Montenegro, Croazia e Bosnia

BA
HR
ME

Il ricordo

  1. “Vedrai che non ci serviranno le scarpette da scoglio...”

 

  1. NOTTI: 12
  2. BUDGET: 1200 €
  3. FATTO A: agosto
  4. DA: 4 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Spalato, Sebenico, Krka, Neum, Cattaro, Zabliak, Ostrog, Sveti Stefan, Budva, Bar, Ulcinj, Trebinje, Igrane, Spalato.
load map...

Nel sito ci sono altri diari per Croazia, Montenegro e Bosnia. Consigliamo di dare un’occhiata. Anche due.

Partenza per Spalato volo easyJet alle 16,30. Arriva alle 17,30. A/R 130 €. È tanto, ma ad agosto è normale.

Noleggio auto e bancomat agli arrivi. Per regolarsi, 750 kuna sono circa 100 €.

Dal parcheggio a sinistra e via per Sebenico, aggirando autostrada e cittadina di Trogir, bella ma trafficata. Meglio la strada costeira 53 piena di camperisti italiani; spiccano tra loro i Gigi sa tutto che vanno a 30 Km/h.

A Sebenico (Scìbnic; con l’accento circonflesso i suoni sono dolci) si arriva in un’ora scarsa. È la città di Niccolò Tommaseo ed è bellina. Somiglia a Zara che somiglia a Spalato che infatti somiglia a Sebenico. Tutte somigliano a Venezia senza canali.

Bella la cattedrale di San Giacomo, baluardo cattolico. Fino al castello in cima, sono tutti vicoli e scale di pietra bianca.

Come quasi sempre in Dalmazia, la città vecchia è area pedonale. Su tutti i blog è consigliato il parcheggio di Poljana, attaccato al centro. È un’inculata da 10 kuna l’ora. Meglio quello dietro la stazione dei bus, in basso vicino al porto. Costa 6 kuna. Meglio ancora lasciare la macchina gratis dalla parte della spiaggia, dietro al circolo canottaggi Krka. Sta dall’altra parte del lungomare, 200 metri a piedi  dal cuore della città.

City Apartment, nel centro del centro. Ce ne sono due: in Ulica 15 Sijecnja 1873 e in Ulica Petra Nakica. Dipende dalla disponibilità. Sono carini e puliti. Hanno il cucinotto, ottimo per la colazione.

55 € al giorno. Il contatto è Ante Dobra

+385 989454700

Per evitare i ristoranti da turistardo è perfetto Sesula, il baracchino con pesce rapido che sta a sinistra sul lungomare, verso la fine. Prezzi ottimi e quattro panche sulla banchina.

https://www.facebook.com/sesula.ribasendvici

Al limite va bene anche Marineo

https://www.facebook.com/marineo.sibenik

o uno di quelli sulla prima piazzetta a destra del lungomare. Si mangia con meno di 25 € a cranio. I prezzi sono aumentati molto in Croazia negli ultimi anni, si capisce subito. Non per tutto però. Il cono gelato costa 8 kuna; le sigarette Ronhill 23; una birra Ozujko fredda, 11.

Gita al Parco Nazionale di Krka, un classico. Ci sono le cascate famose. Bisogna arrivare a Scardona, Skradin in croato. Sono 20 km.

Parcheggio libero di fronte al ristorante Visovac. In cambio bisogna consumare. Ha i menu fissi per l’equivalente di 10 e 14  €.

Al molo di Scardona ci sono i battelli gratuiti che in mezz'ora portano lungo il fiume fino alle cascate. All’arrivo si paga l’ingresso al Parco: 110 kuna, circa 15 €. Turisti e turistardi a frotte, soprattutto nostrani. Di domenica c’è la calca, ma il posto è molto bello. Una volta rottisi i coglioni si torna col battello. La rima è casuale.

A 40 km da Krka c’è Knin. È la città dove cominciò la guerra tra Serbi e Croati nel ’92. Oggi è solo croata ed un simbolo in tutto il Paese.

In alternativa c’è tempo per andare al mare alla spiaggia di Sebenico. Basta fare la via esterna al centro e scendere di fianco alla città vecchia, spalle al mare sulla sinistra. Tutto bello, molti ciottoli e bel paesaggio.

Da ricordare che sulla stessa strada c’è Tommy che non è uno dei tre porcellini, ma un supermercato.

Per cenare, in salita verso il castello, c’è la konoba Gorica. Konoba sta per trattoria (vedi altri viaggi in Croazia nel sito). Ottimo il riso col nero di seppia.

Il ristorante Pelegrini, indicato da molte guide è ben posizionato (sopra la cattedrale) ma è costoso e fighetto.

http://www.pelegrini.hr/index_en.html

Da Sebenico si prende l’autostrada verso sud. Le indicazioni non sono immediate: i cartelli verdi con scritto A1 dicono sempre Zagreb-Rijeka (Zagabria-Fiume) che sono a nord. Ci vuole fede: seguendo per Klis e Dugopolje, prima o poi lo svincolo per il sud arriva.

Il traffico è scarso anche ad agosto (l'autostrada è cara). Si esce al casello di Vrgorac con circa 40 kuna.  

Si continua per Dubrovnik tornando verso la costa. Un’altra ora e arriva la frontiera per quel pezzo di litorale che appartiene alla Bosnia Erzegovina (vedi altra Bosnia nel sito). Per Neum è un attimo: lungo la litoranea, dopo la dogana sono un paio di km.

Di fronte al benzinaio a destra (la benza costa l’equivalente di 1,2 € in marchi bosniaci e conviene…), si scende per il mare e  la cittadina. A sinistra, sul primo curvone c’è Mimoza 28, la via con Villa Maslina, piccolo hotel bomboniera. Maslina vuol dire oliva. È bello saperlo.

http://www.villa-maslina.info/index_en.html

Spettacolo. È un villino fatto a scale, all’altezza del piccolo faro. Ospitalità incredibile per 38 € al giorno. Ha pure il parcheggio. È la classica sistemazione in cui si dice “potevamo starci di più…”.

Ci si tuffa in mare dall’hotel praticamente, anche se non c'è la sabbia.  Terrazzina e sdraio sono sull’acqua. Offrono anche da bere. Lavatrice, cucina e barbecue sono a disposizione. Manca solo il lavaggio del parabrezza e sarebbe perfetto.

Spuntino da Skoj, ristorante-bar sul mare a 20 metri dall’hotel. Anche se la moneta ufficiale è il marco bosniaco accettano anche kuna ed euro (e grazie...).

La sera si cena da Galeb. Ha le panche sotto i pini in riva al mare a 100 metri dall’hotel a destra, lungo la passeggiata di cemento. Con 23 € a testa ci si leva il vizio di vino e pesce. Gli avventori sono tutti locali. Il melodico balcanico al piano bar va per la maggiore. Ricordiamo (vedi altri viaggi nell’Est) che la musica balcanica alla prima impressione sembra tutta uguale. Anche ad una seconda. Non di rado sembra di sentire un Nino D’Angelo slavo con una base di fisarmonica. C’è anche un che di orientale. Sia in tv che alla radio, la musica tradizionale è molto presente. Massimo rispetto.

Ricordiamo pure che le cozze in Dalmazia sono strepitose, ma quasi sempre non viene tolto il bisso, cioè la barbetta.

Saluti e baci a Neum, chicca spartana e imprevedibile.

Subito dogana di rientro in Croazia e ancora litoranea verso sud. Si passa Ragusa (Dubrovnik) e dopo l’aeroporto si arriva alla frontiera col Montenegro. In tutto sono due ore.

Il passaggio di frontiera Croazia-Montenegro non è immediato. Innanzitutto si esce dalla UE. Va detto poi che il Montenegro, oltre ad essere un amaro dal colore chiaro è anche un repubblica dell’ex Jugoslavia. Fino al 2006 era federato con la Serbia che come tutti sanno non è la migliore amica della Croazia. Dalla guerra sono passati 20 anni, ma il confine è culturale. Non a caso in Montenegro è pieno di Serbi (quindi anche di Russi).

Montenegro in montenegrino (variante del serbo-croato) si dice Crna Gora, pronunciato Chernegora. In croato pure. In serbo pure. Viene da sé che le lingue sono praticamente identiche (vedi tutti i viaggi nell'ex Jugoslavia).

Il traffico transfrontaliero d’estate è intenso. Tra le virtù dei doganieri montenegrini non c’è il dinamismo. La fila a volte è molto lunga.

10 km e si arriva a Castelnuovo/Herceg Novi. Ricordiamo che la regina Maria Elena era montenegrina e che la piccola repubblica è stata veneziana per secoli e poi parte d’Italia. La matrice italiana è forte e il crollo della Jugoslavia l’ha in parte rispolverata.

La cittadina è turistica e affollata. Vale un giro. Anche due.

Seguendo i cartelli per Kotor (Cattaro), tra Zelenika e Kumbor c’è il ristorante Monte Carlo.

https://www.facebook.com/pages/Restorani-Monte-Carlo/224146540971747?sk=photos_stream

Anche chi non deve fare la comunione o le nozze d’argento si può fermare tranquillamente. Con 8-9 € si mangia un piatto e una birra Niksicko.

A proposito di soldi, bisogna chiarire: le guide famose dicono che in Montenegro c’è l’euro. In realtà il Montenegro usa l’euro ma non ha una sua moneta ufficiale. Lasciato il dinaro jugoslavo, ha importato valuta che ora circola liberamente anche nei bancomat.

Dopo qualche km la strada sfiora il mare e si arriva a Kamenari, il punto più stretto delle Bocche di Cattaro, la baia più protetta del Mediterraneo eccetera eccetera… Sembra il Lago di Como.

Ci sono piccoli traghetti che portano le auto a Lepetane, a pochi minuti sulla riva di fronte. Costo 4,5 €. Meglio fare la strada più lunga che costeggia la baia: è straordinaria.

Risan e Perast sono i paesi maggiori, ma è pieno di piccoli centri con case e spiaggette sul mare. Sembra davvero un lago lombardo. Bellissimo. Alloggiare qui non sarebbe una cazzata.

Sull’acqua affiorano San Giorgio e Nostra Signora delle Rocce. Isolotti scenografici ideali per foto da turisti cretini.

Arrivati a Catato/Kotor, le targhe della auto passano da HN a KO.

Superato il primo ponte, l’alloggio è Studios Konos, nella città vecchia, giusto sotto la montagna. Essendo pedonale bisogna parcheggiare a 0,90 € l’ora proprio davanti al porto (ce n’è un altro a 0,80 ma è prima del ponte).

Al box informazioni davanti alla porta principale d’accesso sono gentilissimi.

L’appartamento sta in Stari Grad 272, che detto così non serve a una ceppa. È sopra le scale dietro al Pub Bandiera

https://www.facebook.com/bandiera.kotor/

60 € a notte per una mansarda tipo barca, con finestra sul porto. Ha anche il cucinotto. Lo gestisce uno dei due gemelli che abitano nella via. Il tizio sostiene di aver giocato a calcio nel Dubrovnik: ci tiene a dirlo anche a chi non gliene frega nulla.

http://www.booking.com/hotel/me/kono.it.html

Di fronte, dopo il ponte a sinistra c’è il Supermarket. Il latte costa 0,80 €. Le sigarette locali 1,60.

Cattaro è bella ma piena di turistardi perché tappa di crocieristi. Bella la cattedrale, belli i vicoli, belle le fortificazioni sulla montagna… bello tutto ma pieno di gente.

Di ristoranti nella città vecchia ce ne sono tanti. Konoba Roma, Giardino, Kantun, Atrium, Bastion… tra la piazzetta del Museo e quella della Cattedrale è tutto un tripudio di cazzate acchiappa turisti.

Meglio di tutti è il Galerija, di fronte alla città oltre il ponte. Scenografico e più economico. Con 20 €, vino e ottimo pesce.

http://www.restorangalerija.com

Via da Cattaro o come dicon tutti Kotor, direzione Zabliak, che ha l’accento circonflesso sulla Z e si pronuncia Shgiabliac. Strada a ritroso. Superata Risan, c’è una rotatoria che indica Niksic. Si sale per la montagna. A dispetto di quanto dicono molti blogger, la strada è comoda e perfetta. Molto panoramica. Impossibile non fermarsi per le foto. Anche per quelle da coglione.

Sono due, tre ore costeggiando i monti e il Lago Slansko. Poi arriva la periferia di Niksic, la patria della birra Niksicko.

Le indicazioni diventano solo in cirillico. Il contatto con la Serbia diventa più forte: è il Montenegro interno, selvatico e boscoso.

Fra Jasenovo Polje e Savnik ci sono molti tornanti ma la strada rimane buona. Si arriva a Zabliak in un clima da settimana bianca. È tutto di legno con insegne per rafting e sci appese ovunque. Fa pure freddo. Bello.

Superato il benzinaio della Eko, nella salitella a sinistra prima della piazza col supermercato Voli, il bancomat e la Posta, c’è Chalet Dorma. È un hotel in stile baita. Ivana (o Giovanna che dir si voglia) è simpatica e molto ospitale

http://www.booking.com/hotel/me/dorma.it.html

+382 68539252

30 € a notte per una doppia. Posto magnifico, da consigliare. D’inverno fa quattro metri di neve ed è ideale per un capodanno fra amici. Per arrivarci d’inverno sono cazzi, ma ci andava di dirlo lo stesso.

Si parcheggia davanti.

Ivana ha i contatti per il rafting. Vicino a Zabliak c’è il Tara che non è la piantagione di Via col Vento ma un fiume. Forma il secondo canyon più grande del mondo. Il rafting è un obbligo.

45 € a cranio e appuntamento per la mattina dopo.

Arriva il furgone col gommone legato sopra. Gita sul fiume di tre ore con pranzo a base di pastrmka (trota), riso, burek e rakja (vedi altri viaggi all’Est). L’attrezzatura la forniscono loro. Anche se a maggio c’è più acqua, è uno spettacolo incredibile anche d’estate. Il ponte Tara sul canyon è mozzafiato. Con 10 € si fa pure il volo dell’angelo da sponda a sponda.

A 1 km da Zabliak (a Zabliak quindi...) si entra nel Parco Nazionale del Durmitor che circonda l’area. 3 € a testa e si cammina fino al Crno Jezero, il Lago nero. Se Crno cuol dire nero, Jezero vuol dire lago, lo capisce anche un tordo…

In realtà il lago non è nero ma verde. Importa poco: è fico lo stesso e sembra di stare sulle Alpi.

Per cena ci sarebbe il ristorante Durmitor davanti allo chalet, molto simile alla casa di Heidi

https://sites.google.com/site/restorandurmitorzabljak2/adresa-address

Preferibile però lo Zlatni Bor, il ristorante dell’hotel omonimo. Scendendo a destra dalla piazza del supermercato di Zabljak si continua per 5 minuti di macchina. Sta sulla destra, di fronte all’Hotel Lovac (che vuol dire cacciatore).

http://www.hotelbjelobor.com/index.php?id=hotel-zlatni-bor

Musica tradizionale e zero turisti. Sembra di stare in una locanda di inizi ’900: meraviglia assoluta!

Si mangia pesce d’acqua dolce e soprattutto carne. Porzioni fino a scoppiare. Mezzo chilo di meso rostilja (carne alla brace), 700 grammi di janjetina (abbacchio), 1 litro di Vino rosso Vranac, mezza forma di sir (formaggio) di capra  e insalata di barbabietole per 27 € in tutto.

Allo Zlatni si torna. Bisogna assaggiare anche il prsut (prosciutto affumicato) e il kacamak a base di kukuruz (pannocchia), sir e kisjelo mlijeko (latte tipo yogurt). Una palla da basket sgonfia si digerisce meglio ma è molto gustoso. Col vino rosso poi, è uno spettacolo…

Zabliak e l’area intorno meritano moltissimo.

Strada a ritroso fino a Niksic dove s’imbocca per Podgorica, la capitale. Presa la statale, dopo 15 km c’è lo svincolo per Ostrog, il Monastero ortodosso che sta su tutte le guide.

Il cartello dice 8 km: un par de palle… sono almeno 12-13 km di strada a strapiombo lungo la costa del monte. 

Il Monastero, dedicato a san Basilio, è un santuario ortodosso. Si arriva al parcheggio in cima a un passo dalla chiesa scolpita nella roccia. Molto suggestivo. Le donne devono coprirsi bene. C’è molta fila e le candeline costano 0,30 €.

Chi leggesse su guide mondializzate che molti pellegrini a Ostrog fanno più volte il segno della croce non dia conto. In realtà ne fanno tre perché sono ortodossi. Per scrivere certe cose bisogna essere veramente in gamba...

La panoramica sulla valle del fiume Zeta è fantastica. C’è anche la ferrovia Podgorica-Niksic che passa sul dirupo.

Via verso Podgorica ( vedi altro viaggio in Montenegro). Seguendo le indicazioni ci si orienta per Petrovac, sulla costa.  È facile. Da dire che a Podgorica nuovi edifici a specchio crescono come i funghi. La città si è modernizzata e imbellita molto in pochi anni. Non che fosse difficile, ma il colpo d’occhio è notevole.

Per Petrovac si fa un’ora di strada comoda, costeggiando la ferrovia e traversando lo Skadarsko Jezero, che sembra uno sputo ma vuol dire Lago Scutari. È molto grande e turistico. Il lato sinistro è Albania.

Da Petrovac a Sveti Stefan (Santo Stefano), la perla del Montenegro, sono 5 km di strada collinare sul mare.

Appena compare lo svincolo sulla sinistra per Sveti Stefan, si fanno 50 metri in discesa (ulica Slobode) e c’è la rampa con Villa Marija. Occhio a salire, perché la macchina tocca sotto…

http://www.budva.com/eng/private-accommodation/marija-svstefan/1580.html

L’edificio è nuovo con appartamenti eccellenti. L’ultimo piano ha una spettacolare vista sull’isolotto di Sveti Stefan e su tutta la baia.

Sui 50 € a notte con cucinotto e balcone. I proprietari sono gentili, ospitali e disponibili.

Sveti Stefan è il classico posto che fa invidia a tutto il Montenegro. Non disdegna il new rich cafone ma è rinomato per frequentazioni di livello internazionale. Non che a noi girandoloni freghi qualcosa, anzi… però lo diciamo per far capire che in Montenegro non ci vanno i morti di fame. Moltissime le auto russe e quelle serbe (più della metà).

Sveti Stefan è una serie di tornanti ripiegati sul mare tra hotel e appartamenti. La spiaggia è buona ma spesso affollata. La scalinata per arrivarci taglia in verticale tutti i tornanti.

Sul lato sinistro della spiaggia c’è l’ombra di una pineta. Bisogna andarci presto, sennò s’intasa di gente.

A destra della spiaggia c’è il famoso isolotto resort, inaccessibile ai non residenti. L’istmo che lo unisce alla terra ferma è stabilimento balneare da una parte e area esclusiva dall’altra.

Ogni tanto in spiaggia passa qualche ambulante con palline fritte, ideali per il fegato.

La sera, dal balcone la vista è unica: mare, stelle e sulla destra in fondo le luci di Budva, la Rimini del Montenegro (vedi altri viaggi nel sito).

Per il supermercato conviene il Voli di Petrovac, cittadina più popolare. Per intenderci Petrovac sta a Sveti Stefan come Marina di Pietrasanta a Forte dei Marmi:  la zona è quella, ma i prezzi sono diversi.

Scesi al paese, si parcheggia in seconda fila (rimanendo in auto) o si paga al parcheggio adibito.

Cosa fare a Sveti Stefan? Premesso che l’accesso al mare è arduo perché molto roccioso, è bene girare per le calette della zona. Le prime sono attaccate a Villa Marija. Uscendo sulla statale a destra, dopo 100 metri c’è Auto Camp che indica un campeggio. Il vecchio alla sbarra chiede 3 € per tutto il giorno. Dopo un po’ di sterro ci sono calette sassose col mare molto bello.  Bisogna provare e stare attenti alla coppa dell’olio.

Anche più avanti sotto il Monastero Rezevici c’è altro mare bello. Idem indietro verso Budva, a Kamenovo.

Per cena c’è Il Giardino, tra Sveti Stefan e Petrovac. Giardino di nome e di fatto.

https://www.facebook.com/giardino.rezevici

Sul prato panoramico, tra Russi che bevono e camerieri che sfilano, con 22 € a testa si mangia pesce fino a scoppiare. È normale chiedere una vaschetta per portarsi via il cibo avanzato. Posto strepitoso. Unico inconveniente è che lo svincolo sulla statale richiede un testacoda per parcheggiare. Si usa portare via il cibo che avanza.

A Sveti Stefan invece, senza spendere molto c’è il ristorante Drago. È al 32 di Solbode ma si riconosce perché ha un menu di 50 metri quadri esposto fuori. Terrazza, ottimo risotto, calamari, vino. Stiamo sui 20 €.

Anche se il balcone di Villa Marija spinge a un romantico pasto domestico, per eventuali altri indirizzi di ristoranti, da segnalare

http://www.petrovacnamoru.com/en/restaurants

Sveti Stefan è un’ottima base per Bar e Ulcinj (Dulcigno) a sud.

Bar non è solo dove si entra per un caffè; è anche un porto del Montenegro. Man mano che si va a sud aumenta la presenza islamica e le persone si fanno più bassine e scure. Da ricordare che i Montengrini sono per tre quarti slavi, il resto è imparentato con l’Albania che è a un tiro di sasso. Non a caso a Bar c’è anche una grande moschea.

Seguendo le indicazioni per Stari Bar (la città vecchia), si arriva in collina. Il parcheggiatore abusivo rompe le palle, ma per un giretto va bene. Carino il mercato.

Prima di Bar, all’altezza di Sutomore (l’italiana Spizza) ci sono tante calette a ridosso della statale con pineta annessa. Il mare è molto bello con accesso e parcheggio facili. Sono la migliore opzione anche partendo da Sveti Stefan.

Più a sud, le scritte si fanno bilingue. La presenza sqipetara (albanese…) è fortissima. Ulcinj è la Ladispoli del Montenegro, popolare e carina. Per il centar/qender si sale e poi si scende per una strada acciottolata in stile islamico (ricorda un po’ Sarajevo, un po’ Istanbul…). Veliki e Mali indicano la spiaggia grande e quella piccola. Varrebbe la pena passarci un paio di giorni. I prezzi sono molto bassi e la gente cordiale. 

Sempre con base Sveti Stefan si gira per Budva vera e propria, a 5 km (vedi altri viaggi in Montenegro).

Budva è la Rimini del Montenegro. Per evitare di suicidarsi nel traffico, va assolutamente evitata di sabato. È la patria del turistardo, del new rich e del cafonauta balcanico. Descriverla è impossibile. Va solo vista.

Arrivati a ridosso della città vecchia (Stari Grad), si parcheggia a pagamento sotto il Casinò Avala.

https://www.facebook.com/avalacasino

I vicoletti della città vecchia sono belli e simili a Kotor. Per evitare l’assalto turistico, bisognerebbe andarci a novembre, la mattina alle 6 meno un quarto...

L’ingresso alla Citadela è diviso in due sezioni: da una parte 2,50 €; dall’altra 1,50.

Budva ad agosto non è invitante. Le spiagge ancora meno. Un giro però è necessario. Sembra il Paese dei Balocchi.

Via dal Montenegro e ritorno in Croazia con la strada a ritroso. Ricordiamo che la benzina costa 1,35 € in tutto la repubblica. Conviene metterla in Bosnia, accertandosi prima che accettino gli euro.

Per evitare un giorno di fila in dogana (d’estate è un delirio) è bene evitare di fare la litoranea per Dubrovnik, cioè la strada dell’andata.

Prima di Herceg Novi c’è lo svincolo per Trebinje, in Bosnia Erzegovina. È una strada nuovissima che punta le montagne. Dopo pochi km arriva la frontiera di Zupci: l’attesa è breve. Lo sanno in pochi ma è una buona mossa. È l’occasione anche per rientrare in Bosnia, ma dal lato serbo (vedi altri viaggi in Bosnia). Appena si lascia il Montenegro c’è il cartello Srspke Republike, che indica il territorio di etnia serba. Ricordiamo che l’identità bosniaca non esiste: è un’invenzione dell’ONU.

Discesa ripida e poi cartelli per Trebinje.

Gli abitanti, dalla guerra degli anni ’90, non sono amatissimi dai Croati. Il muro culturale si sente molto: icone ortodosse e bandiere serbe sono ovunque. L’idea è quella di una comunità molto isolata dalla Dalmazia, appena oltre i monti. Nella valle a sinistra corre il confine fra la parte croata (e in parte musulmana) e quella serba dell’Erzegovina: venti anni fa fu teatro di cose molto brutte.

La città è carina. È pianeggiante e ci scorre il Trebisnjica. Vale davvero un giro.

La cosa più facile per tornare in Croazia da Trebinje è seguire le indicazioni per Dubrovink. Dopo Ivanica, già piena di bandiere croate, c’è il confine virtuale. In alternativa, si può puntare Ljubinje e girare all’altezza di Velicani. L’obiettivo finale è Metkovic, dove si entra in Croazia più a nord, evitando il pezzo bosniaco di Neum. Passando per Hutovo e una strada di merda si sfiora Stolac, famosa per le pulizie etniche. In realtà, storie di guerra civile a parte, l’area è un Parco Naturale stranissimo, quasi surreale.

http://www.parcosanrossore.org/ente-parco/gemellaggi/hutovo-blato

Rientrati in Croazia e nella UE arrivare a Igrane è facile. Da Metkovic è un’ora di litoranea.

Si scende sul mare per il paesino. Tra i vicoli, proprio sul porto, c’è Villa Igrane, un edificio rosa attaccato al negozio di frutta.

Il contatto è  oliveram77@gmail.com

50 €  notte con cucinotto e terrazzino. La signora è gentile. Parcheggio non vicinissimo ma comunque utile.

A Igrane c’è una chiesa con dieci case, un porticciolo e una spiaggetta col mare bello proprio sulla strada: tipico paesino per famiglie locali. Molto carino e senza turistardi.

Ovviamente si paga tutto in kuna.

Per mangiare a prezzi non stracciatissimi, ci sono quattro-cinque alternative sul lungomare. Ottima la konoba Turan, al porticciolo. Si mangia con meno di 300 kuna (22-23 € a capoccia), vino compreso.

http://www.facebalkan.com/konoba-turan-igrane.html

Segnaliamo che il proprietario di quella attaccata, la Admiral, è un personaggio assoluto. Ultranazionalista croato (sulla facciata di casa ha bandiere, immagini del Papa e di generali croati) ama mettere la sua foto ovunque. Se non è ubriaco è simpaticissimo.

A Igrane fanno buono il gelato. I prezzi oscillano tra 7 e 11 €.

Da Igrane si sale verso Spalato, che dista circa 80 km. Tappa sulla litoranea a Dugi Rat. C’è una pekara (panetteria) che fa buona la pizza. Si vede dalla strada.

Arrivando a Spalato da sud, appena in città si punta il centro per Rijecka ulica. Si va all’Apartmani Sara,  al confine tra i quartieri di Manus e Lucac.

Il contatto è Bojan

bojan.zela@gmail.com

+385 958753758

Per trovarlo bisogna arrivare alla spalle del Palazzo di Diocleziano proprio dove c’è il parcheggio libero. È in zona Vukovarska, ma si può puntare anche su una botta di culo. (Su Spalato vedi altri viaggi in Croazia).

Split ad agosto è un carnaio, ma vale sempre la pena. Un caffè da Judita in Narodni trg o un passeggiata sulla collina di Marjan, sono piacevoli a priori.

Con 25 kuna si fa il ticket per la Cattedrale e per il tempio di Giove. Con 25 € si cena da Kod Joze a venti metri dall’appartamento. La passeggiata lungo la Riva (il lungomare) invece è gratuita.

Per la cena oltre alle konobe  Tinel

http://www.trattoria-tinel.com/it/

Feral

http://konoba-feral-brcic.hr/index.html

Sperun

https://www.facebook.com/pages/Šperun-ŠperunDeva/163997690297649

nella zona sotto la collina Marjan, c’è sempre la amatissima Fife. Se non c’è la calca, è la migliore.

Dopo Split c’è il rientro.

Via in aeroporto; benzina 5 km più avanti, prima di Trogir (vedi altri viaggi in Croazia) e poi riconsegna alle rental car.

Ancora una volta, dovidjenja Croazia, arrivederci Balcani. Un piacere continuo.

 

 

Aggiungi un commento