Montenegro

ME

Il ricordo

  1. “Ci confessò che continuava a preferire il Fernet…”

 

  1. NOTTI: 3
  2. BUDGET: 290 €
  3. FATTO A: maggio
  4. DA: 4 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Podgorica, Budva, Podgorica.

 

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(Vedi anche altri viaggi in Montenegro).

Volo Montenegro Airlines Roma-Podgorica alle 9,40. Arrivo in Montenegro alle 11,10. Costo A/R  131 €. I voli non sono giornalieri.

Da Milano conviene fare scalo a Roma. Basta spulciare easyJet.

Atterrando a Podgorica, l’aereo fa una lunga virata a pelo sul Lago di Scutari, condiviso con l’Albania. Paese che vai aeroporto che trovi…

La lingua montenegrina è praticamente identica al croato e al serbo (sono dialetti diversi in sostanza). Nella parte vicina alla Serbia è diffuso l'alfabeto cirillico; nell’uso comune però, prevalgono i caratteri latini. Dal 2013 non mettono nemmeno più il timbro sul passaporto.

L’aeroporto è poco più grande di un autogrill. Ha anche i bagni molto simili. Mancano solo i cd di Gigi D’Alessio, ma non sono da escludere in futuro.

“Dunque, se ti dico Montenegro che ti viene in mente?”

“Che bisogna fare in fretta col motoscafo perché il concerto è a rischio...”.

Il Montenegro (Crna Gora in lingua locale) ha avuto a che fare con i motoscafi non solo negli spot: dagli anni ’90 era al centro di traffici verso la Puglia; oggi è una sorta di Paese off shore in grandissima progressione.

Era una delle sei repubbliche della Jugoslavia. Nel 2003 la Jugoslavia, ridotta a Serbia e Montenegro dopo la liquidazione del '91, divenne Unione di Serbia e Montenegro. Nel 2006 la separazione definitiva, con l’indipendenza (vedi i viaggi nei Balcani in questo sito). Ora nelle qualificazioni per Europei e Mondiali c’è una squadra in più.

Non ci sono bus dall’aeroporto a Budva, sulla costa. Si va al terminal di Podgorica. Una corsa costa 3 €, ma con 10 € complessivi, si prende un taxi. Bisogna trattare. I tassisti sparano anche 20 €, ma scoppiandogli a ridere in faccia capiscono di averla detta grossa.

Da tenere a mente che i Montenegrini sono Slavi del sud: gente molto ospitale, dignitosa, tosta, orgogliosa e più tendente al paraculo che al tonto.

Da tenere a mente pure che la moneta locale non esiste: il Montenegro adotta l’Euro unilateralmente: circola quello importato dagli stranieri (vedi anche il Kosovo nel sito). Le guide blasonate non lo spiegano bene.

La stazione dei bus (Autobuska Stanica) sta nel piazzale della stazione ferroviaria di Podgorica. Ci vogliono dieci minuti dall’aeroporto.

http://www.busterminal.me/timetable

Gli orari non sono affidabili, ma i bus partono ogni quarto d’ora. Il biglietto A/R costa 10 € e si fa dall’autista.

Per Budva sono 70 km e ci vuole un’ora e mezza piena. Le borse con un po’ d’astuzia si riescono a tenere sopra. Sono soddisfazioni...

Il bus delle 11,55 esce da Podgorica passando il fiume Moraca; dopo la rotatoria, prende la statale per la costa.

La prima impressione è che Podgorica non sia Parigi. La seconda impressione pure. Non c’è bisogno di una terza. Per mezzo secolo si è chiamata Titograd, in onore del leader jugoslavo. Negli ultimi due anni è stato costruito tantissimo e le cose vanno migliorando.

Dopo alcuni km e un paio di stop, la strada sale insieme alle montagne fino a Cetinje. Da lì, tutta una curva fra rocce e panorami, tra cui svetta il castello di Brajici. S’incontrano Zastava ex jugoslave ma anche molti SUV. Il Montenegro rispetto a pochi anni fa è irriconoscibile. 

Sul bus una volta in molti si sarebbero chiesti “ma questi ‘ndo cazzo vanno?” Oggi assolutamente no. Il Paese è letteralmente assalito dai turisti.

Il bus riprende nel Montenegro profondo, selvatico e aspro. Bellissimo. 

Superata la roccia ad arco sulla strada, dopo Stanisici è tutto un tornante verso la baia di Budva, inaspettata e bella.

A Budva tira un’aria ancora più moderna che a Podgorica.

 “perché ci sta il mare…” non è una risposta intelligente.

In realtà Budva, è uno snodo turistico di livelo internazionale, meta di molti Slavi che vanno al mare, fra cui spiccano i Serbi che non avendocelo, evitano di andare in Croazia. Moltissimi anche i Russi con SUV al seguito.

Girano molti soldi, quindi casinò, locali e probabilmente moltissime puttane.

Scesi al bus terminal di Budva si punta la Stari Grad, la città vecchia. 

Essendo un km, conviene a piedi e ci si orienta col mare. Si va dritti oltre l’hotel Blue Star e si attraversa la statale. Quando si raggiunge Mediteranska, (il vialone con le palme), si va a destra fino alla città vecchia che domina il porto con gli yacht da pappone.

La torre, il muro di cinta, le bancarelle…. è accogliente, Budva. Andarci in alta stagione però, significa esporsi al flusso di cento miliardi di persone. 

Si entra nella Stari Grad a un metro metri dal mare. Si cerca la Vuka Karadzica; al 12 c’è il Montenegro Hostel. La città vecchia è a portata di rutto (è davvero minuscola) e si trova subito. Le sistemazioni in doppia, costano 20 € a cranio. Sono carine e pulite e sono un’alternativa agli hotel costosi che sorgono come funghi ovunque. 

http://www.montenegrohostel.com/index.php/en/

Si fa un giro verso la Citadela, all’estremità della città vecchia. l'ingresso è separato in due sezioni. Una costa 1,50 e una 2,50 €. Tutta l’area è una meraviglia, tra vicoli, vicoletti e vicolini... Tra la chiesa di San Giovanni (cattolica) e la cattedrale di Svetog Ivana (ortodossa) ci si affaccia sulla baia, con l’Isola di san Nicola davanti.

A 500 metri a sinistra della città vecchia, si pranza da Jadran Kod Krsta, su Slovenska Obala, al 10. È la pedonale con le palme. D'estate sembra Rimini. D'inverno, Rimini d'inverno. 

I tavoli sono anche sulla battigia. Con 20 € si mangia pesce fresco.

Giri e riposo prima di sera. Sotto le mura, guardando il mare, sulla destra c’è la spiaggetta (col tramonto sull’Adriatico, è notevole).

Oltre la prima collina con edifici brutti, c’è la spiaggia di Mogren. Chi nuota come la Pellegrini può evitare la stradina che cammina sugli scogli. Dalla città vecchia sono 15 minuti. L’acqua è stupenda e il tuffo ci sta tutto: bisogna solo evitare di centrare gli scogli o di farlo durante la digestione del fritto di pesce.

Cena, alla Demizana, in Slovenska obala 3. Sempre sul lungo mare e ancora pesce.

In Montenegro si mangia balcanico (grazie al cazzo, sta nei Balcani…): cevapi, burek e quant’altro a base di carne (vedi schede sui Paesi dell’Est), ma sulla costa è bene approfittare della cucina di pesce.

Anche se tra i camerieri montenegrini è diffuso il modello “Gigi er paraculo…”. Va tenuto presente però che a Budva si spende il triplo che nel resto del Paese, a prescindere. L'ospitalità in ogni caso è enorme.

Si cena con 20 €. Buono, quasi ottimo il vino bianco Krstac.

Nei paraggi c’è anche il ristorante Porto, più fichetto.

http://restoranporto.com/

La sera a Budva è un misto fra kitsch balcanico e Sud profondo. Sul lungomare ci sono parecchi posti per ballare. Il Trocadero, il Raffaello il Maltez, l’Ambiente…

http://www.trocaderobudva.com/

https://www.facebook.com/pages/Raffaello-Budva/102975012522

https://www.facebook.com/pages/Club-MALTEZ-Budva/151179271650954

https://www.facebook.com/pages/Club-Ambiente-Budva/138642439502552

Si paga tra i 2 e i 10 € per entrare, a seconda del periodo. Bisogna stare attenti con i conti per le bibite perché vige sempre la famosa regola di “Gigi er paraculo”.

Folla e luci anche al Bar Greco o al Jef, a pochi metri dall’Ostello. La vista notturna sulla baia dalle mura della città è uno spettacolo. Con 15 € si passa la serata.

D’estate Budva è un carnaio. Andando in spiaggia è difficile non sentirsi a Ostia. Sassi al posto della sabbia e mare bello. 

Avendo più tempo si può andare alla spiaggia di Becici, a 2 km da Budva guardando il mare sulla sinistra. Sulla stessa insenatura c’è Rafailovici (ottimo il ristorante Porat  http://restaurant-porat.com/).

Continuando oltre, ci sono Kamenovo (un incanto), Przno e poi la zona intorno a Santo Stefano, più esclusiva (vedi altri viaggi in Montenegro).

Oltre la collina della città vecchia, a destra, dopo la spiaggia di Mogren c’è la Jazz Beach. Alla reception spiegano dove prendere il bus (costa 1 euro e mezzo).

In primavera ci si può ritagliare spazi senza turistardi né truzzi balcanici. Una birra montenegrina Niksico (poco più di 1 €), va bene sul Garden Cafè sulla Mediteranska o all’ombra della città vecchia in uno dei tanti caffè. È un buon modo per trastullarsi prima di fare l’ultimo giro delle mura sul mare e tornare.

Si rientra a Podgorica facendo il giro al contrario alle 16,40.

Alle 18 si arriva in ulica Bakica, il piazzale del bus terminal, che poi è anche  la stazione dei treni. È lo stesso dell’andata. A un metro c’è l’Hotel Terminus.

http://www.terminushotel.me/index.php/en/

È ultramoderno e basso, tutto bianco; un incrocio fra una ASL e una concessionaria di auto. 60 € per una doppia.

Uscendo a destra dell’hotel, si prende a sinistra, per Oktobarske Revolucije. Arriva in Trg Vojvode Becir-Bega Osmanagica.

Ci vuole più a ricordarlo che ad arrivarci. Sono circa 700 metri.

Lì c’è la Torre con l’Orologio fatta dai Turchi e la Stara Varos, la città vecchia. a dirlo sembra chissà cosa, ma sono 3 metri quadri.

Si cena da Pod Volat, a due passi dalla Torre.

https://www.facebook.com/pages/Pod-Volat/121976341211960

Loro sono “quelli de una vorta…”, modello nostro ristorante per le comunioni anni '70. Enorme, con ambienti diversi anche per l’esterno, non serve carne di maiale (sono islamici), ma fa un ottimo agnello e cannelloni di carne e formaggio locale. 10 € a persona, compreso l’amaro finale (il Montenegro lo abbiamo chiesto ma non ce l’hanno…). Per digerire ci vuole il trapano a punta larga.

La vera piazza centrale di Podgorica è Republiki trg.

Diciamo che Podgorica non è tra le prime dieci mete turistiche mondiali. Il bello è proprio questo. Tra auto e gente che cambia, c’è vita in crescita ovunque. È un ex villaggio ottomano, convertito al socialismo e poi all’Occidente. Sembra Cerenova ricostruita di vetro e fuori stagione: molte insegne e molte parabole e case cubiche bianche. La sera è tutta un neon, fontana rotonda al centro compresa.

L’area tra il ponte Millennium (un mix fra una costruzione dei Playmobil e una miniatura del Ponte di Brooklyn) e il ponte Jovanovic è la parte che conta. La "Podgorica da bere" per capirci…

Ci sono le vie dello struscio Njegoseva e Hercegovacka. Si va al Montenegro Pub sulla Njegoseva. A destra, direzione stadio.

Birra Niksico e rakja locale per 4 € a cranio.

Si rientra.

Colazione e poi taxi per l’aeroporto sempre coi soliti 8 € collettivi. Si sale a 10 con la mancia.

Ritorno con Montenegro Airlines alle 8,30; arrivo alle 9,40.

Il Montenegro è una chicca ancora economica e bella. D’estate col costume e d’inverno con la neve.

In automobile renderebbe molto di più (vedi nel sito).

Da tornarci assolutamente.

 

 

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