Repubblica Ceca, Praga

CZ

Il ricordo

  1. “Si ostinava a scattar foto da Ponte Carlo nell’ora di punta continuando a collezionare capocce di turisti”

 

  1. NOTTI: 2
  2. BUDGET: 220 €
  3. FATTO A: marzo 
  4. DA: 2 girandoloni
  1. DESTINAZIONE
  2. Praga
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Volo Smartwings Roma Fiumicino-Praga Terminal 3 alle 15,15. Arrivo all’aeroporto di Praga Ruzyne alle 17,10. Costo  A/R  90 €. Da Milano Maplensa c’è easyJet alle 10,30 che arriva alle 12,05.   A/R 70 €. Orari e compagnie cambiano ogni 30 secondi...

Agli arrivi c’è il botteghino per i biglietti del trasporto pubblico. Tanto vale vederlo subito, sennò bisogna tornare indietro.

1 biglietto per 90 minuti costa 32 corone (poco più di 1 €).

All’uscita c’è la fermata del 119. Lo prendono tutti, impossibile sbagliare. Per mettersi seduti bisogna spingere o fingere un handicap.

Il bus gira per i terminal e poi punta il centro. Dopo mezz'ora una periferia bruttina, arriva a Dejvicka, il capolinea. Si scende a destra per le scale della metro (linea A, verde). Con lo stesso biglietto sono cinque fermate fino a Muzeum. È dalla parte alta di piazza san Venceslao. Si traversa Mezibranska e al 13 c’è il Musketyr Hotel. Facile.

www.hotel-musketyr-prague.com

50 € una doppia con soffitta di vetro resina con vista sul castello (a 2 km).

Più centrale è la sistemazione all’Hotel Tri Bubnu. Si scende alla terza fermata della metro A, a Starometska. Usciti dalla metro si segue Kaprova verso il centro. Pochi metri e sulla destra c’è ulicka Radnice, con la facciata bianca dell’hotel. L’ingresso è attaccato a un pub, davanti a un porticato.

www.utribubnu.cz

80 € per una doppia caruccia, colazione inclusa. Non è regalato, ma l’hotel è attaccato alla Staromestsky Namesti, la piazza con la Torre dell’Orologio. 

Cercando di evitare il turistardo che a Praga è di casa , si cena al Lokal, molto frequentato dalla gente del posto. Dalla piazza famosa, guardando l’orologio, in fondo a destra su ulicka Dlouhà fino al civico 33, dopo un minimarket. Sembra il corridoio di un ospedale. C’è un solo tipo di birra alla spina ma molti piatti locali.

Senza nulla togliere a riflessioni kafkiane, al legame tra società ceca e musica classica e alle valutazioni sull’incidenza che l’architettura asburgica ha avuto nel tessuto urbanistico, possiamo azzardare che andare a Praga e non bere birra è proprio da coglioni.  La Repubblica Ceca ne conta parecchie: Staropramen; Pilsner Urquell, Krosovice; Bernard; Gambrinus sono alcuni dei marchi più commerciali.

I tavoli del Lokal sono grandi e può capitare di sedere insieme ad altri. Ottimo pasto per 16 €. Ha una grande varietà di slivovitz. Lo slivovitz è il distillato alle prugne (Plum brandy). È comune nei paesi slavi e in generale nell’Est. In Serbia, Croazia e Bosnia si chiama rakia; in Albania e Turchia rakì; nei paesi a trazione ungherese (Ungheria, Vojvodina, Transilvania) palinka (vedi nel sito i viaggi nei Balcani).

La colazione all’hotel Musketyr è continentale (all’hotel Tribubnu idem, ma la sala è più piccola). Il Musketyr ha anche un ristorante da leccarsi i baffi ed economico: la classica dritta da girandoloni.

Si gira per Praga, accorpandosi all'oceano omologato di turistardi . Ponte Carlo e la salita dal quartiere di Mala Strana fino al Castello e alla cattedrale di San Vito. Circa sette miliardi di persone in rotazione oraria e antioraria. Si può scegliere.

Una volta a valle, per fare i Praghesi, si prende il tram 22 a Namesti Miru nella zona di Vinohrady dietro l’Hotel Musketyr. Si evita così il bagno di folla a Karlova (la via pedonale che parte da Ponte Carlo) e piazza san Venceslao, cara a Jan Palach, ai casinò e gli Arabi che ci ruspano intorno. Sul tram conviene mettersi seduti e rilassarsi al finestrino come si tornasse da lavoro. 

Praga è uno scrigno. Se è chiusa, nella nebbia, nei pinnacoli, nell’acqua fredda e nera della Moldava, è piena di ricchezze. È malinconica Praga, presa senza folla. Una lacrima europea; scura e aperta; facile e timida. Coi tram e le vie d’altri tempi, col fiume e le cupole d’oro. Siamo molto poeti noi girandoloni. 

Grande cosa sono i concerti di musica classica nella chiesa di san Nicola a Malostranske Namesti  (lato castello). Basta vedere gli orari: se c'è di pomeriggio, ci si va di pomeriggio. Se c'è di sera, ci si va di sera.

Tornando verso il centro, pranzo nella piazza dell’orologio alle bancarelle. Maiale e oca arrosto vanno a ruba.

Per cena invece c’è la trattoria Andelska, fuori dal circuito. Si prende la metro A da Malostaranska a Namesti Miru e lì il bus 135. Sta sulla sinistra al civico 521 di Kodanska. Specialità e birra, senza turisti, per meno di 15 €. I prorietari sono Cechi in tutto. Per ordinare bisogna farsi notare...

www.andelskakridla.cz

Si beve Becherovka. È il digestivo tipico di Praga, che sta dappertutto.

Birreria per Cechi. Ottima e in una zona anonima di palazzi mansardati praghesi. Sta cinque parallele sopra la trattoria, in Slezska 134 (inutile provare a dire destra, dritti, sinistra, destra... Ci vuole la mappa, anche se è vicino). www.ubergneru.cz

Mattina presto per prendere Ponte Carlo vuoto. La bruma della Moldava è gagliarda. Anche Karlova e tutte le chincaglierie per turisti sono belle (sono chiuse infatti). MA dura poco: alle 8 è già tardi.

Di domenica si chiude il giro alla Cappella di Betlemme (da Karlova a destra per Liliova). La chiesa è piena. Appena in tempo per prendere la borsa, la metro e fare esattamente il percorso a ritroso per l’aeroporto.

Si deve scendere al Terminal 2 per le destinazioni UE, dove vanno quasi tutti i turistardi.

Volo ritorno Smartwings per Roma alle 12,35. Arrivo a Fiumicino alle 14,25.

Per Malpensa easyJet alle 13 che arriva alle 14,30. (C’è anche la sera alle 21,25).

Praga non ci fosse gente sarebbe un sogno. Ma vale sempre la pena, pure fosse per due giorni. Anche da soli.

 

 

 

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