Svezia

SE

Il ricordo

  1.  “Non valutai a dovere il lastrone di ghiaccio e rovinai a terra tra i passanti stupiti…”

 

  1. NOTTI: 5
  2. BUDGET: 650 €
  3. FATTO A: dicembre 
  4. DA: 2 girandoloni
 
  1. PERCORSO
  2. Stoccolma, Gavle, Sundsvall, Örnsköldsvik, Umea, Stoccolma.
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Volo Norwegian Roma Fiumicino-Stoccolma Arlanda alle 13,20; arrivo alle 16,30. A/R 141 €.

Da Malpensa c’è Lufthansa con scalo a Dusseldorf. Decolla alle 8,55 e arriva ad Arlanda alle 13,40.  A/R 145 €.

Ci sono molti voli su Stoccolma Skavsta che sta a 100 km dalla città. Tanto vale che vai da un’altra parte…

Partendo per la Svezia le aspettative sono sempre alte. Non si sa di cosa, ma sono alte. Tra le cose da aspettarsi, ci sono anche le corone al posto degli euro.

La Svezia soprattutto d’inverno, vista dall’aereo sembra Twin Peaks, la serie tv dei primi anni ’90. All’arrivo c’è silenzio. Tanto silenzio.

Il silenzio svedese è diverso dal nostro; da noi c’è silenzio se non c’è nessuno; in Svezia c’è silenzio quando è pieno di gente. Più gente c’è e più c’è silenzio. Per chi viene da sotto i 46° di latitudine, più o meno Bolzano, può essere un problema.

Arlanda non è un gerundio scritto male; è un aeroporto a 40 km da Stoccolma; c’è il treno Arlanda Express che costa 500 SEK (circa 60 €) A/R. Una caccola…

I biglietti si comprano on line oppure all’ufficio al Terminal 5. Anche a farlo apposta è difficile sbagliarsi.

www.arlandaexpress.com/default.aspx?page=192

Il treno parte ogni dieci minuti circa, è giallo e va a 200 km/h. Di un altro colore era uguale: in venti minuti arriva a Stoccolma città.

Si arriva a Stokholms Centralstation col buio.

Si alloggia al Best Hostel Skeppsbron sull’isola di Stadsholmen. Uscendo dalla stazione dalla parte di sotto (sopra ci sono i pullman), bisogna stare attenti a non scivolare sul ghiaccio. Evitata la spaccata e la figura di merda, si va a destra verso il ponte Vasabron con l’indicazione Gamla Stan, il centro medievale. A destra, nella baia, si vede il Municipio, simbolo di Stoccolma; passato il ponte si gira a sinistra oltre il Kungliga Slottet (Palazzo Reale). Sono dieci minuti a piedi, al netto degli scivoloni.

www.besthostel.se/sv/information/hostel/skeppsbron

L’alloggio è in una palazzina sulla destra, con la scritta Best Hostel sulla facciata.

83 € per una doppia con bagno in comune (ce ne sono tanti e puliti). È nel cuore di Stoccolma e posti alternativi richiedono l’apertura del mutuo.

Il mare d’inverno in Svezia è spesso ghiacciato e molte navi diventano alberghi. Il colpo d’occhio sulla baia è commovente. Stoccolma è magnifica, illuminata come un albero di Natale. Soprattutto a Natale.

A cento metri dall’alloggio, verso l’interno, c’è Stortorget, la piazzetta storica con il mercatino di Natale. 

Usando un’espressione cara agli Svedesi, si può dire che dei mercatini di Natale ne abbiamo piene le palle. Tranne La Mecca e Kabul, ormai quasi tutte le città a dicembre hanno preso questa abitudine. Ma a Stoccolma, è un’altra cosa. Natale e i giorni dell’Avvento regalano un’aria diversa.

Glogg (vin brulé speziato), renna, salsicce prosciutto e salmone (tutto affumicato), panpepato svedese… Con 20-25 € si cena in piedi con freddo, sciarpa, guanti e  cappello.

Per un’atmosfera natalizia con i controcoglioni, bisognerebbe andare al Parco di Skansen, ma è fuori mano rispetto al centro della città e bisogna organizzarsi a dovere. www.skansen.se/sv

Il 13 dicembre ci fanno la sfilata per Santa Lucia, tradizione svedese radicata e immortalata dal film Il diavolo con Alberto Sordi.

Ad ogni finestra, ci sono i triangoli di candeline elettriche che da lontano fanno grandissimo effetto. Non c’è finestra che non ne abbia. Al Kaffe Koppen ci si può finire di scaldare con 10-15 €.

www.cafekaffekoppen.se

Stoccolma è bella e algida. Camminare per i vicoli della città vecchia, col Baltico ghiacciato a due passi e l’odore del freddo mescolato alle spezie della piazza, è meglio che prendere un calcio in culo. Nascosti nelle viuzze, tra passanti timidi, si rubano momenti belli. Belli davvero.

Non si esce dalla città vecchia, dove ci sono anche il Museo del Nobel www.nobelmuseum.se/ e la Storlyrkan, la Cappella dove si sposano i reali di Svezia, che non sono pizza e fichi.

La prima sera se ne va sorseggiando e osservando.

Colazione in ostello (migliore di tanti alberghi) e poi in giro. La colazione a volte non è compresa, dipende dagli accordi.

D’inverno il cambio della guardia al Palazzo di Sua Maestà, c’è il mercoledì e il sabato alle 12,10 (d’estate tutti i giorni). La domenica alle 13,10. Con la neve che cade sulle divise di panno blu, sembra una fiaba. Unico problema, i turistardi sempre presenti.

Dall’isolotto di Riddarholmen la vista sul palazzo rosso del Municipio è fantastica.

A piedi, si prende il ponte più a destra (Strombron) e poi oltre i giardini e Nybroplan, dove passano tram e un sacco di gente. S’imbocca Sibyllegaten fino alla piazza Ostermalmstorg dove c’è il Saluhall. È un mercato coperto con prodotti tipici, carino da vedere e volendo per mangiare.

Come molti Paesi nordici, a fronte delle cazzate scritte sulle guide, la Svezia ha perso ormai da anni la battaglia alimentare. Girando per Stoccolma, si contano molti ristoranti asiatici e italiani, imitazioni comprese. I ristoranti svedesi tradizionali sono rari e costosi: è bene cercare il dagens lunch, il piatto del giorno. Per esempio, da noi giovedì gnocchi… da loro, giovedì ärtsoppa med fläsk, cioè zuppa di piselli e maiale (ognuno è abituato a modo suo). È l’unico modo per mangiare tradizionale e pagare sui 100 SEK.

In zona mercato, il Prinsen è un ottimo posto: tornando da Ostermalmstorg, sta in Master Samuelsgatan, una traversa di viale Birger Jarlsgatan.

http://restaurangprinsen.eu

Si sta ampiamente sotto i 30 €, è fico e non si prova quella strana soggezione da profugo che si palpa ogni tanto.

Si gironzola per i viali, stando attenti a non entrare in scivolata su qualche passante. Coi lastroni di ghiaccio è possibile. D’estate è tutto un brulichio di biciclette e passanti scosciate. Stoccolma d’inverno è diversa da Stoccolma d’estate (e grazie…).

Da ricordare che le piste ciclabili in Svezia sono come i Dalit per gli indiani: intoccabili. Meglio farci subito attenzione prima di ricevere un “vaffanculo” in svedese stretto.

A cena si va da Dalanisse che sta fuori dal circuito turistico, è svedese e costa meno della media.

www.dalanisse.se/

Sta in Culonia e bisogna andare in metro: linea verde n.17 da Galma Stan a St. Eriksplan: ci vogliono pochi minuti. Da tenere presente che per la metro di Stoccolma un biglietto prepagato valido 24 h costa 115 SEK: per andare e tornare sono più di 10 €. Davvero molto economica: bisognerebbe prenderla più spesso…

In alternativa c’è il bus n. 3 ma bisogna chiedere bene alla reception dell’ostello o si rischia di fare la fine del Generale Nobile e perdersi nei ghiacci.

Si mangia bene alla Dalanisse. Anche i dolci sono buoni. Il Blåbärspaj non è male.

Per finire la sera in zona Stureplan c’è l’Utecompagniet, ma l’area è comunque ben frequentata.

www.facebook.com/Utecompagniet

Si saluta giurando di tornare (infatti si torna) e si va in Klarabergviadukten 86, dove c’è l’autonoleggio. C’è anche l’Europcar di fronte alla stazione, ma costa di più.

Con 60 € al giorno si prende una Citroen C2: perfetta per non dare nell’occhio, visto che in Svezia hanno tutti Volvo e Saab.

Si cerca di prendere l’autostrada E4 che punta a nord verso Uppsala. Girando girando… prima o poi la s’incrocia.

Da tenere a mente alcuni appunti:

  1. in Svezia l’autostrada non si paga;
  2. i fari vanno accesi sempre, pure col sole (tanto non c’è);
  3. le distanze di sicurezza sono rispettate in modo autistico;
  4. il clacson non esiste; secondo noi, lo smontano quando comprano l’auto…
  5. la velocità è esattamente quella imposta dai cartelli (in autostrada 110 km/h).
  6. in generale si tende a credere che il codice della strada sia una cosa seria;

Come in Italia, praticamente.

Tutte le auto hanno il riscaldamento sui sedili e da novembre ad aprile montano pneumatici da neve. D’inverno sono sempre sporche di fango.

Dopo un’ora di strada tranquilla, si aggira Uppsala.  Se improvvisamente si sente dire “e sti cazzi?” vuol dire che qualcuno ha ricordato che a Uppsala nacque Ingmar Bergman.

Nel caso in cui la strada sia tutta innevata, si seguono i binari delle auto precedenti: con le gomme da neve è facile (vedi i viaggi in Finlandia su questo sito).

Betulle ai lati e strada senza traffico. La Svezia trasmette serenità.

Dopo un’altra ora si arriva a Gavle che si pronuncia “iavle”. Sembra Civitavecchia e sta sul mare. Ci sono ovunque capre di paglia giganti. È una tradizione natalizia. Parcheggiando dalle parti di Nyagatan si riesce anche a prendere un caffè per 2 €.

Altri 200 km di E4 e si arriva a Sundsvall.  Anche la città di Sundsvall sembra Civitavecchia. S’intuisce che le città svedesi spesso somigliano a Civitavecchia.

In realtà l’architettura è molto minimalista. Ricorda un po’ l’IKEA e un po’ l’Unione Sovietica.

Sundsvall sta sul Golfo di Botnia, la parte interna del Baltico e d’inverno è fredda per dire poco. In confronto, Cortina sembra Mazzara del Vallo.

Per circa 70 € in SEK per una doppia, si alloggia al Sundsvall City Hostel, che in realtà è anche un hotel. Colazione inclusa. Sta in Sjogatan al civico 11.

www.sundsvallcityhostel.se/

La pedonale Storgatan, offre negozi e una bella passeggiata nel gelo. Al civico 18 per pranzo si prende il dagens lunch al Norrlandskallaren. Sono meno di 100 SEK.

www.norrlandskallaren.nu/

Ci si ritorna anche per la cena, perché il ristorante Innergarden in Centralgatan, a buffet costa di più: sui 25 € in corone.

www.innergarden.se/index.html

D’inverno, con la neve, Sundsvall è quella che si dice una città fuori mano: sta a 400 km a nord di Stoccolma, che già di suo non è Mogadiscio. Eppure c’è una vita che si muove anche la notte. All’Oscar, in Bangkatan

www.oscarmatsal.se/

oppure all’Aveny sulla Esplanaden, la strada in salita oltre i binari della ferrovia. Sta  nell’edificio rosso che fa da casinò, pub e ristorante. Anche se a piedi è tutto molto vicino, d’inverno bisogna evitare di fare gli sbracciati, per evitare un ricovero per assideramento.

http://avenysundsvall.se/

All’Aveny di Sundvall c’è il guardaroba obbligatorio: 4 € in corone. Come spesso capita nei locali svedesi, c’è la roulette e un piccolo casinò. La cosa interessante nei disco pub di provincia è che gli Svedesi hanno il senso del ritmo molto simile a quello di un elefante anziano. Si ride molto a vederli ballare. Sono però molto socievoli e simpatici e vedono gli Italiani con gioiosa tenerezza. Teniamo a repcisare che le ragazze del luogo non sono quello che in svedese si definisce una massa di cessi.

In Svezia si beve, ma meno che in Finlandia (vedi viaggi in Finlandia). Systembolaget è la catena statale per la vendita di alcolici, ma nei locali e nei ristoranti la birra svedese non è tra le migliori. Da ricordare che gli alcolici sono molto costosi (il resto invece fischia…). Esempio: per comprare una bottiglia di vino italiano, californiano o spagnolo si deve vendere un rene. Per quello francese, sono necessari entrambi. La qualità dei vini è relativa: un Montepulciano d’Abruzzo costa anche 35 €. Comprarla è un po’ da cojoni, diciamolo…

Colazione e si riparte verso nord, direzione Umea.

Il viaggio è uno slalom tra laghi ghiacciati, betulle e alci sui cartelli stradali. Dorsali scoscese e cumuli di neve davanti a case di marzapane: la Svezia sotto Natale è di rara bellezza. Unico inconveniente in inverno, è la poca luce disponibile per guardare. Alle 14,30 rimangono i fari, il bianco sbiadito dal buio e i camion diretti al confine finlandese, più frequenti salendo.

Tappa a Örnsköldsvik che sembra l’anagramma dell’alfabeto. Sulla rotonda d’accesso venendo dalla E4, c’è Max, un grill locale. Con 70 SEK si fa pausa pranzo alla bersagliera: rapidamente.

Pausa compresa, da Sundsvall ci vogliono tre ore per arrivare a Umea. Umea si pronuncia Umeo. Si potrebbe pensare che è come se Roma si leggesse Romo, Pisa Piso e Catania Catanio. In realtà lo svedese ha le sue regole.

Si alloggia al SFT Vandrarhem in Västra Esplanaden 10, proprio sulla E4. Venendo da fuori, appena passato il ponte sul fiume gelato, 330 metri a destra.

http://www.umeavandrarhem.com/eng/engindex.html

Umea è una città universitaria con una sua vita, anche se a prima vista non si vede. Sta sul mare e non si vede nemmeno quello: i pescherecci e le barche sono bloccate dal ghiaccio fino a marzo. Alcuni diventano ristoranti. Anche i traghetti per Vaasa in Finlandia, dalla parte opposta al Golfo di Botnia sono bloccati. Di Finlandesi però ce ne sono parecchi lo stesso, per via dell’Università.

Allo Scharinska, la sera se c’è il pieno.

www.scharinska.se/

Per mangiare si va al Droskan

www.droskan.se/

Con circa 30 € in SEK si mangia e si beve. Si beve più che altro: d’inverno la temperatura arriva a -25° ed è bene non guidare subito. La Polisen, (www.polisen.se/) con le sue Volvo SW è molto lesta con gli etilometri. C’è l’arresto e il rilascio su cauzione, di solito superiore ai 400 €. Anche sui passaggi pedonali, bisogna essere cauti. In Svezia sono dossi verniciati di rosso e i pedoni hanno potere assoluto. Un po’ come da noi…

Umea, o come dicon tutti Umeo, è il punto più in alto che si può raggiungere in inverno con la macchina da Stoccolma con cinque giorni a disposizione. Ci sarebbe Limea (si pronuncia Limeo) più a nord, ma bisogna calcolare il ritorno con la neve: Stoccolma sta 640 km a sud.

Si riparte la mattina presto, direzione sud.

Guidare in Svezia col ghiaccio non è sempre agevole, soprattutto perché l’autostrada alterna una o due corsie, gli incroci sono a raso e lo spartitraffico a volte manca. Lungo i laghi e i fiordi gelati, case imbiancate e canoe capovolte lasciano intendere che l’estate è un paradiso. La Svezia ricorda molto il Canada; anzi, a dirla tutta, è il Canada che ricorda molto la Svezia.

Pausa caffè a Rodviken, nella carreggiata di sinistra: 3 €.

Situazione irreale.

Altra pausa, pochi km oltre il Ponte di Huga Kusten.  La struttura sospesa per 2 km sul fiordo ghiacciato con tiranti altissimi, si mescola in modo scenografico al bianco intorno: è un momento magico del viaggio in Svezia.

In una frazioncina chiamata Alansdbro, si fa benzina; dolce svedese e caffè nella baracchetta a fianco, per 9 € in corone. Prima di rientrare in auto, l’aria gelida, il fumo dalla bocca e il rumore delle scarpe sul ghiaccio sono poesia. In certi momenti si capisce l’importanza di pisciare sulla neve…

Ad Hagsta, poco prima di Gavle, altro caffè, sempre a ridosso della strada. Ma ormai è Terronia. Si va dritti sparati fino a Stoccolma.

Alla periferia di Stoccolma, all’altezza dell’Hagaparken, il limite di velocità si riduce a 60 km/h. Dopo otto ore di guida sulla neve, è una prova di nervi: usare il clacson provocherebbe decine di ricoveri per infarto.

Rientro fra le luci della capitale. Le indicazioni per il centro sulla E4 sono chiare. Restituita l’auto a nolo per problemi di parcheggio intorno al Best Hostel, si ritorna a piedi, col piccolo bagaglio. Sono dieci minuti.

Per l’ultima sera le solite due grandi opzioni a Stoccolma. La zona di Medborgarplatsen o quella di Strueplan nei due lati opposti rispetto alla città vecchia ma raggiungibili a piedi, anche col freddo. Si opta per la prima con lo Snap bar per mangiare e rimanerci con gli ultimi 40 €.

www.snapsbar.se/start/

Stoccolma di sera, tranne la domenica, è sempre animata.

Bighellonata dell’ultima mattina.

Il ritorno parte alle 16,20 e arriva alle 19,30. Con l’Arlanda Express va bene partire intorno alle 14.

C’è tempo per un spuntino nella zona dei giardini Kungsträdgården. È freddo ma ci sta tutto.

La Svezia è roba forte. Molto.

 

 

 

 

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