Stati Uniti, New York

US

Il ricordo

  1.  “Il traghetto per Ellis Island e le nuche dei turisti nelle foto…”

 

  1. NOTTI: 7
  2. BUDGET: 1100 €
  3. FATTO A: gennaio
  4. DA: 2 girandoloni
  1. DESTINAZIONE
  2. New York
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Per entrare negli Stati Uniti ci vuole l’ESTA: Electronic System for Travel Authorization.

https://esta.cbp.dhs.gov/esta/

Il sito è così intuitivo che per sbagliare bisogna applicarsi. 14 $ con carta di credito e poi stampa.

Chi ha il passaporto di suo nonno non entra, al di là del fatto che sia scaduto. Serve quello col microchip.

I Voli per New York City vanno cercati in base alla convenienza. Grazie al cazzo, si potrebbe dire… il fatto è che i prezzi oscillano tantissimo.

Volo Delta Roma Fiumicino-New York JFK alle 14,45. Arrivo alle 18,30 locali. Ci sono sei ore di fuso all’indietro. Costo complessivo 515 € A/R. Molti voli intercontinentali arrivano al Terminal 8. È una informazione interessante…

Al questionario della dogana, alle domande

“hai mai compiuto attentati terroristici negli USA?”

“hai mai deportato milioni di persone o partecipato a genocidi?”

è più comodo rispondere “no” perché si fa prima.

Fila ordinata ai controlli CBP, Custom and Border Protection.

Che differenza c’è fra la dogana americana e quella italiana? per entrare negli USA devi compilare il questionario, avere una residenza, un passaporto digitale, l’ESTA, fare il controllo palmare, quello della retina e passare i controlli bagagli. E non è detto che entri.

Per entrare in Italia devi avere un canotto e un paio di remi. Con un remo solo, si fatica di più ma si entra lo stesso.

Passato il controllo bagagli, c’è l’uscita. Se non ci fosse, sarebbe il film The Terminal (tra i più brutti film mai pensati….).

Per arrivare a Manhattan (uno dei cinque municipi di NYC, insieme a Brooklyn, Queens, Bronx e Staten Island. A forza di film, lo sanno anche i neonati…), un’opzione è il taxi: costa 52 $ fissi più 5,83 per il pedaggio del Queens Midtown tunnel.

Conviene l’AirTrain, però. Ci sono le indicazioni. Fare il biglietto alla macchinetta è semplicissimo (accettano fino a banconote da 20). Costa 6 $. Arriva in venti minuti al capolinea Sutphin Boulevard. Da lì si prende la Subway (la metro) in modo intuitivo.

Va detto che la Subway di NYC funziona h24. Significa che puoi uscire a cena senza guardare l’orologio. Che puoi ubriacarti fino alle 4 di notte senza dover guidare. Che puoi ballare fino alle 5 di mattina senza bisogno di un passaggio. Con questi esempi potremo fare notte, ma lei, la Subway… sarebbe ancora aperta.

http://www.mta.info/nyct/maps/subwaymap.pdf

Biglietto alle macchinette (single ride 2,75 $) e linea blu E, direzione World Trade Center. Le Torri Gemelle non ci sono più, ma il nome della stazione è rimasto. Richiamarla “Ex Torri Gemelle” sarebbe stato di dubbio gusto.

La E arriva a Manhattan. Basta cambiare per la linea M arancione (direzione Middle Village Metropolitan Avenue) e scendere a Herald Square: c’è la mappa nei vagoni della metro; ci si orienta anche uno sciocco.

Hotel Best Western Premier preso in rete con un’offerta. È al 50 di West 36th. Ci si arriva anche da cieco senza cane e bastone.

http://bestwesternnewyork.com/hotels/best-western-premier-herald-square

Di solito gli hotel a Manhattan costano tanto, ma spulciando si trovano sconti enormi. Una doppia costa 90 € a notte, colazione inclusa: per i prezzi locali, è una botta di culo. Le finestre stanno sotto l’Empire State Building; manca solo King Kong che si arrampica.

A duecento metri c’è Times Square e la zona dei teatri di Broadway eccetera eccetera... Più NYC di qui non esiste…

Come ci si orienta a Manhattan? Noi girandoloni abbiamo provato a perderci, ma non ci siamo riusciti. Per farlo bisogna avere una scolarità molto bassa, perché è sufficiente saper contare fino a 100.

In generale: intorno a Times Square c’è la zona centrale e si chiama Midtown. Quella sopra si chiama Uptown ed è fighetta almeno fino alla 110th, dove inizia Harlem. Quella bassa si chiama Downtown o Lower Manhattan.

In particolare: le street sono orizzontali e salendo, salgono di numero. Sul lato sinistro aggiungono un West; sul lato destro, un East. Le avenue sono verticali e crescono da destra a sinistra. Alcune non hanno numero (Lexington, Madison e Park Avenue). Broadway è l’unica in diagonale. Il Financial district intorno a Ground Zero e Wall street è più ingarbugliato, ma comunque elementare.

L’America e NYC vivono nell’immaginario collettivo mondiale: tutti le conoscono anche senza esserci stati. Cinema e tv ne hanno fatto una dimensione condivisa. L’impatto con NYC è un’emozione anche per questo.

Cosa vedere a NYC? È una domanda da deficienti. Ognuno vede la città per come la sogna. NYC è un’idea, una fantasia e al tempo stesso una cosa vera.

NYC è Frank Sinatra e “…tattataratataaaaaa…”; è camminare tra milioni di occhi senza essere osservati; è facile: incasinata e facile.

Sotto Natale, con la neve, è una meraviglia; col vapore dei tombini d’inverno, è un film già visto; con la metro d’alluminio che sferraglia, è un suono già sentito; coi negroni di due metri, coi poliziotti blu dal cappello a spigoli, con le sirene sempre vicine, con le Ford gialle dei tassisti, con le scale antincendio sui palazzi, con la mano rossa del semaforo pedonale, con le case più basse di come te le le aspetti, con miliardi di cose possibili. Questa è NYC.

Per strada non passano tre persone di fila della stessa razza. Eppure sono tutti Americani. La condivisione di valori ha realizzato una nazione che seppur giovane, può dare lezioni d’identità a parecchi.

Si scende sulla 5th avenue, che solo a dirlo fa subito fico. Per capire la direzione basta vedere gli incroci con le street.

Si converge a destra sulla 13th verso il West Village. Il Village è un’ex zona di teste di cazzo radical chic; ora è un insieme di vie costose, stile Londra: mattoni rossi e scalette con ferro battuto.

In Perry street c’è casa di Carrie Bradshaw, protagonista di Sex and the City. Volendo, ci potrebbe stare una bella pernacchia.

All’incrocio tra la 11th e Bleecker street c’è pure Magnolia bakery, famosa sempre per Sex and the City. Un'altra bella pernacchia non sarebbe male. Con 10 $ però, si prendono caffè e dolci buoni…

http://www.magnoliabakery.com/

Lì vicino, su Houston street c’è pure casa dei Robinson. Per loro, nessuna pernacchia.

Giro a Chelsea, che non è una squadra di miliardari, ma un’area carina sopra al Village. Sulla 10th avenue (freeze out per Springsteen), si fanno due fotografie sulla ex ferrovia sopraelevata che oggi è una passeggiata panoramica: si chiama High Line.

Anche se è pieno di turistardi si entra al Chelsea market, al 75 della 9th avenue. Al Lobster place, gestito da asiatici, si mangiano sul posto aragoste a 16 $; c’è anche pesce di ogni forma, razza e misura.

http://www.chelseamarket.com/

In alternativa ci sono gli hamburger di Five Guys all’incrocio tra 7th avenue e Bleeker street. C’è il refill delle bevande illimitato. Con 10 $ si pranza e ci si gonfia di gas. La vetrata dà sulla strada e sembra di stare in America. Infatti è America.

http://www.fiveguys.com/

Per mangiare e risparmiare è comunque pieno di carrellini con street food. L’hot dog costa 2-3 $ in tutta NYC.

Sopra l’albergo, sulla 6th avenue all’altezza della 49th c’è il Rockfeller Center. Conviene salirci d’estate. D’inverno, proprio sotto, c’è la celebre pista di pattinaggio. D’estate tavolini all’aperto.  

NYC è più bella d’inverno, non c’è un cazzo da fare. Camminare con le mani in tasca per Park Avenue e la 5th verso l’Uptown, oltre la Public Library fino a St. Patrick, la Cattedrale cattolica, dà più gusto col freddo. La chiesa di St. Patrick sulla 50th è quella nuova. Quella vecchia (famosa per Il Padrino) sta in Mulberry street. Ci si arriva con la Subway 6 verde, scendendo a Spring street. Sempre a Mulberry street c’è il bar dei Soprano.

https://www.facebook.com/MulberryStBar

Al 247 c’è il Ravenite Social club (oggi è un negozio), raduno dei mafiosi Gambino. C’è anche l’Umbertos Clam House ristorante legato all’omicidio di mafia di Joe Gallo (Bob Dylan ci ha scritto la canzone Joey).

http://www.umbertosclamhouse.com/

Va detto che Little Italy (era compresa tra le strade Houston, Canal, Bowery e Broadway) oggi è solo turistica ed è ridotta alla sola Mulberry street. L’assedio di Chinatown è totale. Basti pensare che Mott street era la via dei gangster movies, con panni stesi e appartamenti affollati da Italiani poveri (i tenements). Oggi è una cineseria senza anima.

Si va a Ground Zero. Subway E blu fino al capolinea.

http://www.911memorial.org/

Il memoriale dell’11 settembre è a un metro, seguendo le indicazioni. È una zona di turistardi e scolaresche ed è facile innervosirsi. A Trinity place c’è la chiesa della Trinità. Dietro, parte Wall street dove c’è la Borsa col poliziotto davanti.

Fa effetto sapere che dietro le finestre di Nassau e Wall street si decidono i destini finanziari del mondo. Molti casini planetari partono da qui. NYC non è Bagni di Tivoli del resto…

C’è uno Starbucks a Nassau street, angolo Liberty, proprio davanti alla Federal Reserve Bank of New York. Fa comodo come tappa caffè (2 $ e spicci) ma non per fare la cacca: ha il bagno orrendo.

Si percorre tutta Nassau fino alla pedonale per il Ponte di Brooklyn. È bene andarci un’ora prima del tramonto ma solo in periodi di merda perché è preda di turistardi, soprattutto italioti.

Percorrendolo, sulla destra si ammira Manhattan col riflesso del sole sui grattacieli. Sotto passano le macchine; ancora più sotto l’East River. Arrivati dall’altra parte, si scende a destra fino al piazzale panoramico. C’è un po’ da camminare. Si ammira il ponte nella sua lunghezza: è uguale a quello delle gomme Brooklyn gusto lungo. Davanti c’è Manhattan; mancano le Torri Gemelle ma con le luci della prima sera, l’effetto è obiettivamente fantastico.

Si torna sul ponte (i ciclisti che corrono sulla parte destra rompono…) per tornare indietro.

Si piega a destra e superati gli edifici istituzionali stile impero, si arriva a Columbus Park e Chinatown. È la zona dei Five Points: le strade fra Bayard, Baxter e le già citate Mott e Mullberry. La criminalità di NYC e Cosa Nostra americana sono nate qui.

Peccato che Little Italy sia sparita. Era un pezzo di storia, sicuramente migliore dei ristoranti cinesi e della robaccia che ci gira intorno. Mangiare cinese a NYC però non è un peccato grave. Basta entrare in uno a caso e ricordarsi che le porzioni di ravioli sono da 8 e non da 4 come da noi.

Capitare di domenica a NYC vuol dire andare a messa ad Harlem, possibilmente senza farsi rimproverare mentre si fanno le foto ai gospel. Sulla Adam Clayton avenue (dopo Central Park la 7th si chiama così,) angolo 116th, c’è una chiesa battista dove si assiste senza offerte obbligatorie. Non è pubblicizzata nelle guide. Sono tre quarti d’ora di camminata costeggiando Central Park sulla 5th avenue; all’altezza dell’80th, lato Central Park, c’è il Metropolitan Museum of Art, per gli amici Met.

http://www.metmuseum.org/

Dentro c’è il mondo: da Canova a Manet, da Caravaggio a Giotto, da Botticelli a Van Gogh, da Bernini a Modigliani, da Picasso a Degas, da Cezanne a Monet, da Gauguin al Tintoretto… fa veramente paura. La metà della roba è italiana.

Costa 25 $ e ci vuole un giorno per girarlo. Andarci è un obbligo anche perché la grandezza diluisce il flusso di stronzi che lo visitano. Sul tetto d’estate si fa l’aperitivo immersi in Central Park. D’inverno no.

Più avanti, arrivati all’88th si arriva a un parcheggio multipiano: in realtà è il Guggenheim. Un altro classico a NYC. Chiude il giovedì.

http://www.guggenheim.org/new-york

Il Guggenheim contende al MoMA il primato mondiale di stronzi per metro quadro. Vale assolutamente la pena però, per entrambi. Il MoMa sta sulla 53th, tra la 5th e la 6th avenue. 25 $, martedì chiuso.

http://www.moma.org/

Salendo per Madison Avenue, all’incrocio con la 78th, c’è il Viand Café. Ottimo per una pausa e per fare stretching in caso di acido lattico. La padrona è più rincoglionita che antipatica.

Si diceva di Harlem e i gospel: Harlem va visitata a piedi girando a caso. Mattoni rossi e gente nera. È tranquilla e piena di stimoli.

Pranzo da Kennedy Fried Chicken l’equivalente dello “zozzone” di casa nostra. Quasi solo pollo fritto per 8-9 $. Sta sulla 5th, angolo 111th, subito dopo la rotonda di fine Central Park.

http://www.kennedyfriedchicken.com/

Di fronte c’è pure Ottomanelli Brothers, alternativa di rango semplice ma superiore. È noto per la carne. (Nel senso che è buona, non che fa cagare)

http://www.ottomanellibros.com/

Cosa fare a NYC? L’abbiamo già detto sopra: è una domanda da ritardati. Basta spostarsi a caso: prendere il taxi costa poco ma con 30 $, la MetroCard della Subway è illimitata per una settimana.

Con le linee verdi 4 o 5 si arriva a Bowling Green/Battery Park, la punta estrema di Lower Manhattan. Uscendo ci sono le indicazioni per biglietti e imbarchi verso Ellis Island e Statua della Libertà.

Il biglietto unico costa 18 $. Ogni mezz'ora parte un battello che impiega un quindici minuti per arrivare alla Statua; la corona è aperta quando gli fa comodo.

La seconda tappa è Ellis Island, dove c’è il memoriale dei migranti negli USA.

Perché i migranti di allora, fra cui milioni di Italiani, sono diversi da quelli di oggi?

1) emigravano in Paesi nuovi di zecca con scarsissima densità di popolazione.

2) s‘integravano ad altre comunità affini per tradizioni e religione (cristiani con cristiani; tra Italiani, Irlandesi e Polacchi in particolare, cattolici con cattolici).

3) tra loro c’erano molti artigiani e operai qualificati. Di quelli che hanno costruito materialmente il Nuovo Mondo.

Noi girandoloni diamo sempre spunti intelligenti di riflessione, bisogna ammetterlo…

L’esperienza è bella e impegna una mattinata buona.

Per pranzare c’è Katz’s, famoso per Harry ti presento Sally e per i sandwich al pastrami, che in rumeno sarebbe la carne.

http://katzsdelicatessen.com/

Nei paraggi ci sono le linee J e Z marroni della Subway. Il pastrami costa sui 17 $. In alternativa c’è la catena Shake Shack. Uno sta sull’8th angolo 44th.

http://www.shakeshack.com/

Oppure Burger Joint. Sulla 33th traversa con l’8th

http://burgerjointny.com/

Oppure, sulla 7h avenue (traversa 37th) c’è Sandwich Shop Potbelly. È sempre una catena, ma è meno dannosa per il colesterolo.

http://www.potbelly.com/Default.aspx

Non saremo noi girandoloni a indicare dove fare lo shopping, ma va detto che a NYC ci sono più negozi che a Frosinone e la cosa si nota. Tra la 7th e Times Square, c’è la Levi’s. Inutile dire che qualche paio di jeans si trova… Costano tra 30 e 90 $.

Vicino all’albergo c’è Macy’s sulla 34th. È un buon posto dove abbandonare la moglie, quando si viaggia in coppia.

http://www.macys.com/

Idem per Bloomingdales (59th angolo 3th avenue, più serio e costoso)

http://www.bloomingdales.com/

e per le mutande di Victoria Secret’s sulla 34th, angolo 6th avenue.

http://www.victoriassecret.com/

Stessa cosa per la vita sociale, tra aperitivi stronzi e terrazze panoramiche: a NYC c’è molto più movimento che a Poggio Bustone.

Per una bibita in terrazza il 230 Fifth va benissimo. Sta all’angolo fra 5th avenue e 27th. Cocktail a 15 $, prezzo standard a Manhattan.

http://www.230-fifth.com/

Vale lo stesso per il Plunge (il tuffo) sulla terrazza dell’Hotel Gansevoort, sulla 9th avenue. La zona è Meatpacking, tra Chelsea e il West Village. Un cocktail, sempre 15 $.

http://www.gansevoorthotelgroup.com/hotels/gansevoort-meatpacking-nyc/

Da segnalare anche La Quinta al 17 della 32th. Stessi prezzi e Empire State Building a uno sputo.

http://www.vunyc.com/

Il Top of the Strand nell’hotel medesimo sulla 37th, ancora più vicino all’Empire.

http://www.topofthestrand.com/

Elencarli e visitare tutti i posti fighi di NYC è impossibile anche vivendoci.

NYC non è solo Manhattan. (Chi a questo punto non avesse capito che NYC sta per New York, ha problemi seri). NYC sta a Brooklyn come il leccalecca al tenente Kojak. Non si può prescindere. Può andar bene la linea grigia L della Subway che parte dalla 14th street a Manhattan. Scendendo a Bedford ci si cala in una zona di localini, ristoranti alla buona e case basse. L’area è gagliarda perché sta a ridosso dei magazzini in mattoni rossi sotto il Williamsburg bridge, sull’East River; sembra di stare in un poliziesco anni ’70. Si cena da Peter’s since 1969.

http://www.peterssince.com/

È una specie di tavola calda. Si prende uno sgabello davanti alla vetrata per proprio conto. Porzioni enormi e birra per 17-18 $ a testa.

Brooklyn meriterebbe un viaggio a parte. Così anche il Bronx. Il Bronx dovrebbe fare paura solo a nominarlo, ma da anni non è più quello dei film. Zone di merda ci sono, ma è meno pericoloso della Stazione Termini a Roma.

Si prende la linea 4 verde: fino alla 125th è Harlem, quindi ancora Manhattan. Dopo, si passa il fiume e diventa The Bronx. Dalla 161th (davanti allo Yankee Stadium di baseball) la metro viaggia in superficie e la percentuale di neri aumenta. Si scende alla 183th.

Al Bronx, c’è la vera Little Italy, quella di Toro scatenato per intenderci. Tra Belmont e Arthur avenue ci sono solo palazzine basse rosse e viali alberati. L’atmosfera è bella e non turistica.

Al 2344 di Arthur Avenue c’è il Mercato coperto con tanti pezzi d’Italia. Di fronte c’è pure Enzo’s che insieme ad Antonio’s, Giovanni’s, Mario’s, Roberto’s e compagnia bella, dà il nome a una delle tante trattorie italiane di zona. Non sono economiche però, almeno le più rinomate. 

Per mangiare al Bronx, meglio uscire dalle guide e proseguire a caso con la Subway 4 fino a Kingsbridge. Scesi a sinistra della sopraelevata c’è West Kingsbridge avenue. All’incrocio con Aqueduct avenue, con 8 $ si mangia ottima pizza da Emilio’s. È la new York vera, lontana dalle luci di Manhattan.

Girare per le vie del Bronx intorno a Jerome avenue oltre la 190th è come vivere in un film tra inseguimenti e auto molleggiate. Meglio che in terrazza a Manhattan.

Si rientra.

A ridosso dell’albergo da segnalare American grill & Bar, all’incrocio tra la 36th e la 6th, per spendere sui 25 $ a testa.

In alternativa Keens Steakouse per mangiare un’ottima T-Bone. Meno di 70 $ a cranio, però è difficile…

http://www.keens.com/

Una settimana a New York passa presto. Serve appena per un’infarinatura.

New York va vista almeno una volta nella vita. Come tutti gli altri posti al mondo; probabilmente, come nessun altro.

 

Commenti

Ritratto di Gianni

Tacci vostri mi avete fatto ridere da morire! andremo a NYC (con la C) per il viaggio di nozze, certamente seguiremo i vostri consigli stronzi :)) grazie Gianni
Ritratto di Giampiero Venturi

Grazie a te! Se ci vuoi pagare il biglietto, noi siamo sempre pronti ad accompagnarti. Gianni, non fa' complimenti...

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