Irlanda

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Il ricordo

  1. “Attraversando la strada, guardò prima a sinistra; esordì dunque con una figura di merda…”

 

  1. NOTTI: 5
  2. BUDGET: 430 €
  3. FATTO A: gennaio 
  4. DA: 4 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Dublino, Kinnitty, Birr, Galway, Cliffs of Moher, Liscannor, Limerick, Tipperary, Cahir, Cashel, Kilkenny, Dublino.
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Volo Ryanair Roma Ciampino-Dublino 20,30. Costo A/R 75 €.

Da Milano Ryanair parte da Orio al serio alle 16,45 e arriva alle 18,25. Di solito per i fine settimana, costa poco di più. Arrivo (ora Dublino) alle 22,50.

All’uscita dell’aeroporto si prende il bus 747 espresso per il centro (venti  minuti 6 €) oppure il 41c (tutte le fermate, quaranta minuti, 1,5 €).

Si chiede per Gardiner Street Lower, la via dei B&B  a ridosso del centro. Gli autisti irlandesi sono simpatici e rispondono alle domande. Se poi capita uno stronzo, non è colpa nostra.

Scesi a Low Gardiner street si fa attenzione ad attraversare la strada: si guarda prima a destra poi a sinistra. Non è Low Gardiner street il problema, ma le macchine che viaggiano sulla corsia di sinistra.

Molti B&B.

www.townhouseofdublin.com (doppia in bassa stagione 50 €).

Prima che chiuda una birra al Celt pub  a un minuto di distanza, appena imboccata Talbot Street. È un po’ sporco ma tipico: non il pub irlandese di casa nostra.

www.thecelt.ie

Irish breakfast leggera leggera e check out. Con la mappa della reception si segue per Lombard street 26 al Thrifty, noleggio auto. Ci vogliono dieci minuti a piedi.

A piedi si passa il Liffey. Generalmente muoversi per Dublino la mattina è facilissimo. Anche di pomeriggio però. Da ricordarsi guanti e cappello perché a gennaio il freddo spinge.

La regola del “guardare prima a destra poi a sinistra” sui Quay lungo il fiume vale poco: se c’è il senso unico da sinistra, si muore il primo giorno.

Camminare tra le case dai mattoncini rossi è un piacere.

Per il noleggio auto, tramite internet si risparmia tra il 10 e il 20%.  Basta andare su www.rentalcar.com.

Costo medio approssimativo sui 30-35 € al giorno.

Alcuni accorgimenti per superare il blocco psicologico di guidare a sinistra (quindi col volante a destra):

  • Tenere la mano sinistra sulla leva del cambio durante la guida per evitare le gomitate allo sportello.
  • Usare gli specchietti laterali. Quello centrale non esiste per almeno due giorni.
  • Seguire il flusso di auto imitando gli altri. Se gli altri fanno cazzate, desistere.
  • Agli incroci e quando ci s’immette nel traffico, guardare prima a destra e poi a sinistra. Deve essere buona la prima però…

In genere è sufficiente andare piano per i primi km. Dopo il primo sorpasso si possono fare anche i testacoda. La guida in Irlanda è comunque facilitata dallo scarso traffico e dagli altri automobilisti. Il vero problema è per gli Irlandesi che guidano in Italia...

Da Lombard street, si gira a ferro di cavallo e si torna lungo il fiume. Sempre dritti fino a cartello per la M5.

Le autostrade in Irlanda sono tranquille e comode. Il sistema di pedaggio segue la regola detta del “un po’ a cazzo”. Quando meno te lo aspetti arriva il casello (necessaria moneta a disposizione). Quando te lo aspetti invece non c’è.

Scritte blu per autostrade, indicate con M. Scritte verdi per superstrade, indicate con N.  Scritte bianche per strade minori, R per le regionali, L per le locali. Sotto alle locali si va per prati.

Uscita per Tullamore. Possibile tappa per caffè. Si seguono le indicazioni per Kinnitty rotatoria dopo rotatoria. C’è un pub nel piccolo centro.

www.giltrapspub.com 

È così tipico che ci si ferma per forza.

In inverno spesso chiude a pranzo. Nel caso, si prosegue per Birr.

Non prendere da bere a Birr è una contraddizione. Si può pranzare al Dooleys Hotel

www.doolyshotel.com.

C’è un ottimo ristorante-pub. Molte persone al tavolo da sole: è una cosa bella che indica civiltà.

Birr è un paesino carino col castello famoso:

www.birrcastle.com

Ci si perde per le strade locali seguendo le indicazioni per Galway che in teoria, da Dublino è meno di tre ore di autostrada. Meglio le strade di provincia.

Campagna irlandese, campagna irlandese, campagna irlandese…

Con la guida a sinistra nelle strade locali bisogna andare piano: le carreggiate sono strettissime. Meglio sciolti che scioltissimi.

Galway è una città di mare medio grande. Ci si avvicina col traffico e i semafori.

Aggirando Eire square si segue la salita per College road. Al numero 23 c’è il B&B Four Season di Edy Fitzgerald. Simpaticissimo lui e buona la colazione.

4season@gofree.indigo.ie

Se venisse in mente “adesso giro per la camera, nudo col pisello di fuori” è bene sapere che le camere danno sui giardini dei vicini e le tende sono trasparenti.

Di sera, camminare per la zona pedonale di Galway è un piacere. Ci sono molti pub con musica tradizionale dal vivo. Basta andare per la zona a orecchio. Cena da McDonnagh da non confondere con la catena di fast food.

www.mcdonnaghs.net

È famoso per il pesce fritto: il lato sinistro è un fai da te con cartocci di pesce vario; nel lato destro c’è il servizio seduti. C’è anche il vino.

Di mattina, breakfast, saluti a Edy e giro in macchina per i docks. D’inverno il fiume Corrib sembra più cattivo di quanto non sia. Nero, impetuoso e cortissimo. È bella e fredda, Galway.

Indicazioni per Cliffs of Moher. Dopo Kilcogan si segue per Kinvarra.

Suggestivo il castello di Dunguaire dalla strada. Si fa attenzione ad accostare la macchina per scendere, perché gli Irlandesi sono brave persone ma gran pipponi nelle manovre.

Da lì si segue lungo la N67 per il Burren, tra le più suggestive regioni d’Irlanda.

La strada che percorre il Burren è una canzone orecchiabile. I muretti di torba che limitano i campi verdissimi; le nuvole grigie che mutano il cielo azzurro; il mare scuro che spuma; le ombre lunghe tra pecore e casette. Non c’è nulla che non valga la pena di essere visto e ricordato. Ogni curva è il sipario su un abito nuovo di colore verde. L’Irlanda dell’Ovest è uno spettacolo da non perdere.

In pochi chilometri la luce bassa del nord diventa meraviglia. Tra muretti, villaggi di pescatori e pub, bisognerebbe perderci un mese. Da qualche parte lungo la strada costiera c’è l’O’Donnohues pub con la sua bella facciata azzurrina che svetta sul paesaggio. Occorre fermarsi.

 “ma perché non ci trasferiamo qui? sai che meraviglia…” dicono tutti quelli che attraversano il Burren. Non è una cazzata, emotivamente parlando.

Indicazioni per Doolin, paesino di pescatori. In realtà anche di turisti. Nella grande chiesa a sinistra può capitare ci sia un matrimonio o una funzione. Tra vento e verde, l’atmosfera è unica. Sembra un film.

Seguendo le indicazioni o andando a naso verso la linea del mare, si arriva in cinque minuti al porto da cui partono i traghetti per le isole Aran. D’inverno le corse sono ridotte al lumicino per via delle condizioni del mare e della scarsa presenta di turisti. Si vedono dalla costa, piatte e strane.

La costa in quel punto è commovente per la sua bellezza.

McGann’s è il classico pub con camino e torba. È un’ottima tappa per spezzare il viaggio. Chi andasse d’estate trova il camino spento, non ci vuole un’aquila a capirlo.

Strada in salita per le Cliffs of Moher. Ci sono cartelli facili: 6-7 km e si arriva ad un grande piazzale.

6 € l’ingresso con la macchina e poi si entra a piedi. 

+353 657086141 per info.

L’esistenza di alcuni deficienti ha reso necessaria la costruzione di un muretto di protezione che limita la vista. Vale comunque la pena perché le scogliere sono una meraviglia.  Si procede lungo i camminamenti tra turisti e vento. Come ogni meta esaltata dalle guide, le Scogliere di Moher richiamano i turistardi come la cacca le mosche. D’inverno l’effetto “pullman Giapponesi” si riduce a zero però. Tutto fila più liscio, anche il silenzio, frustato di tanto in tanto dal vento. Noi girandoloni consigliamo di andare senza giacca antipioggia. Le foto vengono meglio. Se piove, amen.

La brutta stagione cambia tutto in meglio. Davanti l’Atlantico…  dietro il verde battuto dal vento. È Irlanda vera, hai voglia a dire...

Macchina per pochi chilometri, verso Liscannor, piccolo villaggio per pranzare. Sulla statale il Vaughan’s Anchor in bassa stagione col camino acceso è fiabesco. Stile marinaresco, pesce fritto e birra. In due si mangia tanto con 30 €

www.vaughans.ie

Se fosse chiuso ce n’è uno accanto, il Joseph McHugh’s, che ha pure le freccette.

Si può arrivare a Limerick con l’autostrada o la statale. Con la statale non si paga e ci si mette un quarto d’ora in più.

Bunratty e il suo castello per bambini sono fiabeschi. Turistico sì, ma farsi un giro vale sempre la pena.

Arrivo a Limerick. Città moderna, ma con angoli belli.

Si passa il ponte sul fiume Shannon e si va in Denmark street al Boutique hotel. Il nome inganna. In realtà è più irlandese di quanto dicano nome e indirizzo. Alla reception una delle ragazze è acida. Ma sono problemi suoi.

www.theboutique.ie

Si può godere della finestra sulla chiesa che fa molto mistero. Ci si sveglia con le campane.

La sera si mangia in riva al canale che bacia lo Shannon. Il Locke bar è un pub-ristorante carino. Si mangia bene e si spende intorno ai 20-25 € a testa. Fish pie e zuppone di pancetta affumicata con cavolo vanno molto; anche la Guinness non dispiace a nessuno. Ci sono molte coppie del posto ma la cosa ci frega e non ci frega.

La mattina d’inverno Limerick è grigio pietra. Il King John’s Castle e la cattedrale di St. Mary vicino al fiume, senza turisti intorno, sono il quotidiano di qualcuno che ci fa dimenticare il nostro. Nebbia, freddo e bellezza.

Da Limerick la N24 arriva a Cahir passando per Tipperary e il suo disegno murale d’ingresso. Le strade sono verdi che più Irlanda non si può.

Tipperary è legata alla canzone “Its long way to Tipperary” eredità della prima guerra mondiale.

http://www.youtube.com/watch?v=cPk21C0Wpkg

Spesso ci si passa per quello.

In realtà è la tipica cittadina irish di provincia ideale per una birra, una camminata con le mani in tasca salutando i passanti mai visti prima. Con la scoppola a scacchi sarebbe il massimo.

Ancora campagna irlandese, campagna irlandese, campagna irlandese.

A Cahir c’è la piazza, dove ci si sbaglia sempre e si torna indietro, per il parcheggio attaccato al castello che sembra quello delle fiabe. Si può evitare di pagare, perché la Garda passa una volta ogni 25 anni.

www.heritageireland.ie/it/Sud-Est/CastellodiCahir

Farsi un giro è facile. Si chiede, si paga il biglietto (pochissimo) e si entra.

Da lì si cerca bene la direzione nord della R 639. Verso sud si finisce in Culonia. Si evita così la M8. Si pranza a Cashel dove c’è un altro castello molto conosciuto. Se non è in restauro vale la pena entrare anche se è a rischio turistardo. D’inverno c’è nebbia ed è una meraviglia. Con la bella stagione dicono che sia tutto di un verde accecante, più trafficato ma una meraviglia lo stesso.

Al Mikey Ryan’s sulla strada principale ci mangiano gli Irlandesi. È lì che bisogna andare. Anche altri locali intorno però, sono abbastanza in linea. Mangiando patate, carne di maiale, patate, verdure, patate, salsa di carne di patate, patate, birre e patate, si paga sui 20-25 € a testa.

Ci si perde (letteralmente) per le strade locali che traversano Ballinure, Ballingarry e altri villaggi da cartolina. Molte pecore, molto verde, molto silenzio, molta umidità, molto bello.

“Potrei perdere ogni cosa nella mia vita, tranne la voglia di partire e conoscere. Quello che vedo con la fantasia, viaggiando, posso viverlo per davvero...” è un pensiero di noi girandoloni che ogni tanto, ci abbandoniamo a queste cose.

Per cena (dipende da quante volte si sbaglia strada) si arriva a Kilkenny.

Quando si arriva a Kilkenny si dice: “abbiamo fatto bene a venire a Kilkenny. Se fossimo andati a (un nome sbagliato, di solito), sarebbe stato peggio…”

Piove; ci sono i pub; porta il nome di una birra; ha il castello, il ponte, la cattedrale, il cimitero con le croci irlandesi. Bellissima. Non può essere Forte dei Marmi. È Kilkenny, Irlanda che più Irlanda non si può.

D’obbligo nelle vie del centro il Kyteler’s. Turistico ma vero allo stesso tempo.

www.kytelersinn.com

Si mangia molto e si beve la birra locale. 20 € a testa.

Si dorme all’O’Malley in Ormonde road, praticamente al centro.

www.omalleyguesthouse.com

Molto spartano. In bassa stagione per una doppia chiede 60 €.

Colazione grassa. Per assorbirla bisognerebbe ingoiare una spugna grossa.

Rientro in macchina entro le 12 a Dublino, per non pagare il giorno in più del noleggio. La strada è liscia e deserta, quasi familiare. Ormai si guida a sinistra con tanta disinvoltura che in Italia si rischierà il frontale.

Ci si accoda al traffico per il lungo fiume e si torna a Lombard street. Prima però si fa benzina per riportarla al livello iniziale. Si va a occhio.

Si saluta e poi a piedi di nuovo al Townhouse a Lower Gardiner Street. Sempre 50 € per una notte in doppia con irish breakfast.

Il resto è Dublino, fino al giorno dopo a pranzo.

Pub. Pub. Pub.

Temple Bar, O’Connell street, Grafton Street, College Green ecc…

Ma l’Irlanda vera ormai è alle spalle. Senza turisti, senza gente, spesso senza niente.

Rientro con bus stop del 41c proprio sotto le scale del B&B. Biglietto a bordo.

Occhio al terminal scritto sulla stampata di Ryanair. È il numero 1. Scendendo al 2, dall’interno dell’aeroporto è un quarto d’ora di tapis roulant e corridoi.

Il volo Ryan delle 16 per Roma arriva alle 20 (ora italiana).

Per Orio al Serio parte alle 18,50 e arriva alle 22,25.

Si cena a casa, con molti ricordi.

 

 

 

 

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