel come punto di riferimento, anche una pippa riesce a raccapezzarsi. Basta avere calma e non esagerare con la guida sportiva.

Avendo sentore che un hotel buono sta dalle parti della Metro Ecole Militaire, ci si dirige seguendo le indicazioni per Campo di Marte, che poi è proprio sotto la Torre.

In Avenue de Tourville, che parte proprio da piazza Joffre vicino alla fermata della Metro in questione, sul controviale di sinistra c’è l’Hotel Turenne.

www.hotel-turenne.com

Quando c’erano i lavori sulla facciata del palazzo costava meno, ma considerando che si sta a Parigi a due metri dalla Tour Eiffel e non dietro alla stazione di Lavinio, 90 € per una doppia con la promozione, ci possono stare. Unica cosa è che cercare parcheggio intorno, usando un francesismo, è una bella rottura de cojoni.

Comunque Paris c’est toujours Paris. Sistemata la voiture ci si rinfresca un po’ respirando l’aria di Jean Gabin e compagnia bella. Il fascino della città rimane immutato, anche tornandoci mille volte.

Giretto sotto la Torre, poi Trocadero, metro verde per Charle de Gaulle, poi gialla per il Louvre. Da lì a piedi su l'Île de la Cité, per Notre Dame…

È più facile girare Parigi con la Metro che spostare Massimo Giletti da Rai Uno. Il biglietto singolo costa ancora 1,70 €. Fa un po’ rabbia pensare che si possa vivere senza traffico e senza auto.

“bella Parigi eh?” è una frase che bisogna dire entro dieci minuti al massimo.

Cena da Virgule nel XIII° Arrondissement; è una trattoria francese tipica (anche se i camerieri sono cinesi), fuori dalla portata dei turistardi. Metro verde da Grenelle vicino l’hotel fino a Place d’Italie e poi a piedi per Rue Veronese. 30 €.

Il bar per finire soldi, serata e vacanza è il Le Connetable, nel IV°, all’angolo fra Rue des Archives e Rue des Haudriette. È un posto realmente da girandoloni. Con 20 € ci si accoda agli astanti beoni. Ci sono anche molte donne. L'inciucio non è escluso.

Ci si arriva da Place d’Italie con la Metro arancione fino a République. Lì si cambia con la marrone fino a Rambuteau. La metro chiude all’1. Il bar alle 5. Ci si regola di conseguenza.

Colazione in hotel, saluti e abbracci.

A zonzo come i Parigini, lasciando il bagaglio in macchina. Meglio non fare troppo gli stronzi però, per essere in aeroporto per le 12,30 e riconsegnare l'auto.

L’auto si riporta seguendo le indicazioni per Orly Sud. Si calcola una mezz’ora da Campo di Marte al piano sotto dell’aeroporto.

easyJet ha il check in on line, quindi subito rapidi controlli.

Volo da Orly alle 17,50 che arriva a Roma alle 19,45.

Per Milano, si torna prima.

Normandia e Parigi, 10 e lode. Sempre, sempre, sempre.

 

 

 

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Ritratto di giovannino

Voyage voyage....

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