Norvegia

NO

Il ricordo

  1. “Scese dal treno per scattare foto nella neve. Si chiusero le porte e lo vedemmo agitare braccia e mani…”

 

  1. NOTTI: 4
  2. BUDGET: 500 €
  3. FATTO A: dicembre 
  4. DA: 2 girandoloni
  1. PERCORSO
  2. Bergen, Oslo.
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Volo Norwegian solo andata Roma Fiumicino-Bergen alle 11,10. Arrivo alle 14,30. Costo 70 €. (Ritorno da Oslo, dettagli in calce).

Da Milano Linate c’è SAS solo andata alle 6,00. Con scalo a Copenaghen. Arriva alle 13,05. Costa 85 €.

Ma i voli e i costi cambiano si sa…

In fase di avvicinamento a Bergen dall’aereo si capisce la geografia del luogo. Montagne basse e spigoli. Mare scuro intorno, villaggi di Heidi e molto verde.

C’è il controllo dogana perché la Norvegia non è UE.  Chiamali stronzi…

Sufficiente comunque la Carta d’Identità.

I Norvegesi sono rimasti fuori anche dalla moneta unica. Ciononostante la Norvegia è parte della NATO. Proprio al contrario dei cugini Svedesi, che sono neutrali (fuori dalla NATO) ma parte della UE, anche se fuori dalla zona euro. Sono in molti a non capirci un cazzo.

Agli arrivi, sulla destra c’è un chiosco informazioni. Un bel sorriso e si prende una mappa gratuita della città.

Appena fuori, sulla destra ci sono i bus della Flybussen per il centro. Partono ogni venti minuti.

www.flybussen.no/en

Costo circa 100 NOK (corone norvegesi, circa 15 €), biglietto a bordo.

Venti minuti e si scende allo Storsenter (con un po’ di sforzo si capisce che è il centro commerciale) e si segue la mappa a piedi fino al Bergen Travel Hotel, prenotato on line. Sta a Vestre Torggaten, salendo sulla sinistra a 100 metri dalla chiesa di San Giovanni (quella rossa). Ha le tende nere con scritto Hotel Pub. Sono circa 500 metri. info@hotelbergen.com

Una doppia per una notte 80 € ma i prezzi variano. Variano ma restano alti. Che la Norvegia costi più della Somalia lo capisce anche chi non si muove mai da casa.

Di fronte c’è il P-hotel, color pasticcino.

www.p-hotels.no/photels/english/

Sono associati, ma il Travel costa meno.

Si procede subito lungo Torggaten e l’area pedonale che scende al porto.

Il porto di Bergen è la prova che è meglio viaggiare che comprarsi le Hogan. Si può restare un paio d’ore a guardarlo, con le case rosse che si riflettono sull’acqua nera.

Sul lato della strada principale c’è il Mercato del Pesce. D’estate apre tutti i giorni fino alle 21. D’inverno la domenica è chiuso e dopo le 16 rimangono solo gli stand coperti. Per uno spuntino è l’ideale. Salmone e balena sono  di casa.

Alla faccia di Pinocchio, la balena va assaggiata…

Il mercato vende anche fiori e frutta.

Adagiato sul porto, lungo il lato destro si stende il quartiere di Bryggen. Quando il sole cala e indora tetti e finestre, vengono i brividi. Nessuna cartolina può dipingerlo meglio. La zona costruita dal 1300, è fatta di case di legno tradizionali. Il bosco di Hansel e Gretel in confronto sembra Miami.

Anche d’inverno a Bergen, si cammina senza affanno per la strada. Il lato ovest della Norvegia è mitigato dalla Corrente del Golfo e i porti non gelano mai. Dire però che il clima ricordi quello di Ischia è una fregnaccia: fa comunque un freddo boia.

Cena da Egon Basaren, a Vetrlidsallmenningen 2. Detto così sembra un errore di battitura. Sta sul piazzale a destra dove fa angolo il porto, proprio sulla curva. D’estate ha i tavoli in giardino, d’inverno si sale la scaletta e si mangia dentro. Non è costoso ed è carino. Il salmone va forte; per i Norvegesi è come la piadina per un Romagnolo: imprescindibile.

Un piatto e due birre 22 €.

www.egon.no

La Mack Bryggeri è una birra norvegese prodotta nel birrificio più a nord del mondo. Birre locali diffuse sono anche la Hansa, la Ringnes e la Lysoholmer.

A Bergen, famosa come base di partenza per pesca oceanica e per le crociere verso i fiordi, c’è vita notturna. Ci sono locali e pub con musica anche dal vivo:

www.bryggennightclub.no

www.metronightclub.no

www.calibar.no

www.luuxbergen.no

L’Italiota che cerca di abbordare la Scandinava alta e bionda, generalmente fa la figura del Senegalese che cerca di vendere elefanti di legno: ogni dieci anni qualcuno abbocca, ma quasi sempre prevale una compassionevole indifferenza. La sera però si gira e la gente è socievole.

Colazione continentale al piano terra dell’hotel (calorie con l’esponente) e via, verso la Fløibanen, la funicolare di Bergen che sale sul monte Fløyen.

www.floibanen.no

La funicolare parte dall’edificio ad arco bianco in fondo alla via del ristorante Egon. Un ettometro dal porto e dal Mercato del Pesce.

80 NOK per il biglietto. In pochi minuti si arriva in cima con le cabine a rotaia che partono ogni quarto d’ora.

Il panorama è bello. Si domina Bergen e tutta la baia. Intorno boschi, sentieri e il lago Skomakerdiket. Ci si passa mezza giornata, anche se è a rischio turistardi.

Per isolarsi un po’, mantenendo la scenografia di Bergen, si torna e si cammina fino a Nordnesparken. È il giardino che sta all’estremità del promontorio dove sorge la città, il lato sinistro del porto per intenderci. C’è un’altalena nel giardino sul mare a Nordnesparken. Mezz’ora di silenzio privato, prima di risalire tra i portoni blu, verdi e bianchi delle casette di marzapane di Bergen, fa bene alla mente.

Oltre la chiesa di Nykirken, ci sono silenzio, mare scuro e case da fiaba. Un piacere per le orecchie, gli occhi e i pensieri.

Si cena da Pingvinen (Chi non capisce che vuol dire "Pinguino", ha problemi; c’è pure il disegno sull’insegna…)

www.pingvinen.no

Purtroppo sta anche sulle guide. Ottimo per cibi locali (salmone, balena, pesce vario e carne di renna) e costi: con 20 € si mangia.

Sta in Vaskerelven: venendo dall’hotel con la chiesa alle spalle, è la via sinistra dell’agenzia immobiliare EiendomsmeglerVest. Sta subito dopo il bancomat.

Birra al Sjøboden sul lungomare di Bryggen

www.sjoboden-bergen.no

oppure nelle viuzze vicino alla chiesa Korskirken (sempre di fronte al Mercato del Pesce), al Folk og Røvere

www.folkogrovere.net

www.facebook.com/pages/Folk-og-Røvere/77216632784

Si va ad Oslo col treno. La Bergen-Oslo è una delle linee ferroviarie più belle d’Europa e del mondo.

Importante è prenotare on line con largo anticipo per usufruire di un Minipris, cioè un prezzo scontato.

La differenza non è proprio una cazzata: da 815 NOK (più di 100 €), si scende a 250, poco più di 30 €.

Il sito delle Ferrovie Norvegesi è a prova di rincoglioniti. I biglietti si comprano dalla colonna a destra.

www.nsb.no/frontpage

Se ci si accorda con la reception si riesce a fare anche colazione alle 7. La stazione è a meno di 1 km dall’hotel andando a piedi.

Il treno, pulito e lucido come un’anguilla, parte alle 7,58 (puntualissimo) dal binario 3. Arrivo a Oslo alle 14,27.

Appena lasciata Bergen, si attraversa l’entroterra norvegese e il clima diventa più rigido. D’inverno con la neve, dai grandi finestrini del treno sembra un documentario. In quasi 500 km di corsa tra Bergen e Oslo, il treno ferma a Voss, Myrdal, Finse, Geilo, Nesbyen, Hønefoss e in altre cittadine incantevoli. Tra ferrovieri con i cani da slitta e paesaggi fatati, il treno s’incunea ad alta quota tra montagne, tunnel e strapiombi innevati. Fosse pure solo per questa tratta, varrebbe la pena arrivare in Norvegia.

Lo spettacolo dal vagone bar, largo, comodo e panoramico, con un caffè, costa meno di 30 NOK (4 €).

A Geilo c’è un ricambio enorme di passeggeri. La cittadina della valle di Hallingdal, vanta un comprensorio di 130 km di piste da sci ed è una meta turistica, non solo per Norvegesi. Vista la quantità di gente, non è escluso il colpo di sci in fronte alla Fantozzi, durante le passeggiate sul binario.

Si arriva a Oslo Sentralstasjon. Scesa l’ampia scalinata verso l’esterno, si percorre la pedonale Karl Joahns Gate, fra pub, locali e negozi. Sulla destra si vede il campanile della Dom Kirke, la Cattedrale; dopo l’incrocio con Akersgata (dove diventa carrabile), sulla sinistra, c’è la Spikersuppa, la pista di pattinaggio su ghiaccio; in fondo, in cima al parco, c’è il Palazzo Reale. Sulla parallela a destra, la Grensen, seguendo i binari del tram c’è lo slargo con il P-Hotel.

www.p-hotels.no

Con l’offerta presa in anticipo, costa 75 € per una notte.

Oslo è bella, ordinata ma soffre di sindrome da evoluzione a tutti i costi, un po’ come altre comunità del nord europeo.

In effetti, la grande civiltà, accogliente e progredita che si è migliorata nei decenni, pare arrivata a un bivio.

Chiariamo: l’attentato del 2011 ha tolto il coperchio ad un disagio sottovalutato, in Norvegia e in altri Paesi scandinavi: ci si chiede che margini abbia ancora la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione. Se da un lato nel DNA dei Paesi nordici c’è un’impronta progressista ritenuta spesso un modello, dall’altro ci si è resi conto che il potenziale demografico norvegese, confrontato con quello dei “nuovi Norvegesi” importati, non è in grado di garantire uno sviluppo equilibrato, pari a quello degli ultimi decenni. Soprattutto senza snaturare la cultura locale. È un dibattito molto sentito in Norvegia.

Immergersi nel tessuto cittadino tuttavia, è facile. I Norvegesi sembrano bravi e tranquilli. Si gira.

È più facile che un cammello passi nella cruna di un ago che a Oslo si mangi con due lire. Per evitare derive asiatiche ed etniche, o si opta per i cibi in piedi veloci come 7 eleven (ce ne sono parecchi in giro per la città, www.7-eleven.no) o si cerca con pazienza: qualcosa si trova. Per esempio Bør & Børsen. Ci si arriva col tram 17 da sotto l’hotel, chiedendo per Trondheimsveien. Il ristorante sta sulla destra.

www.borsenbar.no

Mangiare con meno di 25-30 € in Norvegia è difficile, a meno che non si punti tutto sull’anoressia. In altre termini, chi pensa di andare a Oslo, abbuffarsi in trattoria e spendere due lire, non ha capito un cazzo.

Però si gira che è una bellezza.

Ad Oslo chi non è architetto, designer, art director o creativo in generale, si sente uno stronzo. Gli edifici di Tjuvholmen, ex area di docks portuali sono oggi un incrocio fra il Palazzo di Vetro a New York e la Morte Nera di Guerre Stellari: notevole. Notevole anche il Teatro dell’Opera adagiato direttamente sull’acqua del porto, anche se a vederlo più che il tempio del bel canto, ricorda una costruzione dei Lego. Oslo è all’avanguardia. Così all’avanguardia che è piena di turisti-artisti, (evoluzione etica dei turistardi). Non è un caso che tre delle quattro versioni de L’Urlo di Munch siano esposte a Oslo, alla Galleria Nazionale e al Museo di Munch (Munch era norvegese, del resto…).

www.munch.museum.no

www.nasjonalmuseet.no

Non è un caso nemmeno che il Nobel della Pace si assegni proprio qui, nel bellissimo Radhuset, il Municipio fatto a castello che guarda il porto. Insomma, i buoni, i bravi e soprattutto gli intelligenti, a Oslo, si trovano benone. Sinceramente, la cosa da un po' al cazzo...

Il porto è bello, bellissimo. È un cuneo su un fiordo e offre spunti per fotografie senza precedenti, soprattutto d’inverno. Proprio d’inverno, nel periodo del Natale di Nostro Signore, nel porto c’è il mercatino tradizionale con cibi, bevande e cose tipiche, compreso Babbo Natale seduto in uno stand per le foto.

Sullo Stranden di Aker Brygge (la zona del porto per fighetti) c’è il Cafè Albertine. Dà proprio sulla banchina con le barche ormeggiate.

Piatto unico e birra con circa 30 €.

www.cafealbertine.no

Uscendo dall’hotel, lungo i binari, sul lato sinistro c’è un edificio giallo con il ristorante Stortorvets. È una taverna antica e al tempo stesso abbordabile: incredibile. Si mangia perfino con meno di 30 €! In questi casi in norvegese si dice "Me cojoni!"

www.stortorvets-gjestgiveri.no/nb

Oslo è bella. Ma la Norvegia probabilmente è anche altro. Era meglio il treno da Bergen, forse. Ci si tornerà.

Si parte per l’Italia. Per Roma con Ryan. Volo solo andata Ryanair Oslo Rygge 10,20 Roma Ciampino 13,25. Costa 45 €.

Dalla stazione di Oslo, c’è il treno per l’aeroporto di Oslo-Rygge. Ci mette quasi un’ora perché sta in Culandia.

Quello delle 7.02 dal binario 18 va bene. In ogni caso c’è il sito delle ferrovie, già segnalato sopra. Costo 150 NOK (circa 20 €).

All’arrivo c’è la navetta gratuita che porta al Terminal.

In alternativa dal Bus Terminal alla stazione centrale di Oslo (guardando la stazione sulla sinistra), si prende il pullman. Costo 170 NOK, comprando il biglietto dall’autista. Parte ogni mezz’ora circa e ci mette un’ora.

Per Malpensa c’è Norwegian alle 9,50 che arriva alle 12,30. Però parte da Oslo Gardermoen. Costo 48 €. C’è il treno dalla stazione centrale ogni dieci minuti. Ce ne mette venti. Costa circa 22 €.

Bella la Norvegia.

Si torna a sud, nella grande confusione calda che costa meno.

 

 

 

 

 

 

 

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