Serbia, Belgrado

RS

Il ricordo

  1. “Belgrado è austera e giovane, rivoluzione e impero, croce e stella, blasone e popolo. È piena di fica, Belgrado…”

 

  1. NOTTI: 2
  2. BUDGET: 240 €
  3. FATTO A: gennaio 
  4. DA: 2 girandoloni
  1. DESTINAZIONE
  2. Belgrado
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Volo Alitalia da Roma Fiumicino per Belgrado Nikola Tesla alle 9,45. Atterra alle 11,05. Costo  A/R  130 €. È tanto, ma si recupera sul posto.

Tanto per dirne una, Nikola Tesla è l’inventore serbo interpretato da David Bowie nel film The Prestige, con Hugh Jackman e Chrstian Bale.

Da Milano Malpensa easyJet parte alle 14 e arriva alle 15,45. Costo A/R 81 €. Ancora meglio di Roma.

L’arrivo a Belgrado è silenzioso. Belgrado è stata capitale della Jugoslavia; i Serbi erano come i Russi per l’URSS: i padroni di casa. Dopo le guerre degli anni ’90 è rimasta capitale di ciò che rimaneva (Serbia e Montenegro) e dopo il 2006 della sola Repubblica serba, senza nemmeno più sbocco al mare. Con l’indipendenza de facto del Kosovo, regione storica della Serbia, oggi è ridotta a capitale di uno Stato più piccolo, non del tutto integrato nella comunità internazionale (vedi viaggio in Serbia e Kosovo nel sito). Aleggia quello che in linguaggio diplomatico si definisce… un certo rodimento di culo generale. Le condizioni economiche non esaltanti, fanno il resto. Rimane però la capitale bella di un Paese fiero, baluardo d'Europa e con una grande storia (vedi altro viaggio in Serbia in questo sito).

Fuori agli arrivi dell’aeroporto, c’è il minibus A1. Biglietto a bordo per 300 dinari serbi (RSD). Sono meno di 3 €.

È bene chiarire subito che i Serbi usano il cirillico, come i Russi e i Bulgari. A chi dovesse aggiungere

“… e chissenefrega!”

si potrebbe ribadire con un

“se poi non ci capisci un cazzo, non ti lamentare…”.

Ulica (“via”) e trg (“piazza”) sono scritte in un altro alfabeto: è bene darsi subito una svegliata prima di rimanere a fissare le scritte per un'ora. Si può contare sempre sull’aiuto dei passanti, sempre molto gentili in città.

Il bus parte ogni venti minuti e in mezzora, arriva alla stazione dei treni (grande e gialla) o prosegue per Trg Slavija, una grande rotonda con bus e tram. Per andare all’Hotel Royal dalla stazione a piedi è un quarto d’ora. Altrimenti a Trg Slavija c’è il filobus 22L che porta fino a Trg Studentski in pieno centro.  Il biglietto si fa a bordo (60 RSD, 0,50 €). Ma le cose cambiano e aumentano i bus con la tessera elettronica. I chioschi per i biglietti stanno ovunque; li vede pure un cieco: basta balbettare “card” e si ottiene la BusPluscard da 40 RSD ricaricabile. Si può ricaricare fino a 500 RSD (otto corse). Quando si passa sul visore, non bisogna insistere, sennò scala due volte.

In alternativa c’è il taxi direttamente all’aeroporto per 1500 RSD.  

Si raggiunge Kralja Petra (vedi altro viaggio in Serbia nel sito). Al 56 c’è l’Hotel Royal.

http://hotelroyal.rs/en/

La stanza doppia migliore costa 45 € in dinari. Al mondo c’è di meglio, ma sta al centro e costa poco.

“Che ci andiamo a fare a Belgrado?”

Solo un coglione medio-grosso può fare questa domanda.

Belgrado è una città austera e giovane, socialista e monarchica, pensierosa e bella, importante in tutto. È una grande capitale col blasone e il sangue blu. Nota non secondaria, è piena di bella gioventù. L’etnia slava sotto questo profilo è feconda e Belgrado ne è la prova. Girarla a piedi insomma, non è così fastidioso, anche col freddo e la neve; è piena di fica per capirci…

Per pranzare (per i voli da Milano, si tratta di cenare…) c’è la Kafana Srspka (trattoria serba) in Svetogorska 25. A piedi dall’hotel si fa tutta la Jugovica fino a Makedonska.

http://www.srpskakafana.rs/

Ci si torna per forza perché non ci sono turistardi con  le guide sul tavolo e con 1300 RSD (sui 10 €) si mangia zuppa, carne grigliata e vino rosso della casa.

Sempre valida la Jelen pivo, la birra serba per eccellenza.

Passeggiata per il centro storico, tra Trg Republike e la Cittadella Kalemegdan, fortezza panoramica alla confluenza del Danubio e della Sava. La vista sui fiumi e sull’Isola della Guerra dalle mura è notevole. Ci sono anche un museo di armi all’aperto e bancarelle con gadget nazionalisti: un berretto tradizionale serbo (da cetnico oppure quello con lo spacco in mezzo) costa 5 €, ma è meglio non portarselo in Croazia e Albania…

Ci sono tanti modi per fare incazzare un Serbo. Uno dei migliori è parlare bene degli Albanesi e magari dire che sul Kosovo hanno pure ragione.

Per chiarire: il Kosovo è una regione serba, abitata in maggioranza da Albanesi (spesso islamici e d’origine turca). Le radici della nazione serba sono in Kosovo con la battaglia della Piana dei Merli del 1389, quando i Serbi, sconfitti dai Turchi, divennero il baluardo della cristianità (ortodossa) contro l’islam. I più bei monasteri ortodossi, sono proprio in Kosovo.

Nel 1999, con le restrizioni all’autonomia dei Kosovari e dopo molte violenze, scattò il bombardamento NATO contro la Serbia di Milosevic. Fu l’inizio della separazione de facto del Kosovo. La Serbia solo ora, a malincuore, sta ingoiando il rospo per ottenere in cambio l’ingresso nella UE.

Il nazionalismo serbo è genetico e non è bene scherzarci troppo. Dalla fine del comunismo jugoslavo in poi, con l’aiuto della Chiesa ortodossa, è tornato un elemento di aggregazione primario.

http://www.youtube.com/watch?v=msv6fZ5H7lY

Ad ogni modo, oggi il Kosovo è una repubblica di fatto indipendente, dove rimangono pochi Serbi (a nord) separati dalle forze ONU dal resto del Paese, ormai tutto albanese. La tensione resta altissima (vedi viaggio in Kosovo nel sito).

La Serbia non fa ancora parte della UE ed è un Paese ancora riconoscibile e non mondializzato. I segni delle sofferenze sono netti però: su viale Nemajina, all’altezza di Milosa, c’è ancora il palazzo della RTS (la tv di Stato) distrutto dalle bombe americane. È stato lasciato come monumento e fa impressione.

I tram sferragliano, il grigio incombe, i palazzi spigolosi del potere si sovrappongono all’architettura asburgica. Belgrado è bella: non solo nella Stari Grad (il centro).

Si mangia in Vuka Karadzica, al Prolece (Primavera). È una perpendicolare pedonale a destra di Trg Studentski. Il ristorante sta in fondo a sinistra, superata la Mihailova. È un’altra chicca: si mangia serbo con circa 9 €. Cevapcici (salsicce) o meso (carne in generale). Colesterolo a grappoli, ovviamente.

Di sera si va verso la Jevremova (alle spalle di Trg Studentski, perpendicolare della via dell’hotel). In fondo c’è la Skadarska ulica con la via ciottolosa della città vecchia. È la zona dei cosiddetti artisti. D’estate è turistico con tanti locali all’aperto (vedi altro viaggio a Belgrado nel sito). La via costeggia la vecchia fabbrica di birra, ora ridipinta.

In Simina 21 c’è il The Tube.

http://www.thetube.rs/6th/

Si balla ed è pieno di gente. Con 1500 RSD si passa la serata nella Belgrado che si diverte.

Belgrado si diverte pure all’Akademija, in Rajiceva 10 (vicino alla fortezza Kalemegdan, superato l’incrocio con Mihailova, è una parallela a destra della via dell’hotel)…

…si diverte al Plastic

http://www.clubplastic.rs/

sulla Takovska, incrocio a sinistra della Makedonska.

Al Bar Baltazar, in Karadordeva 9 (vicino al ponte Brankov e al fiume Sava), ma che costa un botto per i parametri locali.

Si diverte in altre decine di locali sparsi per il centro e in tutti gli splavovi (le chiatte galleggianti su Danubio e Sava). Bisogna chiedere però, perché sono stagionali e spesso difficili da raggiungere senza taxi.

Sempre su Simina, caffè e dolce per colazione al Cafè Centrala. 400 RSD.

Giro e pranzo al ristorante “?”(ha l’insegna col punto interrogativo) in Kralja Petra al 6, di fronte alla Cattedrale. È la via dell’albergo ma dalla parte opposta, in discesa sulla sinistra. Sta su tutte le guide purtroppo, ma vale la pena. Sarà pure pieno di stronzi infatti… ma con 1000 RSD si mangia e non è finto.

Per andare in bagno bisogna prendere l’autobus però: è in un chiostro interno... a venti metri dai tavoli.

Altro giro, fino a Kralja Aleksandra davanti al Parlamento, tra negozi e gente normale.

Cena da Sesir Moj in Skadarska 21. È pieno di quadri e fiori e d’estate ha pure il giardino. Pljeskavica (carne mista grigliata con cipolle), Jelen Pivo e rakia, la grappa balcanica tipica (vedi schede su tutti i Paesi dei Balcani, perché non possiamo stare a ripetere sempre le stesse cose…). 10 € scarsi in dinari.

Giro per Knez Mihailova e Cafè Snezana.

http://www.snezana.rs/naslovna/

Un classico anche per una cioccolata calda o un tè. Se non c’è troppa gente è un pezzo di Belgrado molto romantico. Se c’è, è un po’ una rottura di coglioni.

Va bene anche per i dolci, spettacolari anche per chi non è goloso. Ultima ondata di calorie per pochi dinari, prima di rimboccarsi il bavero e partire.

Minibus A1 davanti alla stazione dei treni; si può andare tranquilli perché c’è una corsa ogni venti minuti dalle 04:20 alle 19:20.

Dalla stazione ferroviaria segue i binari e poi imbocca il ponte per Novi Beograd e l’aeroporto.

Il volo Alitalia per Roma parte alle 18,10 e arriva a Fiumicino alle 19,40.

EasyJet  per Malpensa decolla alle 16,20 e arriva alle 18,05.

Vanno riviste con molto più tempo: Belgrado e tutta la Serbia.

Grandissimo popolo i Serbi. Grandissimo popolo davvero.

Commenti

Ritratto di Gianluca

Molto bella belgrado :)

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