Grecia e Macedonia

GR
MK

Il ricordo

  1. "Il lago è bello, ma dopo un po' rompe i cojoni".

 

  1. NOTTI: 4
  2. BUDGET: 280 €
  3. FATTO A: aprile
  4. DA: 4 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Salonicco, Skopje, Ohrid, Tetovo, Skopje, Salonicco.
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Ryanair da Roma Ciampino per Salonicco alle 10,15. Arrivo alle 12,55 (ora Salonicco). Costo A/R  55 €.

Da Milano Orio al Serio parte alle 6,55 e arriva alle 10 (ora Salonicco). Costi simili.

L'Aeroporto Makedonia sta sul mare. In avvicinamento si vede la città e in particolare lo stadio dell'Aris. È il tipico riferimento culturale di chi ha studiato lettere classiche.

All’uscita, autobus 78 per il centro. Biglietti al gabbiotto per meno di 1 €. Quaranta minuti e si passa per la via Egnatia, l’arteria romana che taglia la città e collega l’Adriatico con l’Egeo.

Sull’autobus, all’altezza della Torre Bianca, si chiede per piazza Aristotele.

I Greci di solito non vanno benissimo nei campionati mondiali di “Simpatia a pelle”. Si chiede più volte. Dalla via principale si scende in un’area semipedonale con dei porticati ai lati, stile centro di Livorno. C’è il mare sullo sfondo e il monte Olimpo che domina l’orizzonte. Bello davvero.

Entrando nella traversa sulla sinistra di piazza Aristotele, parallela della Egnatia, si pranza nel primo ristorante a destra. Ce ne sono diversi equivalenti, con qualche turistardo ma anche molta gente locale. 28 € per mangiare pesce fresco.

Alle 17 si arriva all’agenzia Simeonidis al civico 14 di via 26 ottobre, traversa a sinistra venendo dalla zona ristorante. Sta a dieci minuti a piedi sulla Egnatia. L’agenzia è dentro a un condominio.

www.simeonidistours.gr/tours

Il bus di trenta posti parte tutti i giorni alle 17,30 da sotto l’agenzia. Biglietto 25 €. Le impiegate dell’agenzia oscillano fra il vago e il rincoglionito, ma sono simpatiche.

Nei periodi di Pasqua ortodossa, ci sono limitazioni. È bene informarsi prima di partire o si passa la vacanza a Salonicco.

Si attraversa la regione greca della Macedonia verso nord. In un’ora e mezza si entra nella Repubblica di Macedonia o meglio FYROM (Former Yugoslav Republic of Macedonia) che è il nome ufficiale.

Quando nel ’91 la Macedonia ha dichiarato l’indipendenza, è nato il problema. La Grecia non voleva uno Stato indipendente confinante col nome di una sua regione (con capoluogo Salonicco). È come se la Svizzera si fosse chiamata Lombardia. La Macedonia per poter esistere ha dovuto prendere il nome di FYROM, acronimo inglese di Ex Repubblica Yugoslava di Macedonia. In ordine alfabetico all’ONU è infatti alla lettera F.

Il confine non è blando. Le due repubbliche non si amano e i controlli ci sono. Si esce dalla UE con un salto indietro nel tempo.

La Macedonia era la più meridionale e povera delle sei repubbliche jugoslave. Dopo l’indipendenza ha richiesto l’affiliazione alla UE, ma c’è da lavorare... entrando in Macedonia dalla Grecia, che pure non è la California, è come smontare dalla moto e salire su un mulo. C’è differenza.

L’autostrada M1 prende il nome di Alessandro il Grande.

Come spesso capita per i paesi ex comunisti, tutto quello che era dedicato a Lenin e Marx ha ripreso i nomi di prima (vedi su questo sito viaggi all'Est). La rinascita dei miti locali vale anche per la Macedonia: Alessandro Magno che infatti non era proprio uno stronzo, sta dappertutto come il prezzemolo.

Tra campagne rocciose e vallate vuote ci si avvicina alla capitale. La Macedonia sembra l’Umbria disabitata. S’incrociano auto di fabbricazione jugoslava inesistenti pochi km più a sud. Tre ore e mezza dalla partenza e arriva la periferia di Skopje. Due rotatorie e c’è la stazione dei bus.

2 € di taxi per andare dall’altra parte del fiume Vardar (l’antico Assio) al Centro Culturale della Gioventù, a ridosso del palazzo della TV di Stato. A piedi sarebbe un attimo.

Per dormire, 13 € a testa. Spartano è dire poco, ma a Skopje il lusso è fuori luogo e gli hotel di medio livello scarseggiano. Sostanzialmente è un ostello, con camerate o stanze più piccole a scelta. Bagno in comune.

Per cambiare gli euro in dinari macedoni c’è un ufficio sempre aperto nel centro commerciale dall’altra parte del fiume.

Si attraversa la strada e proprio sull’argine del fiume si cena al Kej. Quelli del posto lo raccomandano. Se ci vanno anche le coppie fighette macedoni allora ci siamo proprio tutti...

Più di 15 € per uno è impossibile anche mangiando e bevendo tanto.

www.restorani.com.mk/restoran.php?restoran=21&language=2

La cucina macedone è pesante come tutte quelle balcaniche. Buona però.

Chi va in Macedonia per mangiare l’impepata di cozze, ha sbagliato posto. La cucina è continentale, come il Paese del resto. Terrine di carne, sughi speziati e patate stanno ovunque. Molto peperoncino e formaggi. Il colesterolo raramente scende sotto i 300. Nella zona del Lago di Ohrid però si mangia anche pesce.

Si gira verso il centro lungo il fiume, sulla sinistra. Dallo stesso lato del ristorante a 600 metri c’è il lato occidentale e istituzionale, con piazza Macedonia. Sul lato destro c’è la città vecchia dall’architettura ottomana e a prevalenza islamico-albanese.

Skopje è una sorpresa piccola e bella. La città vecchia sembra Sarajevo (vedi Bosnia nel sito). Balconi di legno a loggia in stile ottomano, vialetti di ciottoli, caffè, botteghe, uomini seduti, minareti che sbucano come missili verso il cielo. L’impronta turca si vede.

Su piazza Macedonia, centro di Skopje, si erge la statua di Alessandro Magno su cavallo rampante. Anche se fatta da un italiano, è molto kitch. Altri edifici nuovi sono in stile neoclassico-nazional-retorico; sembrano tutti di gesso, compreso l’Arco di Trionfo alle spalle della statua.

Sotto la statua c’è una fontana con luci colorate e getti d’acqua a tempo di musica sparata ad alto volume. Non è Oxford, ma ha un suo fascino.

Al culmine della piazza parte il ponte di pietra, che conduce alla città vecchia. È il simbolo di Skopje. Ci si passa la sera.

La colazione al Centro Culturale non è prevista. Forse non la fanno nemmeno loro.

Caffè e dolce locale al primo bar sulla sinistra di via Nikola Kijusev, venendo da piazza Macedonia. Ci si può sedere all’aperto sul marciapiede sotto gli  alberi. Siamo sui 2 € per stare larghi.

Facendo il giro, al n. 9 di Boulevard Ilinden c’è la Sixt per noleggiare un’auto.

Per due giorni 80 € totali. I Macedoni sono flessibili e ospitali. Ci si mette d’accordo su tutto. Con la macchina, basterebbe un supplemento per entrare in Kosovo (25 km da Skopje); per l’Albania nessun problema.

Autostrada M4 direzione Tetovo. Uscire da Skopje è facile. Ci sono più cartelli che strade. Il Kosovo è a pochi km sulla destra, oltre le montagne più vicine.

L’autostrada si paga di tanto in tanto per tratte prefissate. Pochi dinari.

Dopo mezz’ora, superata l’uscita di Tetovo si procede per Gostivar, sempre sulla M4. Autostrada deserta e povertà in aumento. La strada diventa a due corsie senza spartitraffico e cominciano le montagne.

La zona a ovest della Macedonia è abitata da Albanesi di fede islamica, circa un quarto della popolazione. La maggioranza del Paese invece è slava e cristiana ortodossa. Tra Slavi e Albanesi tira brutta aria da otto secoli (vedi  viaggi in Serbia e Kosovo). La Guerra del Kosovo del '99 lo spiega: i Kosovari (di etnia albanese) cacciati dai Serbi, si riversarono in Macedonia creando emergenza umanitaria. A seguire le bombe della NATO (vedi Serbia su questo sito).

Nel 2001 scoppiò pure la guerra civile tra Macedoni di etnia albanese e governo centrale. Alla fine è rimasto tutto com’era e l’idea di una Grande Albania si è essiccata al sole.

Nei villaggi occidentali della Macedonia ci sono bandiere albanesi, non quelle macedoni. I vecchi in giro indossano coppoline non molto diverse da quelle da netturbino alla Fantozzi… (vedi Albania e Kosovo in questo sito).

Fisicamente l’etnia albanese è distinguibile: fisici più piccoli e brevilinei. La passione per le scarpe di coccodrillo finto e le cinte bianche invece è bipartisan: vale anche per molti Slavi.

Si procede su strada sbrecciata tra tornanti a ridosso della riserva di Manrovo. La M4 si inerpica tra boschi fitti.

Caffè e pipì a Kolari: quattro case e un bar per camionisti che fa un ottimo caffè turco. Ruba un po’ perché costa 1 €, lo stesso prezzo di Piazza Navona...

Passato il valico, si torna fra colline più dolci. La strada percorre Kicevo, villaggio con due principali caratteristiche: povertà e case brutte. Benzina alla periferia ad una stazione gialloblu, non identificata.

Si risale verso villaggi albanesi diroccati e poi, tra monasteri ortodossi isolati e venditori di miele, tornano pianura e bosco. Se la Macedonia fosse Toscana, sarebbe tutta un agriturismo.

Dopo i villaggi di Botun e Trebenishta, sulla destra si vede l’aeroporto San Paolo di Ohrid. Poi le sponde del lago.

Ohrid (Ocrida in italiano) è una perla sul lago, di Orhid appunto… che giace come una piccola città di mare.

Famosa per gli incontri al vertice (Tito, Milosevic, Tujman, Karadzic, l’ONU, la UE… ci sono venuti tutti) è conosciuta come meta chic.

Al Dalga, proprio sulla riva, si mangia con 15 € un’ottima trota alla griglia, una zuppa locale e il vino bianco, orgoglio del posto. La trota di qui è famosa.

Il lago mette tranquillità. D’estate è preso d’assalto, ma rimane delicato e pulito, lontano dal resto della Repubblica. Si può arrivare fino al castello dello Zar Samuele inerpicandosi per i vialetti che danno sul lago. La sponda montuosa di fronte è Albania.

Con la macchina si segue la sponda verso sud. In mezz’ora c’è Pestani, dove la strada sale per il villaggio di Trpejca. Dopo alcune curve strette si raggiunge Sveti Naum (Santo Naum).

Il monastero ortodosso dedicato al Santo del nono secolo, è una meraviglia. Sorge a uno sputo dall’Albania e fa da sentinella ad un confine culturale. Come spesso capita con i monasteri ortodossi, è il baluardo dei popoli slavi, in contrapposizione alla cultura turco-islamica. Anche l’alfabeto cirillico ha questa funzione. Il Panslavismo, dalla Russia all’Adriatico, fa leva proprio su questo.

Una sassata ai pavoni del giardino che fanno gli stronzi e birra nel campeggio oltre il perimetro del monastero: comprese le sassate, sono 2 €.

Intorno c’è la sorgente del Fiume Drim Nero che poi risbuca dopo il lago di Ohrid. Come tutti i fiumi dei Balcani potrebbe raccontare molti cazzi di queste terre martoriate: il Neretva, la Sava, la Drina, il Vrbas, il Bosna, il Morava, l’Iskar, l’Ibar, il Vardar… lo stesso Danubio. Per ogni goccia d’acqua, millenni di morte, di onore, di sangue e di Storia.

A Ohrid si cena a Kaneo; ci si arriva camminando sulle passerelle sul lago. Scivolare e cadere in acqua non sarebbe grave, ma comunque da coglioni.

È davvero un bel posto. Frittura per 5 € a un metro dall’acqua. Fuori stagione c’è poca gente.

Sopra c’è Sveti Jovan Kaneo (San Giovanni Kaneo), chiesa spettacolare a strapiombo sul lago. Entrare di nascosto nel sito archeologico adiacente per non pagare il biglietto è rischioso perché i custodi si fanno girare le palle facilmente.

Si dorme all’hotel Tino sul lungolago Maresciallo Tito. Fuori stagione si dorme con 20 €. Finestre sul lago.

www.hoteltino.com.mk

Gita al castello per smaltire la colazione in hotel. Si ripercorre la M4 a ritroso.

Si va sparati oltre le montagne, tra buche e asfalto che sembra bombardato. Quando l’autostrada torna a due carreggiate si cerca l’uscita per Tetovo.

Tetovo è a maggioranza albanese e fu il principale centro del separatismo nella guerra civile del 2001. Che non sia Saint Tropez si vede subito. Noi girandoloni non vogliamo sostenere la tesi che la definisce una città di merda, però non ci sentiamo nemmeno di escluderla a priori.

La mappa non è affidabilissima; salta due via su tre. Ma parlano tutti italiano e questo rende tutto più facile.

Tetovo è la capitale dell’abusivismo e dei fagioli. Quelli bianchi sono famosi in tutti i Balcani (vedi nel sito i viaggi a Belgrado). Al Kaj Stole una terrina di quelli piccanti con carne e sugo costa meno di 3 €.

Passeggiata e poi si torna a Skopje per riconsegnare la macchina.

Altra terrina con carne d’agnello stufato e fagioli e Skopsko Pivo (la birra del posto) nel cuore della Carsija (città vecchia).

Giro di rakia al Temov nella parte alta dell’antico centro. Per capire cosa è la rakia bisogna leggere gli altri diari di viaggio nei Balcani su questo sito.

Skopje è tutta in mezz’ora. Si gira tranquillamente. 

La mattina si tratta con un tassista (meglio farlo il giorno prima tramite reception).

Con 120 € complessivi è disposto ad arrivare a Salonicco. Per lui è uno stipendio, per chi viaggia è una soluzione (conviene solo in tre o quattro persone). Conti alla mano costa come il bus che però partirebbe all’alba.

Si parte a pranzo. Strada a scendere verso la Grecia nelle campagne verdi e aspre dell’andata. Al confine si dà il cambio con un suo amico che vive a Salonicco. C’è molta tenerezza in questo…

Nel pomeriggio ci si ritrova ancora in via Egnatia, davanti alla stazione dei treni.

Rex hotel davanti alla stazione per 18 € a testa.

www.rexhotelthessaloniki.gr

Da molti anni manca il premio Hotel più pulito e accogliente in città, però fa comodo.

Giro sul lungomare. Cena di pesce ancora nella traversa a sinistra parallela della Egnatia su piazza Aristotele: 30 €.

Poi passeggio e drink lungo la Nikis, che se non fosse stretta sembrerebbe Via Caracciolo a Napoli.

Si dorme.

Un tè ancora sul lungomare col monte Olimpo davanti e la Torre Bianca di fianco. Tra Greci che passeggiano nella crisi, si fa il tempo per tornare in aeroporto.

Il 78 ci mette sempre mezz’ora.

Un volo Ryan delle 14,40 arriva a Roma alle 15,25 (ora italiana).  Quello per Orio al Serio c’è alle 10,50 e arriva alle 12 (ora italiana.).

Ci sono popoli europei antichi, belli e dimenticati. Macedoni e Greci sono europei, forse più degli altri.

 

Commenti

Ritratto di Franco

Ciao, io vorrei visitare la macedonia e fare un po' di mare in 10 d'estate. Ho visto i voli per skopje ma sono costosi. Cosa mi consigliate?!
Ritratto di Giampiero Venturi

Salonicco e bus come da scheda. Poi ritorno a Salonicco e auto a nolo verso est. Cerca le schede sulla Grecia. Vedrai, non spendi una lira ed eviti le scimmie ammaestrate. Un abbraccio!
Ritratto di ondina

Gran bella descrizione. E' come esserci stata.

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