Polonia

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Il ricordo

  1. “Dopo tre giorni capì che Danzica non appariva sui monitor perché in polacco si dice Gdansk; gli consigliammo di iscriversi a un corso di guida per ciechi…”
  1. NOTTI: 5
  2. BUDGET: 430 €
  3. FATTO A: gennaio 
  4. DA: 2 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Danzica, Varsavia, Cracovia.
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Volo Roma Fiumicino per Danzica con Wizzair solo andata alle 20,55. Arrivo alle 23,35. Costo 59 €. (Ritorno da Cracovia, dettagli in calce).

Da Orio al Serio solo andata sempre con Wizzair parte alle 19,40. Arriva alle 21,40 e costa sui 40 €.

Diciamo subito che cercare Danzica sui monitor è una cazzata. In polacco si dice Gdansk. Il polacco è una lingua slava di quelle toste e anche a sentirlo parlare per giorni, non aiuta moltissimo. Tanto vale abituarsi subito.

Arrivo all’aeroporto Lech Walesa di Danzica col buio anche se non c’è fuso. C’è freddo però. D’inverno parecchio. Siamo in Pomerania del resto, non a Terracina.

Normalmente è il bus 210 a fare il percorso di mezz’ora fino alla stazione centrale di Danzica. Passa fino alle 23. Dopo c’è il bus N3 che ci mette mezz’ora. Il biglietto costa intorno a 1 € e si prende anche dall’autista. Arriva a ridosso della stazione dei treni. In alternativa c’è il taxi. Una notturna per il centro non si deve pagare più di 80 zloty, altrimenti è quello che al Conservatorio di Varsavia chiamano "inculata".

Trovando un accordo quando si prenota il pernotto, con 80 zloty si prende un passaggio direttamente dai tizi dell’appartamento (a saperlo, anche meno). In Polonia conviene prenderne uno, perché gli hotel di fascia media sono costosi.

www.norda-apartamenty.pl

La stanza prenotata è in ulica Swietego Ducha 67, in pieno centro storico. 48 € in zloty, con letto matrimoniale.

Danzica è una città particolare, poco da obiettare...

È stata il casus belli della Seconda Guerra Mondiale col noto Corridoio, la striscia di terra tra la città e la Germania, da cui era stata separata dopo la Grande Guerra. Coincide con la Cassubia, che non è un piatto lombardo, ma è una regione del nord della Polonia. Storicamente tedesca, dopo il regolamento di conti del 1945, passò alla Polonia. Giace sul Baltico, piena di riflessi nordici. I gabbiani, il cielo veloce, il color ruggine dei palazzi…. Danzica odora di mattoni, lacrime e sale. È una ruga bella tra Amburgo e Tallin. Una ruga bella e triste, con tutte le sue le cicatrici.

Ora che abbiamo fatto i poeti, continuiamo.

Due parallele oltre l’appartamento c’è ulica Dluga che poi diventa Dlugi Targ. Dopo gli archi di Dlugi Targ c’è il ponte sulla Motlawa, ramo della Vistola. A gennaio gela e ci si cammina sopra. La Vistola non è un brufolo fastidioso, è un fiume importante.

Camminare per Rybackie Pobrzeze, sotto la storica Gru, davanti all’isola di Olowianka è più di una fiaba. Le case e le finestre ricordano l’Olanda: sembra un quadro fiammingo. Navi bloccate dal ghiaccio; pescatori seduti che pescano col filo; color ruggine ovunque e odore di freddo e pesce. Danzica è una favola di metallo, forgiato in un fuoco di mattoni rossi.

Le sere fredde nel cuore di Danzica, tra luci e riflessi, tra il fiume e la Torre del Municipio, mettono bontà nel cuore. I turistardi non hanno scoperto ancora questa città ed è una bella botta di culo.

Birre antifreddo da Degustatornia.  www.degustatornia.pl

Ha una carta di birre polacche che fa spavento. Per andarci, si percorre la via di casa fino al fiume, passando sotto l’arco di accesso (c’è un cancello). Si esce proprio sotto la Gru, simbolo di Danzica; si segue il fiume verso sinistra per 200 metri fino al ristorante Kubicki. È la parallela dietro. 10 € in zloty.

Colazione dolce al Bar Pod Ryba in Piwna, la parallela di fronte casa. Pochi zloty. http://barpodryba.pl

Lungo Piwna e vie adiacenti c’è l’imbarazzo della scelta fra caffè e bar e locali.

Fra vialetti, mattoncini, finestre quadrettate, portoncini rialzati con scalette, sembra di camminare nei cortili di Londra. Danzica in effetti è più Nord che Polonia.

È una nostra convinzione: camminare con la neve davanti alla Fontana di Nettuno, la torre del Municipio e la Corte di Artù a Dlugi Targ, è meglio che stare a casa a guardare Gordon Ramsey su Real Time.

Giretto per la chiesa di Santa Maria, Mariaka e altre vie, passando per le Porte antiche della città (si chiamano Brama).

Bella Danzica. Bella sul serio.

Il freddo chiama alla Neptun che si presenta come posto economico.

www.barneptun.pl/menu_dania.php

Ottimo il Bigos (carne e patate). Si mangia e si beve con meno di 9 € in zloty.

Sull’isola di Olowianka c’è la Tawerna Olowianka, altrimenti. Ma bisogna passare il ponte e camminare sull’isola Olowianka. Dipende dal freddo preso.

Giro e riposo.

Al Kubiki. Prima che scenda la luce, un tè è buona cosa. Pochi zloty.

Visto che il ristorante Gdanska è troppo fighetto (è sulla via di casa).

www.gdanska.pl la sera si mangia alla Tawerna Mestwin. Eccellente. Pesce e zuppa con birre per 13 € in zloty. Sta in Straganiarska.

www.tawernamestwin.pl/tawerna.php

Poi birre e vodka. Girando tra i bordi del fiume Motlawa e le viuzze intorno. D’inverno non ci sono tavoli all’aperto. Con 0° gradi ci mancherebbe pure…

Colazione al Czerwone Drzwi su Piwna. In polacco significa Porta Rossa; infatti la porta è rossa. Il posto è fico e varrebbe la pena andarci per cena: fa il pesce con i controcoglioni, anche se è un po’ radical chic. Essendo mattina, si opta per il caffè con la torta polacca fatta in casa. 3 € in zloty.

L’appartamento è a un 1 km dalla stazione centrale. Si va, anche se Danzica merita più tempo, almeno altri due giorni: Solidarnosc e il crollo comunista sono partiti da qui. Lech Walesa, il sindacalista Presidente che dà il nome all’aeroporto, iniziò qui la rivolta contro il regime di Jaruzelski.

Camminando si arriva alla stazione che si vede da lontano. Sembra una cattedrale. Rossa, bella, di fine ’800.

http://rozklad-pkp.pl/bin/query.exe/en

 

Il treno parte da Danzica parte alle 10,17. Arriva a Varsavia alle 16,54. In zloty costa poco più di 20 €.

Le Ferrovie Polacche (PKP) sono moderne ed efficienti (le SKM effettuano servizi locali). I lavori per gli Europei del 2012 hanno migliorato infrastrutture, materiali e le tratte con le grandi capitali. I treni EIC sono gli Express Inter City; i TLK (Tanie Linie Kolejowe) sono treni di lunga percorrenza più economici; gli Eurocity i treni rapidi internazionali.

Bisogna fare attenzione alle indicazioni. Peron è la piattaforma: Tor il binario. Un peron ha due tor. Chi l’avrebbe detto…

Bianchi e blu, con i vagoni open space, si parte. Tczew, Malbork, Ilawa, Dzialdowo, Ciechanow le fermate intermedie. La Polonia è piatta per dire piatta. Le tre ore passano rapide. Con la neve le foreste tra Pomerania e Masovia diventano una distesa omogenea. La storia d’Europa ha scritto più volte da queste parti. Si può fare uno spunto nel WARS (vagone ristoro). Anche no però.

Si arriva a Varsavia, anticipati dalla periferia. Dire che la periferia di Varsavia mette allegria è come dire che Striscia la Notizia fa cultura: non è vero.

Si dice che Warsawa Centralna sia ben quotata tra le stazioni di treni più brutte d’Europa. In effetti l’impatto non evoca immediatamente la Costiera Amalfitana, ma anche se la struttura è un’apologia dell’orrore edilizio comunista, sinceramente c’è di peggio.

Si esce sulla destra della stazione. D’inverno è buio. Sotto il cavalcavia a destra si prende il tram 33 sulla Jana Pawla II. Sembra Piazzale Prenestino a Roma. Sulla destra c’è il Palazzo della Cultura e della Scienza, simbolo di Varsavia. Si scende all’incrocio enorme con Solidanosci, dopo 1 km. Si prende il tram 13 (verso destra, sennò si arriva in Culonia) fino al tunnel di Stare Miasto. Sopra sulla sinistra è la città vecchia.

I biglietti da quaranta minuti costano poco più di 1 € e si vendono alle macchinette. I tram passano spesso. Il freddo è relativo.

Prendere il tram a Varsavia d’inverno è una poesia gelida. Neve vecchia; smog; sferragliare di tram che corrono senza corsie su binari intrecciati (vedi viaggio in Bulgaria), strade veloci progettate per non parlare. È lontano il mare da Varsavia. Anche il sole. Eppure, tra i volti rotondi con i nasini a punta s’incrocia qualche sguardo caldo. I Polacchi sono cattolici dal sangue rovente, anche se avvolti in cappelli, sciarpe, cappotti e dignitosa semplicità, sembrano altrove. Salire su un tram d’inverno a Varsavia ha una sua bellezza.

Si arriva in Miodowa per la consegna dell’appartamento.

http://ether.viewbook.com/apartments/apartments-1

40 € a notte, molto fico e sta nel cuore della città.

Cento metri a sinistra c’è la Piazza con la Sirenetta. Si fa la Swietojanska con la Basilica di San Giovanni Battista e si arriva al Castello. È il centro del centro.

Ci si riscalda prima di uscire. In Polonia è necessario.

Cena sulla Krakowskie Przedmiescie che è la semi pedonale dopo la Piazza del castello. Nella prima traversetta a sinistra, la  Bednarska, c’è Pierogarnia.

www.pierogarnianabednarskiej.pl

È la patria dei pierogi, i ravioli polacchi.

Sulla destra, al 53, invece c’è U Hopfera. Più povero. Si paga sui 14-15 € da entrambi. Sulla stessa via c’è il Nora Pub, con ampia scelta di birre polacche.

La Eb, la Dojilidy, la Lech, la Ochicim, la Lezajsk.

Proseguendo s’imbocca Nowy Swiat, d’estate piena di tavoli all’aperto, d’inverno di birrerie e bar.

Sulla destra, prima della BNL c’è Bierhalle. È una birrificio dove si mangia pure. Eccellente.

www.bierhalle.pl

Ciemne, Jasn, Pils, Pszeniczne, Kozlak… Ottima esperienza.

(Per la birra polacca vedi anche scheda Cracovia).

Si torna a piedi. Un quarto d’ora al massimo.

Colazione uscendo a destra sulla Miodowa, che passa sopra il tunnel di Solidarnosci. Appena imboccata Krakowskie Przedmiescie, dopo L’Irish Pub c’è un bar. Caffè lungo e torta locale. Pochi zloty.

Si gira per il Castello (è un palazzo…), per le mura rosse, per la piazza della Sirenetta, con le facciate dei palazzi color pastello che fa tanto Europa continentale. Varsavia è stata ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma la tradizione regge. Problema antico della Polonia, nazione fiera e orgogliosa, è avere come vicini Germania e Russia, non proprio due mammole. Se questo ha creato pagine atroci antiche e recenti, dall’altra ha forgiato il carattere nazionale. I Polacchi sanno soffrire.

Il centro (Stare Miasto e Stare Nowo) è piccolo e arriva a malapena al fiume Vistola.

Che Varsavia sia la città più bella del mondo non si azzarda a dirlo nemmeno il sindaco. Però ha un suo perché e girarla d’inverno con la neve, avendo in bocca il sapore di un piernik  (dolce al miele) o di un sernik (dolce alla ricotta) è un piacere particolare.

Si trotterella.

I Giardini Lazienki Krolewskie (i Bagni Reali) d’estate sono uno spettacolo, con concerti gratuiti dedicati a Chopin, simbolo del Paese; d’inverno sono un tantino gelati… Ci si arriva col tram 36 da Solidarnosci (l’incrocio solito) a Plac Zbawiciela e poi a fette per 200 metri. Un tuffo nelle arterie sovietiche viste dal finestrino del tram.

Per pranzare, al ritorno, si scende dal tram 36 a Plac Bankowy. Prima dell’incrocio per Solodarnoci e tornare a casa. C’è la taverna Jadalnia Popularna

http://jadalniapopularna.pl/

È la cosa meno turistica che si possa trovare: una specie di trattoria dai colori sbiaditi, con cibo polacco. 8-9 € circa.

Si torna.

Per la sera si adocchiano il Bazyiskzek in Piazza e lo Zapiecek a un metro dalla Piazza, a Piwna.

www.bazyliszek.waw.pl/

http://www.zapiecek.win.pl/

Sembrano rinomati e un po’ per turisti. Ma d’inverno, a Varsavia, è un concetto relativo.

15 € in zloty per mangiare allo Zapiecek. Zuriek (minestra acida con pancetta) e golabki (involtino di verza con carne macinata) compresi.

Birreria Piwna Kompania a Podwale 25, cento metri dal ristorante.

www.podwale25.pl

Dicono che bisognerebbe andare a Praga (è il quartiere oltre la Vistola, non la capitale ceca). È una zona ex operaia ora un po’ di tendenza. Anche se probabilmente piena di sedicenti artisti, sarebbe il caso solo con un giorno in più.

Saluti e abbracci per la riconsegna delle chiavi.

Colazione al solito baretto.

Strada a ritroso per Warszawa Centralna per evitare il freddo, col taxi: 20 zloty la corsa totale.

Il treno delle 9,55 arriva a Cracovia alle 12,54. Costa 80 zloty (meno di 20 €).

http://rozklad-pkp.pl/bin/query.exe/en

Sul binario a fianco, alle 9,50 parte il treno per Berlino. Alle 10,12 parte quello per Mosca.

Filando come un treno appunto, si entra nella Malopolskie (Piccola Polonia) e si arriva a Cracovia Glowny (vedi il viaggio a Cracovia in questo sito).

Si esce dalla stazione stando attenti a non scivolare sui lastroni dell’ingresso e si gira a sinistra verso la Piazza del Mercato. Appartamento tramite Old City Apartments, proprio nella città vecchia. Apartment studio 23 prenotato con offerta su

www.antiqueapartments.com

Sta in Plac Szcepanski 2, a pochi metri dalla Piazza storica.

Si fa in tempo a pranzare da Havelka, ristorante fighetto all’incrocio tra Slawoska (dall’appartamento a sinistra) e Pijarska.

www.hawelka.pl

Facendo la strada s’incontra il ristorante Jadelko, a destra lungo Slawoska. Sembra più vero. Per mangiare e bere sono 13 €.

Cracovia è più godibile di Danzica e Varsavia, lo capisce anche uno stupido. È più giovane e universitaria, quindi piena di locali, birrerie e possibilità. Sostenere che a Cracovia c’è pure un po’ di fica, non sarebbe una tesi del tutto strampalata…

Questo, al netto della santità e dei legami con Papa Giovanni Paolo II, s’intende.

Oltre la Piazza, c’è il quartiere Kazimierz, che pullula di viuzze, pub, locali e ristoranti. Ottimo il pub Szynk in ulica Podbrzezie.

Si rimane in zona anche per cena, al Marchewka z Groszkiem, a ulica Mostowa.

https://www.facebook.com/pages/Marchewka-z-Groszkiem/185733254794188

Ci sono molti locali con musica per studenti, basta orientarsi a naso. La zona di Kazimierz offre ampia scelta.

Tornando, si passa da dietro, sotto il colle del Castello e della Cattedrale. Illuminati, con il fiume Vistola che piega proprio lì sotto, sono una cosa bella, meteo permettendo.

Colazione con dolce locale e caffè al Bunkier Caffè, proprio nella piazza di casa. D’estate è ben frequentato. Pochi zloty.

La moneta locale rimasta, si spende per i ricordini sotto il mercato coperto di Piazza del Mercato, stando attenti a non comprare cazzate. Il turistardo abbocca spesso a Cracovia…

A Plac Jana Mateiki, a cento metri dalla stazione, c’è una trattoria polacca: Jarema. Una cosa all'antica, quindi perfetta.

http://www.jarema.pl/

12 € in zloty circa per fare l’ultima overdose di calorie.

Freddo, occhi sazi, pancia piena, belle cose in giro.

Un treno buono per andare in aeroporto c’è alle 16,12. Ci mette venti minuti. Biglietto a bordo di 4 zloty circa e navetta gratuita per il terminal. È a prova di idiota.

http://rozklad-pkp.pl/bin/query.exe/en

Il volo Ryan da Cracovia per Roma Ciampino parte alle 17,45. Arriva alle 19,45. Costo 74 €.

Per Orio al Serio parte alle 19,40 e arriva alle 21,25. Costo 60 €.

Andare inLa Polonia è un viaggio magnifico. Per certe cose, soprattutto d’inverno.

 

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